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Ogni sei secondi viene trafficata un’immagine pedopornografica, 13.000 al giorno

Domenica 3 maggio sarà la 30 Giornata dei Bambini vittime della violenza, dello sfruttamento e della indifferenza contro la pedofilia organizzata da Meter.

by Alessio Di Florio
30 Aprile 2026
in Approfondimenti
Reading Time: 13 mins read
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La censura, come moderno cubo di Rubik, può avere molte facce. Delegittima chi denuncia, isola e perseguita chi non aderisce alle narrazioni di comodo, nega e quando poi non può più inquina e scatena caos e confusione. È quanto accaduto con gli Epstein files, con la rete pedofila del miliardario statunitense.

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L’isola di Epstein, i files dei suoi archivi per anni sono stati confinati a fantasie e favole, si è continuato a negare. In un Paese come l’Italia in cui parole come pedofilia sono persino bandite dalla cronaca il gioco è stato ancora più facile. Oggi non è più possibile, fiumi di informazioni giungono dagli Stati Uniti, alcuni potenti sono stati travolti dalla vicenda e le milioni di pubblicazioni da parte del Dipartimento di Giustizia statunitense hanno, in parte, contributo a scoprire il calderone.

La censura, quindi, ha assunto un altro volto, altre strategie: quelle della confusione, del caos e della rincorsa ad alcuni pezzi per nascondere il puzzle completo. Sugli Epstein files, sulla presenza nella rete dei contatti e degli interessi del miliardario pedofilo, ognuno tira per la giacca chi gli pare, ognuno cerca di accendere i riflettori sul politico che gli interessa farci inserire.

Ben pochi spifferi sul sistema di potere e ricatti, sui dossier e sui traffici di influenze intorno ad Epstein, degli uomini di potere e dei potentati che si incontravano e scontravano, che venivano influenzati, o ricattati appunto, e che si spartivano le sorti del mondo.

Ancor più silenzio sull’orrore scoperchiato, sugli abusi pedofili, sui traffici pedofili, sulla perversione e la crudeltà più brutale che emerge. Il sito del Dipartimento di Giustizia dopo la pubblicazione degli ultimi Epstein files ha subito limitazioni all’età per accedervi. E sono stati esclusi i file considerati più scioccanti e brutali. Ma si preferisce pensare al gossip e allo scambio di figurine. Le parole del viceprocuratore Todd Blanche, riportate in un articolo di Alan Friedman su La Stampa del 1° febbraio, sono inequivocabili: “Il Dipartimento ha deciso di trattenere o oscurare qualsiasi materiale che «raffiguri o contenga immagini di morte, abusi fisici o lesioni» scrive Friedman. 

Gino Strada raccontò in un libro che in Afghanistan c’è un gioco cruento e crudele chiamato buskashì. Un animale viene legato in quattro punti a delle corde che vengono tirate fino a straziarlo, vince chi ottiene il pezzo più grande. Sul sistema Epstein volteggiano due buskashì. Quello dei pedocriminali che hanno abusato, torturato, trafficato e ucciso. E quello di chi volteggia come avvoltoio, strumentalizza e piega agli interessi di consorterie e scuderie la realtà, che nomina Epstein solo e soltanto a convenienza. Mentre la pedocriminalità avanza, mentre sempre più bambini vengono trafficati, torturati, abusati, uccisi. «Una foto ogni 6 secondi. Oltre 13.000 immagini pedopornografiche in 24 ore. È questa la dimensione della pedopornografia online: un flusso continuo, criminale, che distrugge l’infanzia – ha denunciato Meter sui social network il 28 aprile – 13.000 contenuti individuati e segnalati da Meter in un solo giorno. 13.000 abusi, violenze, sfruttamento. Tutto debitamente segnalato alle autorità competenti».

Domenica 3 maggio sarà la 30a Giornata dei Bambini vittime della violenza, dello sfruttamento e della indifferenza contro la pedofilia organizzata da Meter. Un incontro che culminerà in piazza San Pietro a Roma.

«Meter è nato nel profondo sud, in una realtà parrocchiale, in anni in cui da una parte mi iniziai ad interessare alle marginalità e ai più fragili e dall’altra esplose internet – raccontò a WordNews.it nel 2021 don Fortunato Di Noto gli anni in cui è nata Meter, l’associazione che si batte contro pedofilia e pedopornografia – ci siamo posti la domanda: cosa fare davanti crimini come la pedopornografia già allora esistente?». Anni in cui la Polizia Postale non era attrezzata come oggi e, ci racconta don Fortunato, il reato contestato era «atti osceni in luogo pubblico».

