Incontro con Rita Rapisardi, giornalista investigativa. Tema attuale e scottante. L’Italia del 2026 torna in piazza a manifestare. Partendo dai fatti di Torino riguardanti il corteo contro lo sgombero del C.S.O.A. Askatasuna e relativi incidenti, una serie di interessanti riflessioni e report inaspettati.
Il carattere delle manifestazioni. Organizzate da movimenti di sinistra e nel bersaglio della repressione governativa più che dalla destra liberale. Per un semplice motivo: l’eredità storica continuata delle battaglie e lotte per le riforme sociali delle ideologie left rispetto alla neodestra attuale che è espressione di un certo status governativo. E, quindi, bersaglio della repressione continua.
Con un paradosso evidente: che neanche la sinistra ufficiale e governativa è una rappresentante e componente primaria di questi movimenti, oramai ridotta a un partito liberale di centro e quindi tutto gestito nell’autorganizzazione spontanea dei movimenti. Una riedizione dei noglobal e antagonisti forse, ma in un nuovo tipo di globalizzazione, di mondo che si è venuto a creare rispetto al decennio 2000-2009.
Analizzando il caso-studio dei fatti di Torino su Askatasuna, alcuni importanti, inediti e non conosciuti elementi di report. Fattore infiltrati per gli episodi violenti? Non proprio, per la questione di autorizzazione-non autorizzazione che molti movimenti fanno per queste azioni durante le manifestazioni. E il perché di questi avvenimenti, determinati da rabbia sociale non espressa soprattutto da elementi molto giovani, un indicatore che il governo si rifiuta di considerare.
E ancora: lo sgombero di Askatasuna con un pretesto stupido (4 persone e due gatti che dormono dentro il Centro Sociale e la presenza di un(!) fumogeno all’interno). Gli accordi fra Lo Russo e i componenti della struttura per un’intesa, bloccati dalla decisione improvvisa del Ministero dell’interno, l’arrivo dell’assetto da guerra nel quartiere circondato e lo sgombero finale.
Il sospetto dell’utilizzo del metodo Cossiga del divide et impera degli anni 70 applicato anche a Torino. La questione di un servizio d’ordine per le manifestazioni veicolato dagli stessi componenti, che in realtà a Torino, su segnalazione dello stesso sindacato C.G.I.L. delle forze dell’ordine, è stato effettuato in modo caotico dal governo, con agenti antisommossa con appena due giorni di addestramento, numero esagerato di militari fatti affluire da fuori regione a Torino, e tante altre “anomalie” sospette.
Ma su tutto una cosa principale. La volontà di costruire il nemico Askatasuna e i fatti di Torino come pretesto per approvare subito i vari DDL sicurezza che erano già stati varati dal governo, che a una attenta analisi peccano di una ambiguità e confusione normativa incredibile (come il riferirsi alla continua nozione di terrorismo e azione di nuocere ad altri e alla società in genere che Rita Rapisardi abilmente distrugge criticamente riferendosi alla categoria semantica e giurisprudenziale).
Questo e altro, ancora più interessante, in questa prima parte del nuovo appuntamento YouTube di “PrimaLinea News”.
ECCO LA SECONDA PARTE DELLA NOSTRA INTERVISTA





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