Emergenza, tragedia. Parole ricorrenti, fino alla nausea, nella cronaca e nella narrazione d’Italia. Questo è il Paese del giorno dopo, del pianto quando ormai nulla è più rimediabile, quando le tragedie sono già avvenute. Tutte narrate come fossero improvvisi temporali estivi, come frutto di un fato avverso.
È questo il Paese delle emergenze continue, tutto trasformato in emergenza. Inerti e narrati come impotenti, come calato dall’alto dei cieli. Emergenze il cui inizio si perde nella notte dei tempi e che non sembra avere mai fine, continua e ripetuta.
Abbiamo raccontato nelle scorse settimane l’emergenza idrica e della circolazione stradale dovuta alle frane causate dalle piogge di inizio mese. La frana di Roccaspinalveti è avvenuta non distante da una precedente frana, come abbiamo già riportato, in cui le condutture idriche hanno una sistemazione provvisoria da due anni. Siamo stati nei giorni scorsi su un ponte sul fiume Sinello chiuso dopo le piogge di inizio mese. Quel ponte è in uno stato provvisorio da oltre venticinque anni.
Tra le infinite emergenze c’è la presenza dei cinghiali. La presenza degli ungulati, massiccia e diffusa dopo nefaste immissioni di quarant’anni fa (non proprio ieri), è diventata un’emergenza di cui non si vede la fine. Esistono competenze e disposizioni di legge, vie praticabili virtuose o quasi. Qua, in terra d’Abruzzi come scrisse il Vate D’Annunzio, quel che altrove sono strade percorribili sono emergenze.
Tutto questo mentre la cronaca continua a bussare e a fornirci nuove notizie, l’ultima (per ora) due giorni fa.
Incidente stradale a Casalbordino sabato sera. Vittima un ultraquarantenne, residente del posto, investito da un cinghiale. Il sinistro è avvenuto intorno alle 22.30 quando l’uomo in sella alla sua moto stava risalendo in paese dal litorale. In via Pescara, a pochi passi dal cavalcavia autostradale, un branco di cinghiali ha tagliato la strada. Inevitabile l’impatto tra la moto e uno dei cinghiali nonostante i tentativi del centauro che, colto di sorpresa, non è riuscito ad evitare l’ungulato.
Sul posto sono accorsi i carabinieri della Stazione di Fossacesia e i sanitari del 118. Il centauro è stato trasportato presso l’ospedale Floraspe Renzetti di Lanciano per accertamenti e poi dimesso. Traumi ad una gamba e ad un piede per il centauro a casa dell’incidente che conferma la pericolosità della presenza di cinghiali nella zona.
Tanti sono stati gli avvistamenti, e gli incidenti, nella zona causati da impatti con branchi di cinghiali. Secondo uno studio effettuato dal dipartimento Prevenzione della Asl Lanciano Vasto Chieti, l’ultimo disponibile e diffuso nel 2019, il vastese è il territorio della provincia di Chieti con il tasso di pericolosità più alto. I comuni in cui il rischio è più alto sono Vasto, Torino di Sangro e Casalbordino. Tra il 2016 e il 2019, il periodo di osservazione nell’ambito dello studio effettuato dal dipartimento della Asl, i rinvenimenti di cinghiali furono 101 a Vasto, 64 a Casalbordino e 32 a Torino di Sangro.
La settimana scorsa un branco di cinghiali è stato avvistato per diversi giorni a Vasto nei pressi della provinciale 212 Istonia, la strada che collega la città alta a Vasto Marina. Due esemplari sono stati visti dagli automobilisti in transito, saliti successivamente ad una decina. Il 19 aprile dell’anno scorso a Casalbordino un cinghiale fu visto rovistare nei rifiuti in pieno centro tra vico commercio e via Galileo Galilei. Due giorni dopo fu avvistato in via Ascensione. Meno di un mese dopo, il 14 maggio, tre cinghiali furono fotografati a pochi passi da piazza Umberto I, sede del municipio e in cui svetta la Torre Civica, in via Portanuova a pochi passi dal distretto sanitario e dalla sede della guardia medica.