Con questo racconto sui primi passi dell’associazione, ormai oltre trent’anni fa, iniziò la videointervista a don Fortunato Di Noto. Prima al mondo ad impegnarsi contro la pedopornografia, foto e video di abusi e violenze disumani e criminali che – nel momento in cui vengono diffuse sul web – sono già avvenuti. «Contro un grande fenomeno globale è necessario un grande impegno globale» sottolineò il fondatore di Meter che pone l’attenzione, come ha spesso denunciato in questi anni, sull’indifferenza dei giganti del web.

«Una ricorrenza dedicata a chi subisce violenza, sfruttamento, abusi e, troppo spesso, l’indifferenza. Una giornata che grida forte il nostro NO alla pedøfilia e alla pedøpørnografia – sottolinearono don Fortunato e tutta Meter l’anno scorso – È un’occasione fondamentale per chi ha a cuore la tutela dei più piccoli, un richiamo alla responsabilità di ciascuno. Nessuno può voltarsi dall’altra parte. Da oltre 35 anni, Meter è al fianco delle vittime, accogliendole, ascoltandole, restituendo dignità a chi ha subito l’orrore».

«Ci vediamo il 3 maggio per un grande momento di incontro, con testimoni, testimonianze e famiglie insieme, per dire con forza che i bambini non saranno mai più soli. 3 maggio, ore 10:00, Piazza San Pietro, Roma. L’evento vede il patrocinio del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati, dell’Autorità Garante dell’Infanzia e Adolescenza e del Servizio Nazionale Tutela Minori della CEI – ha raccontato l’associazione sui suoi canali social il 26 e 27 aprile – la tutela dei minori non è solo un dovere, ma un atto d’amore collettivo. Vi aspettiamo per costruire insieme un futuro più sicuro» portando avanti «da 30 anni, un cammino fatto di silenzio, responsabilità e presenza concreta: un “piccolo gregge”. Un popolo unito, consapevole che c’è ancora molto da fare. Insieme».

«È dal 2018 che riscontriamo nei nostri canali di monitoraggio sempre la stessa bambina, abusata. Sempre lo stesso video, prima su link .onion, poi su Telegram, poi su Signal. La bambina sembra vivere con noi, nella nostra sede di Meter, per quante volte l’abbiamo ritrovata nelle chat di pedocriminali che, indifferenti, scambiano materiale pedopornografico. Peccato che invece, lei, ha vissuto e forse ancora vive, con un uomo che l’ha abusata, che impunemente l’ha vessata, con un ego talmente forte da fare di lei una bambola usata a proprio piacimento. È stata diffusa così tante volte che tutti i pedocriminali conoscono quel volto bambino e innocente, così come la sua piccola mano, alla ricerca di qualcuno che la porti via da quella stanza buia». Questa la denuncia pubblicata da Meter il 17 dicembre. «Dal 2018 ad oggi, la bambina, che fine ha fatto? Come sta? È ancora nelle mani di quel pedofilo?  ancora viva? Domande che ci poniamo su di lei, così come su tanti, molti, troppi, altri bambini e bambine» i pesanti interrogativi posti dall’associazione fondata e presieduta da don Fortunato Di Noto.

(20 dicembre 2024)

«È stato pubblicato un “portale web madre che giustifica l’attrazione degli adulti nei confronti dei bambini”, “la pedofilia è una scelta, un destino, un orientamento” secondo pedofili che si definiscono “virtuosi” – riportavamo nell’articolo del 22 giugno 2022 – in un “quaderno di istruzioni e di informazioni rivolto ai genitori e agli insegnanti – denuncia Di Noto – la pedofilia viene definita banalmente un «orientamento sessuale» e non c’è nessuna traccia di criminalizzazione». un manuale con «istruzioni per “praticare e godersi” il sesso con bambini». «Lo scopo di questa guida – si legge in apertura della prima pagina – è insegnare agli adulti come fare sesso con i bambini in modo sicuro e innocuo senza ferire il bambino, utilizzando la psicologia e la pedagogia infantile avanzate e profondamente studiate». 170 pagine redatte in lingua spagnola (ma gli autori, ignoti, invitano a tradurlo in altre lingue e diffonderlo), diffuse su una piattaforma web, dove sono in contatto pedofili di varie parti del mondo e sono attivi scambi di materiali pedopornografici. Il “manuale” è una variante di una versione vista in precedenza (segnalata.   Questo è più recente (2017 rispetto al 2013) ed è più lungo (170 pagine contro 103 pagine)». Queste le dichiarazioni di un dirigente della Polizia Neozelandese per comunicare a don Fortunato l’immediata sospensione della chat pedofila, dei 161 pedocriminali che la frequentavano e la prosecuzione delle indagini per ottenere maggiori elementi per la individuazione dei soggetti coinvolti.

