Nell’intervento di Nino Morana, dedicato alla strage di Capaci e alla memoria di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro, torna forte una richiesta: memoria, verità e giustizia.
A 34 anni dall’attentato del 23 maggio 1992, Morana richiama il valore della memoria attiva, quella che non si esaurisce nei discorsi ufficiali, nelle corone di fiori e nelle frasi di circostanza.
Al centro dell’intervento c’è anche il nodo ancora aperto delle stragi del 1992-1993, delle verità mancanti, delle responsabilità rimaste nell’ombra e della necessità di non chiudere tutto “in un cassetto”. Perché senza verità piena, la commemorazione rischia di diventare insulto alla vita sacrificata da chi ha servito lo Stato fino all’ultimo respiro.
Capaci, 34 anni dopo: la memoria non basta se manca ancora tutta la verità





