Sono ancora in corso le indagini sull’omicidio di Andrea Sciorilli, classe 2004, ucciso nel condominio in cui abitava sulla Circonvallazione Histoniense a Vasto ieri. È quindi ancora in via di definizione il quadro completo della vicenda ma, ha sottolineato il procuratore capo Domenico Seccia in una conferenza stampa, sono già giunte conclusioni e quanto ancora da accertare non le cambierà.
La conferenza stampa è iniziata con i ringraziamenti alle forze dell’ordine, a partire dai Carabinieri della Compagnia di Vasto guidati dal comandante Mario Giacona (presente in aula) e del Comando Provinciale, per la conduzione delle indagini. Iniziate ieri appena giunti sul posto e proseguite anche per tutta la notte scorsa.
Il padre Antonio Sciorilli è stato sottoposto ad interrogatorio per 13 ore presso la Caserma dei Carabinieri e ha confessato. Circostanza confermata dal procuratore Seccia in conferenza stampa e precedentemente dall’avvocato dell’uomo Massimiliano Baccalà.
L’omicidio è maturato «in un contesto familiare abbastanza travagliato» al termine di una lite, scaturita dalle preoccupazioni del padre per il futuro lavorativo del figlio. Era stato prospettato al ragazzo un corso di formazione per istruttore amministrativo in ambito sanitario, da tenersi a Piacenza. Alle preoccupazioni espresse dal padre per la mancanza di un posto di lavoro non ci sarebbero stati «riscontri» da parte del 21enne. Nel contesto familiare si inserisce la denuncia presentata da Antonio Sciorilli e dalla figlia, non dalla madre «che non compare mai» ha testualmente dichiarato Seccia, poi successivamente ritirata nei confronti di Andrea Sciorilli per maltrattamenti.
Tre colpi d’ascia, su un sopracciglio, uno zigomo e lo sterno, sono stati fatali per il giovane. Il fatto, secondo quanto riportato durante la conferenza stampa, è avvenuto nel contesto domiciliare. Il padre, ha testualmente dichiarato il procuratore Seccia, è stato visto «trafficare con il corpo». A domanda in aula e successivamente all’esterno del tribunale il magistrato non ha esplicitato se ciò è da intendersi come un tentativo di occultare il cadavere. Rivenuto dai carabinieri, chiamati da un testimone oculare del «trafficare», nel sotterraneo del condominio, nei pressi di un garage.
Mercoledì sarà effettuata l’autopsia sul corpo e solo successivamente sarà possibile fissare la data per i funerali.
Tra le voci incontrollate diffusesi in città già nel pomeriggio di ieri alcune conducevano a possibili connessioni con il mondo degli stupefacenti. A domanda precisa Seccia ha risposto che il 21enne «sicuramente non era uno spacciatore, possibile un uso occasionale».
La notizia della morte violenta del 21enne già ieri, come abbiamo riportato nel nostro precedente articolo, si era diffusa per Vasto. Comunità scioccata e addolorata, anche oggi pomeriggio tra le piazze e le strade, gli esercizi commerciali e i bar tante le reazioni, lo sgomento espresso. Dolore, incredulità, riserbo di molti. Ma non solo.
Andrea Sciorilli è morto in un condominio non molto distante dal luogo in cui fu ucciso nove anni fa Italo D’Elisa, solo 300 metri. Tra i due gravi fatti di sangue la morte a Punta Penna, nel 2022, di Jois Pedone. E in tutti e tre le vicende si sono registrate le stesse reazioni, lo stesso copione in città.
È compito degli inquirenti, dei magistrati e dei tribunali l’accertamento dei fatti e le responsabilità penali. Che hanno portato ad una condanna per D’Elisa nove anni fa, al nulla con l’archiviazione per Pedone. Ma cosa è accaduto tra l’estate del 2016 e l’inverno 2017 è cronaca di questa città, il ventre oscuro che ha incontrato Jois Pedone è oscuro ma non troppo. Le voci girate ieri in città, più o meno incontrollate, più o meno sparse con un cuor leggero che non può esserci su un dramma di tale portata, dovrebbero portare a frenare di più l’impeto verbale e più ad interrogarsi su questa comunità.
Se dolore e sgomento sono lo devono essere fino in fondo. E questa città si inizi ad interrogare. Famiglie distrutte, vite spezzate, tre giovani in meno di due lustri – Italo D’Elisa, Jois Pedone e ora Andrea Sciorilli – che non ci sono più. Non si può pensare che basti il clamore di qualche giorno, lo sfogatoio dei social e dei bar e poi si torna ad una normalità più o meno presunta, più o meno reale.