«Quando abbiamo denunciato, già nel 2013, (poi nel 2017 e nel 2021) la presenza di questo manuale per pedofili, ci hanno presi per visionari, perché parlare di pedofilia e della sua inquietante giustificazione è da ‘esagerati’ e confermiamo che la questione è molto più inquietante di quanto si possa immaginare – ha sottolineato il fondatore di Meter – la pedofilia è una piaga e riteniamo che nessuno possa dire il contrario o magari considerarla ‘minima e marginale’, ‘superficiale e non pericolosa e offensiva” solo al pensiero di giustificarla. La conferma della Polizia Neozelandese è un tassello importante in questa ‘lotta impari’. Noi continuiamo la lotta».

(luglio 2024)

«CPZoo. (Child Porn Animal). 38 bambini (in foto e video) che sono stati fatti abusare da cani. Adulti che hanno utilizzato i cani addestrandoli e utilizzandoli per abusare sessualmente dei bambini. Poco importa se cancelleranno il contenuto pedopornografico. Importa individuare i bambini, gli autori di questo scempio, chi detiene il materiale, chi divulga. Noi denunciamo, ma altri devono agire». «Ci sono neonati che vengono appesi, con la testolina dentro il water mentre li abusano sessualmente. Bambini piccolissimi di 15-20 giorni. E che fine fanno dopo essere stati abusati? Viene il sospetto che vengano uccisi o muoiano – sottolinea don Fortunato – il grido di centocinquanta milioni di bambini straziati dovrebbe spaccare la Terra.

(maggio 2025)

Addirittura è stata proclamata la Giornata mondiale dell’orgoglio pedofilo.

Sì, sembra incredibile anche questo, ma esiste davvero, da anni.

È l’Alice Day i pedofili la festeggiano il 25 aprile. Come, potete immaginarlo.

La Giornata di Alice è stata promossa dalla NAMBLA (North American Man-Boy Amore Association) il più agguerrito sodalizio pedofilo che agisce negli Stati Uniti, ma con tanti, tantissimi proseliti anche in Europa.

L’obiettivo è di “normalizzare” i rapporti tra adulti e bambini, fino ad abolire i limiti di età in materia di rapporti sessuali, tutelando gli adulti che praticano sesso con minori.

Ma chi tutela i bambini?

All’Alice Day don Fortunato Di Noto replica la prima domenica di maggio con la Giornata Bambini Vittime della pedofilia, ma il mondo sembra troppo distratto per difendere sul serio i propri bambini dagli orchi e dalle orchesse che si travestono da esseri umani.

(don Fortunato Di Noto, post facebook 16 giugno 2024)

Sono queste solo alcune delle innumerevoli denunce negli ultimi anni di don Fortunato Di Noto e Meter ripubblicate su WordNews.it. «Fragili voci» è il dossier presentato oggi da Meter. Questo il comunicato stampa di presentazione del dossier.

L’Associazione Meter ha presentato presso la sede operativa, il dossier “Fragili Voci”, un’analisi puntuale sulle richieste d’aiuto giunte al Centro Ascolto nell’ultimo anno. Con 110 casi seguiti nel 2025, il documento scatta una fotografia delle sofferenze silenziose che colpiscono bambini e adolescenti.

La pedofilia e pedopornografia pesa per il 32% dei casi – Dal 2002 a oggi, il Centro Ascolto ha accolto 3.013 richieste, ma è l’istantanea del 2025 a delineare un quadro attuale e aggiornato.

Solo nell’ultimo anno, la macroarea “Abuso” ha rappresentato il 32% dei casi seguiti totali (35 casi su 110). Di questi, la maggioranza riguarda abusi sessuali attuali (21 vittime), mentre crescono gli abusi avvenuti nel passato che emergono solo a distanza di tempo (10 casi), segnale di un sommerso che fatica a venire alla luce.

I dati dell’ultimo decennio (2015-2025). Oltre 200 i casi di violenza sessuale diretta

Analizzando il trend degli ultimi dieci anni (2015-2025), il Centro Ascolto Meter ha gestito un totale di 393 casi legati agli abusi sessuali e pedofilia. Il dato più drammatico è rappresentato dai 211 casi di abuso accertato, che costituiscono il 53,7% della casistica decennale. A questi si aggiungono 111 abusi emersi nel passato e 62 sospetti, a testimonianza di una capillarità del fenomeno che richiede interventi terapeutici, informatici e giuridici sempre più tempestivi.

Rischi Online: il 45% dei bambini tra i 9 e gli 11 anni vittima di tentativi di adescamento nei videogiochi – Il fronte del rischio digitale si sposta nel mondo del gaming. Secondo una ricerca condotta da Meter su un campione di 467 soggetti tra i 9 e gli 11 anni, il 45% dichiara di aver subito tentativi di adescamento mentre giocava online. Il dato più allarmante riguarda la consapevolezza: solo il 10% dei bambini riconosce il pericolo. Spesso il silenzio dei minori è dettato dalla paura: i ragazzi non avvisano i genitori per il timore che il dispositivo o l’accesso ai giochi venga loro sottratto, restando così esposti a sextortion e bullismo.

