Il terremoto nelle alte sfere successivo alla pubblicazione di oltre due miliardi e mezzo di email di Jeffrey Epstein non si ferma. Prosegue nel cuore dell’Europa, hub mondiale della pedofilia e della pedopornografia, luogo in cui nascono partiti e lobby pro pedofilia che influiscono anche su leggi, base di partenza del turismo pedofilo internazionale.
All’ex principe Andrea e all’ex alta sfera del Partito Laburista inglese Peter Mandelson si aggiunge ora il gran capo del Forum di Davos, il presidente del WEF (World Economic Forum), Borge Brende che nelle scorse ore si è dimesso.
Le comunicazioni del miliardario pedofilo, la documentazione della sua rete d’élite narrano tanto di Epstein e dei suoi innumerevoli sodali criminali ma narra, forse soprattutto, tanto del mondo e della società che ci circonda.
Una società in cui la pedofilia viene sempre più favorita, si comprende ora perché esistono – nel silenzio e nella persecuzione di chi denuncia – spinte sempre più forti a favore della pedofilia e anche in Europa ci sono stati provvedimenti e sentenze vergognose (notizie rintracciabili anche nei nostri archivi)? La pedofilia è mafiosa, le reti pedofile sono pedomafie. Favorite da lobby, gruppi di potere, circuiti e circoli di alto livello sociale, mediatico, politico, del mondo dello “spettacolo” e da tanti altri.
Ci sono fili rossi che uniscono il sistema Epstein e l’annuale riunione del Forum di Davos. Fili rossi di abusi, stupri (a pagamento), sfruttamento della tratta. Quei crimini, quei sistemi mafiosi e disumani che avvengono ad ogni livello della società. Nel silenzio e nella connivenza di tanti. Perché viviamo in una società in cui anche solo pronunciare la parola pedofilia è considerato tabù e le spinte per favorire, anche a livello legislativo, lo sfruttamento dello stupro a pagamento sono trasversali e poderose. La schiavitù esiste ancora nel XXI secolo e la più abietta è considerata legittima, favorita, difesa.
Epstein è considerato ufficialmente suicida dal 2019 ma affermare che ci son dubbi è dir poco. L’anno scorso analoga sorte ha avuto Virginia Giuffrè, per anni schiava sessuale di Epstein e grande accusatrice dell’imprenditore statunitense. I politici, imprenditori, vip di ogni tipo che sono stati amici, clienti, sodali, complici, co-carnefici sono ancora protagonisti delle alte sfere della società. questa una società che nasconde, in cui vigono omertà e silenzi, in cui neanche la si pronuncia più la parola pedofilia mentre persino sentenze di tribunale portano verso la normalizzazione, la poca considerazione, della gravità dei pedocrimini e avanzano lobby e anticulture pro pedofile.
Le parole del viceprocuratore Todd Blanche, riportate in un articolo di Alan Friedman su La Stampa del 1° febbraio, sono inequivocabili: “Il Dipartimento ha deciso di trattenere o oscurare qualsiasi materiale che «raffiguri o contenga immagini di morte, abusi fisici o lesioni» scrive Friedman. Nel 2020 fu pubblicato il libro «The Spider, Inside the Criminal Web of Jeffrey Epstein and Ghislaine Maxwell» del giornalista d’inchiesta Barry Levine.
Nel libro sono riportate alcune testimonianze di una donna, che ha preferito restare nell’anonimato con il nome di Jane Doe 4, vittima del miliardario pedofilo dall’età di 13 anni. Epstein «quando arrivò a casa sua, diede a Jane Doe 4 droga e alcol. Più tardi, quella stessa notte, venne stuprata da Epstein per la prima volta», «gli stupri continuarono per anni. Epstein fotografava la ragazza mentre era addormentata sotto l’effetto della droga e dell’alcol», «gli abusi andarono avanti per tanti anni, come si legge nella causa intentata da Jane insieme ad altre vittime, nel 2019. Epstein la portò a New York, per offrirla come “carne fresca” al suo circolo di amici» sono alcune di queste testimonianze. James Steward ha raccontato in un articolo pubblicato dal New York Times che nel 2018 ha incontrato Epstein a Manhattan.
Nell’intervista il miliardario pedofilo rivelò che c’era chi gli aveva confessato episodi legati a sesso e uso di droghe: «Erano edonisti e consumatori regolari di droghe. Mi disse che aveva visto personaggi di rilievo assumere droga e fare sesso» scrisse Steward.
L’elite delle alte sfere della società ha animato il sistema Epstein. Disarticolato quel sistema, morto il miliardario pedofilo, cosa è rimasto? Come oggi proseguono traffici e abusi? Dove si sono spostati i numerosissimi clienti di Epstein? Sono alcune delle domande che andrebbero poste. Perché pensare sia tutto finito, come per magia interrotto tutto, non ci crederemo mai. Chissà se, visto quel che anche quest’anno è accaduto, alcuni sono stati protagonisti del Forum di Davos. Lo sfruttamento dello stupro a pagamento è aumentato, nei giorni dell’edizione 2026, del 4000%, uno stupratore pagante ha sborsato 103.000 euro in 5 giorni.
L’anno scorso gli sfruttatori potrebbero aver incassato oltre un milione di euro in 3 giorni. Più sono nelle alte sfere (che prima o poi qualcuno ci svelerà perché sono sfere e non cubi per esempio) e più sono efferati, depravati, violenti ha rivelato una responsabile di un’agenzia di “escorting” (come ora, nel linguaggio “moderno”, vengono definiti gli sfruttatori dello stupro a pagamento) fu rivelato l’anno scorso.
Anni fa il Times e Channel 4 documentarono quest’aumento della schiavitù sessuale a Davos e anche in comuni a decine se non centinaia di chilometri nei giorni del meeting. Durante il Forum di Davos le molestie sessuali sono all’ordine del giorno con gli organizzatori che nulla hanno mai compiuto per fermarle. Anzi, riportò l’inchiesta, l’unica reazione è stata quella di invitare le donne presenti a non partecipare da sole.
Epstein, i nomi che riaffiorano e l’illusione dell’innocenza permanente
C’è qualcosa di profondamente disturbante nel modo in cui certi archivi tornano alla luce. Non fanno rumore come uno scandalo...
Sistemi criminali: da Epstein a Trump, Sacha Biazzo ospite a “30 minuti con…” su WordNews.it
“Nulla è più anarchico del potere. Il potere fa praticamente ciò che vuole. E ciò che il potere vuole è...
Sistemi criminali globali: da Epstein a Trump, il potere sotto la lente di “30 minuti con…”
In apertura, Paolo De Chiara e Antonino Schilirò inquadrano la puntata come un tassello della seconda stagione del format, ricordando...
Gran Bretagna: secondo arresto per il sistema Epstein
La pubblicazione degli Epstein files, lo svelamento del sistema di potere e abusi del miliardario pedofilo statunitense continua a scuotere...







