La povertà educativa ha molteplici aspetti, personali e sociali.
I secondi riguardano il ruolo delle istituzioni pubbliche, che non garantiscono le necessarie opportunità di formazione e crescita alle nuove generazioni, in particolare a quelle più disagiate ed emarginate.
Penso alla scuola, alle strutture sportive, alle iniziative culturali, ai vari momenti di socializzazione.
Quelle personali sono complesse, e in parte dipendono da quelle sociali, in parte dal ruolo della famiglia di origine.
Il risultato finale è del tutto preoccupante perché determina la maturità e l’equilibrio delle persone adulte quale insieme di cittadini.
Siamo un popolo nel quale sono diffuse tali caratteristiche: impulsività, compulsività, passionalità, istintività, ossessività, irrazionalità
Aggiungiamo una notevole dose di ignoranza, pregiudizio e superstizione: il quadro è terribilmente completo!
Tutto ciò è funzionale a chi gestisce il potere ai diversi livelli, e pertanto ha l’interesse affinché la situazione non cambi.
Cosa fare?
Risvegliare le coscienze assopite per un impegno volto al cambiamento delle condizioni politiche del Paese, e al contempo alla effettiva formazione delle ragazze e dei ragazzi.
Altrimenti continueremo a correre spensierati e incoscienti verso il precipizio, dopo avere messo davanti a noi tutto ciò che impedisce di vederlo.





