Alle 20 in punto, sabato 1° marzo, il Teatro Pax di Lurate Caccivio diventa una piccola “piazza civile”: un incontro vivo, fatto per guardarsi negli occhi e chiamare le cose col loro nome.
Al centro c’è Scarpette rosse. Contrasto alla violenza alle donne attraverso l’educazione alla legalità dei giovani, volume che dopo la prima uscita del 2023 arriva oggi in una nuova edizione più ricca, più corale, più necessaria.
Questa volta la trama non la scrive una sola penna: la scrive una comunità. Il libro nasce dal lavoro scritto e illustrato di circa 50 donne e 40 adolescenti del team “Ragazzi Generazione Z” dell’Associazione Culturale per la Legalità. È una narrazione a molte voci: medici, sociologhe, psicologhe, pedagogiste, giornaliste, artiste, educatrici, insegnanti e amministratrici locali intrecciano competenze ed esperienze diverse, ma con un’unica direzione chiara: dire basta alla violenza e costruire una cultura del rispetto che non sia uno slogan, ma un’abitudine quotidiana.
Il cuore del progetto è rivoluzionario: parlare agli adolescenti con un linguaggio che li tratti da protagonisti. Perché la prevenzione non arriva dopo l’ennesimo fatto di cronaca: ma comincia prima, dentro le relazioni, dentro la scuola, dentro la capacità di riconoscere i segnali, di rompere la catena della normalizzazione.
E se la violenza di genere è un problema sociale, allora la risposta deve essere sociale, educativa, collettiva.
Dentro il volume c’è anche un elemento che parla la lingua dei ragazzi senza filtri: tramite QRCode si accede a un cortometraggio dal forte impatto emotivo realizzato da una adolescente, Rosanna Ferrara. Non si “spiega” soltanto il fenomeno, lo si attraversa con un racconto visivo che nasce tra pari. La sensibilizzazione non può essere un monologo degli adulti. Deve diventare dialogo, creazione, scelta.
Una parte del libro è dedicata alle attività didattiche per le scuole. Tra i percorsi proposti spicca “L’albero della lotta alla violenza alle donne”, insieme a nuove idee basate sul role playing, strumenti concreti per far emergere dinamiche relazionali, stereotipi, confini, consenso e per allenare l’empatia senza quella patina moralista che spesso allontana gli studenti invece di coinvolgerli. Educare al rispetto significa educare alla responsabilità: verso se stessi e verso gli altri.
La presentazione di sabato 1 marzo, alle ore 20.00, è costruita come uno spazio aperto di confronto e dibattito con il pubblico, con il coinvolgimento dei partecipanti e dei ragazzi dell’associazione Ragazzi Generazione Z, che porteranno anche performance teatrali legate al percorso educativo e culturale da cui è nato il volume.
A rendere l’appuntamento ancora più significativo ci saranno due madrine del progetto editoriale che portano storie e responsabilità diverse. Da un lato l’on. Stefania Ascari, indicata come prima firmataria e relatrice della legge “Codice Rosso”; dall’altro l’on. Piera Aiello, tra le più giovani testimoni di giustizia in Italia, impegnata a livello nazionale nel contrasto alla violenza di genere.
A moderare l’incontro saranno la sindaca Serena Arrighi, alla guida del Comune di Lurate Caccivio, e la prof.ssa Simona Barberio, autrice del volume e presidente dell’associazione Ragazzi Generazione Z e UCIIM Como.
L’iniziativa è promossa con il patrocinio del Comune di Lurate Caccivio e dell’Ass. Ragazzi Generazione Z, con la partecipazione del Consorzio dei Servizi Sociali dell’Olgiatese.
L’appuntamento è rivolto a istituzioni, scuole, operatori sociali, famiglie e cittadini. Ma, soprattutto, è rivolto a chi pensa che “tanto non cambia nulla”.
Sabato sera, al Teatro Pax, si accenderà un dialogo.
E se la violenza di genere è una ferita che attraversa il presente allora serve una città che si siede, ascolta, discute, e decide di educare i suoi giovani alla legalità e al rispetto.
Il futuro si costruisce, parola dopo parola, scelta dopo scelta.






