I fatti relativi alla manifestazione di Torino manifestazione Torino riguardano aspetti importantissimi della democrazia democrazia. È criminale semplificarli propaganda.
Il Governo gioca con le emozioni del popolo, arruolando eserciti mediatici in una campagna che viene presentata come difesa dei poliziotti ed è invece propaganda a favore dello stato di polizia stato di polizia e della repressione di qualsiasi forma di dissenso repressione del dissenso (in uno stato democratico si perseguono i violenti, non si proibiscono le manifestazioni di dissenso libertà di manifestare).
Istigare la folla è molto pericoloso e irresponsabile.
Porre in alternativa fra loro valori costituzionali primari – la libertà di manifestare libertà di manifestare e l’ordine pubblico ordine pubblico – lo è ancora di più.
Tutto questo è l’anticamera di scenari drammatici, dolorosi e profondamente antidemocratici.
Ormai quotidianamente è il Governo a dire chi deve essere condannato e chi assolto, chi deve essere processato e chi non deve essere nemmeno indagato.
Per essere breve, rinvio alle parole di Franco Gabrielli Franco Gabrielli, ex Capo della Polizia, che, intervenendo dopo gli scontri di Torino scontri di Torino, ha detto: “No allo scudo penale scudo penale, gestire l’ordine pubblico ordine pubblico non è il bar sport”
A questo link https://lespresso.it/…/franco-gabrielli-torino…/59623 una intervista più approfondita.
E condivido anche un bel articolo di Alberto Cisterna, Presidente di Sezione al Tribunale di Roma, sulla riforma del pubblico ministero riforma del pubblico ministero.
È un articolo colto, elegante e molto misurato nei toni e negli argomenti, ma prezioso.
Alberto conclude tragicamente che, quando il giudizio viene affidato alla folla urlante – la oclocrazia oclocrazia – la folla sceglie sempre Barabba.
Quello che mi lascia insieme stupito e indignato è come l’avvocatura avvocatura possa essere complice di tutto questo.
Come possa spalleggiare campagne di propaganda propaganda eversive come quella del manifesto che pure ricondivido anche qui. Tutto questo innesca dinamiche sociali che non si potranno fermare. Ci precipita in un baratro di inciviltà dal quale non si potrà risalire a comando.
È come avvelenare i pozzi. Le conseguenze saranno molto durature e tanto dolorose.





