Prosegue il percorso promosso da A-Head Project con l’avvio della seconda residenza artistica di Claudia Virginia Vitari presso il Centro Diurno “Informare” della Gnosis, struttura dedicata ai minori e sostenuta da A-Head Project dell’associazione Angelo Azzurro Onlus.
Dopo la prima fase di lavoro avviata nel 2025, il progetto entra ora in una nuova tappa, confermando il dialogo tra arte contemporanea e salute mentale.
L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra l’artista visiva Claudia Virginia Vitari, la Galleria Raffaella De Chirico Arte Contemporanea e le strutture residenziali e semiresidenziali della Gnosis Cooperativa Sociale Onlus. Il percorso prosegue una ricerca e una produzione artistica che mette al centro il rapporto tra pratica creativa, ascolto e consapevolezza sociale.
La seconda residenza rappresenta un momento di ulteriore approfondimento del lavoro già avviato all’interno del Centro Diurno Gnosis “Informare”. In questa nuova fase, Claudia Virginia Vitari torna a operare nella struttura per consolidare le relazioni costruite con i ragazzi, con gli operatori e con l’équipe clinica, sviluppando nuovi laboratori di disegno, pittura e stampa serigrafica.
Il progetto continua a svolgersi con il sostegno della Dott.ssa Laura Di Felice e del Dott. Bruno Pinkus, con il supporto della Dottoressa Stefania Calapai, presidente di Angelo Azzurro Onlus e del Progetto A-Head. Il contesto di lavoro è fondato sullo scambio quotidiano, sull’ascolto, sulla partecipazione attiva e sulla co-creazione, con l’obiettivo di dare forma, attraverso il linguaggio artistico, a narrazioni personali e condivise capaci di restituire complessità e dignità alle esperienze vissute.
Arte contemporanea e salute mentale
Il progetto si inserisce in un percorso che affronta il tema della salute mentale attraverso pratiche artistiche partecipative. In questo contesto, l’arte viene proposta come strumento di inclusione e di consapevolezza, trasformando il lavoro condiviso in un’occasione di crescita.
La ricerca di Claudia Virginia Vitari, rappresentata dalla Galleria Raffaella De Chirico Arte Contemporanea, si concentra da anni sulle relazioni tra individuo e istituzioni. I suoi lavori, sviluppati in contesti come carceri, ospedali psichiatrici, centri per richiedenti asilo e collettivi radiofonici autogestiti, adottano un approccio partecipativo e multidisciplinare in cui teoria critica, testimonianza diretta e pratica artistica si intrecciano.
Le testimonianze raccolte nel corso delle residenze confluiranno in una serie di moduli destinati alla realizzazione di una installazione in vetro, carta di riso e ferro. La scelta di materiali trasparenti e stratificati viene utilizzata come metafora visiva di un’identità fragile, complessa e non univoca.
Attraverso la tecnica della serigrafia, testi, ritratti e segni grafici verranno impressi su superfici traslucide, generando opere aperte e non definitive, costruite per suggerire una narrazione senza imporla. Il processo creativo, secondo quanto illustrato nel progetto, si basa sul rispetto delle persone coinvolte e sulla volontà di evitare ogni forma di spettacolarizzazione della fragilità.
La mostra finale a Roma
Il percorso culminerà in una mostra a Roma, dove i nuovi lavori dialogheranno con alcuni moduli del ciclo “Le Città Invisibili”, già presentati a Barcellona e Torino. L’esposizione sarà pensata come spazio di confronto sui temi della marginalità, dell’istituzionalizzazione e dell’autodeterminazione, proponendo una rappresentazione della salute mentale fondata sulla relazione, sull’ascolto e sulla responsabilità collettiva.
Nel comunicato, Claudia Virginia Vitari sottolinea che il suo obiettivo non è documentare la sofferenza, ma costruire un coro di voci capace di ampliare la consapevolezza dello spettatore e restituire visibilità e umanità a chi vive situazioni spesso stigmatizzate. L’arte, in questa prospettiva, viene intesa come spazio in cui il giudizio si sospende e si apre la possibilità di una comprensione più profonda della società.
Il progetto è realizzato con il supporto logistico e organizzativo di A-Head Project e si inserisce in un percorso più ampio di attivazione culturale sul tema della salute mentale. L’iniziativa conferma l’impegno nel promuovere pratiche artistiche partecipative come strumenti concreti di inclusione e consapevolezza sociale.
Il progetto A-Head nasce nel 2017 per volontà della famiglia Calapai nella lotta contro lo stigma dei disturbi mentali, attraverso la collaborazione tra Associazione Angelo Azzurro Onlus e artisti internazionali. Curato da Piero Gagliardi dal 2017 al 2022, il progetto ha sviluppato un percorso di conoscenza delle malattie mentali attraverso l’arte, sostenendo in maniera attiva l’arte contemporanea e gli artisti coinvolti nei laboratori promossi dall’associazione accanto alle attività di psicoterapia più tradizionali.
Per la sua natura benefica, A-Head Project collega la dimensione culturale a quella sanitaria, destinando i ricavati a favore di progetti riabilitativi della Onlus Angelo Azzurro legati alla creatività. L’obiettivo generale è aiutare i giovani che hanno attraversato un periodo di difficoltà a reintegrarsi pienamente nella società, anche attraverso lo sviluppo di nuove capacità lavorative e creative.
Chi è Claudia Virginia Vitari
Claudia Virginia Vitari è nata a Torino e si è laureata nel 2004 a Halle an der Saale, in Germania, presso l’Università di Arte e Design Burg Giebichenstein, specializzandosi in pittura e grafica sotto la direzione del professor Ulrich Reimkasten. In seguito ha frequentato workshop dedicati alla lavorazione del vetro in Germania, Spagna, Norvegia e Stati Uniti, ottenendo anche una borsa di studio della Fondazione Alexander Tutsek.
La sua ricerca si concentra sul rapporto tra individuo e società, con progetti costruiti attorno all’analisi artistica delle istituzioni totali. Tra i lavori citati figurano Percorsogalera, realizzato tra il 2008 e il 2009 a Torino in collaborazione con il carcere Lorusso e Cutugno, e Le Città Invisibili, nato tra il 2010 e il 2013 a Barcellona in collaborazione con Radio Nikosia, la prima radio spagnola organizzata da persone con diagnosi di malattia mentale. Dal 2014 l’artista lavora a Berlino sui temi delle migrazioni in Europa con il progetto Identità Interstiziali. Attualmente vive e lavora tra Torino e Berlino.





