In questa epoca di decadenza mancava la regina dei bunga bunga berlusconiano. Ritorna alla ribalta la Minetti per una Grazia concessa dal Presidente della Repubblica che, al di là dell’istruttoria se vera o falsa, appare quanto meno inopportuna tenendo conto che la pena prevista non l’avrebbe portata in carcere e che, probabilmente, esistevano soggetti in condizioni molto più delicati a cui concedere la grazia. Ma da noi abbiamo una difesa dei colletti bianchi che pervade ogni ganglio istituzionale.
L’attenzione mediatica, ora, è portata su questo caso mentre continua il genocidio israeliano in Medioriente, la guerra con l’Iran, la guerra in Ucraina, la crisi petrolifera, lo sforamento del rapporto debito/Pil, la crisi globale del sistema neoliberista che ci sta conducendo ad una terza guerra mondiale che non potrà che essere atomica.
Ormai abbiamo un governo in forte crisi che si decompone giorno dopo giorno in assenza di una forza di opposizione che abbia una chiara linea alternativa nella gestione economico-sociale, senza una visione unitaria della politica internazionale e, quindi, incapace di aggregare o spingere al voto una massa di popolazione sfiduciata.
La politica continua ad essere dominata da un potere economico-finanziario, anche se in crisi.
Il Titanic affonda ma noi continuiamo a ballare anche con la distrazione mediatica del redivivo bunga bunga.
Del resto, in epoca Epstein ci troviamo in tema anche se il boss guidato dal Mossad, tiene per i genitali molti potenti e sicuramente quel Trump che sta rompendo tutti gli equilibri per favorire la nascita del grande stato sionista.
In questo pantano è difficile comprendere se ci sarà una svolta positiva di sistema socio-economica o solo la tragedia.
Se ci saranno posteri lo potranno raccontare.
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