Non solo abusi: ansia e disturbi psicologici colpiscono il 37% dei minori che chiedono aiuto – Oltre alle violenze dirette, emerge un forte disagio psicologico legato alla crescita. Nel 2025, il 37% delle richieste d’aiuto (41 casi) ha riguardato disturbi psicologici, con una netta prevalenza di stati d’ansia e disturbi del neurosviluppo. Seguono le difficoltà emotive e relazionali (16%), spesso scaturite da dinamiche familiari disfunzionali, che spingono le famiglie a richiedere un supporto specifico alla genitorialità.

Adolescenti e traumi: 1 su 4 soffre in silenzio, ma la scuola tiene il colpo – L’indagine condotta nel mese di marzo dall’Associazione Meter su un campione di 1.098 studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado del territorio italiano, delinea un quadro complesso e stratificato del benessere psicologico degli adolescenti, evidenziando il rapporto con le figure adulte di riferimento.

Dallo studio emerge che il 44% del campione (pari a 484 ragazzi) dichiara apertamente la necessità di essere ascoltato. Sebbene la maggioranza (56%) non esprima tale bisogno, la quota di chi richiede attenzione rappresenta un segnale significativo per le agenzie educative. Un dato di particolare rilievo riguarda l’ambiente scolastico: il 72% degli studenti dichiara di trovare ascolto nei propri insegnanti, confermando la scuola come un presidio fondamentale di supporto. Tuttavia, permane una criticità per il 28% dei ragazzi, sottolineando l’esigenza di percorsi che integrino maggiormente i bisogni emotivi dei giovani.

I giovani hanno bisogno di aiuto ma non sanno come chiederlo? – La capacità di comprensione del mondo adulto è percepita in modo ambivalente: se il 63% dei giovani si sente compreso, il 37% non trova negli adulti una comprensione delle emozioni. Nonostante queste difficoltà relazionali, solo il 14% degli intervistati ha preso in considerazione l’idea di consultare uno psicologo a causa della percezione di non essere ascoltato dagli altri.

Emergenza ascolto: il 45,7% nasconde il proprio trauma – L’aspetto più critico rilevato dalla ricerca riguarda l’esperienza del trauma: il 22,4% del campione (246 studenti) dichiara di averne subito uno. In questo contesto, i canali di comunicazione appaiono fragili: il 45,7% di chi ha subito un trauma sceglie di non parlarne con nessuno.

Tra chi decide di aprirsi, i genitori rimangono il riferimento principale (38,2%), seguiti dagli amici (30,7%), dai fratelli o sorelle (14,2%) e dagli insegnanti (11,6%). Gli istruttori sportivi chiudono la rete di supporto con il 3%.

In sintesi, emerge una polarizzazione nelle modalità di gestione delle difficoltà: mentre il 46% del campione dichiara di riuscire a chiedere aiuto con facilità, la maggioranza (54%) non riesce a farlo pur sentendone la necessità. Questo divario evidenzia l’urgenza di potenziare gli strumenti di prevenzione e di intercettazione precoce del disagio, affinché il silenzio non diventi l’unica risposta al carico emotivo derivante da eventi traumatici.

La storia di Greta: dal buio dell’autolesionismo alla rinascita – Il dossier illustra l’efficacia dei percorsi di Meter attraverso diverse storie, tra le quali quella di Greta, una minore giunta al Centro con un quadro di ansia sociale e da separazione, manifestazioni somatiche e un episodio di autolesionismo. Il taglio che si era inferta non era un gesto suicidario, ma un tentativo disperato di “sentire qualcosa” per alleviare un malessere interno insopportabile.

Attraverso un percorso integrato di terapia individuale e parent training per i genitori, Greta è riuscita a ridurre drasticamente i sintomi ansiosi e somatici, ripristinare la frequenza scolastica, sviluppare autonomia e consapevolezza della propria identità.

Oggi Greta partecipa ad attività extrascolastiche e mostra un livello di funzionamento globale ottimale, dimostrando che l’intervento tempestivo e l’alleanza tra famiglia e terapeuti possono restituire il futuro ai nostri ragazzi.

Le Dichiarazioni di Associazione Meter:

I Responsabili del Centro Ascolto Meter – “Dall’analisi dei casi emerge che l’accesso ai servizi avviene frequentemente a seguito di segnalazioni o interlocuzioni provenienti dall’ambito scolastico, che si configura non solo come contesto di prevenzione ma come nodo attivo nell’intercettazione precoce del disagio. In tali situazioni, le istituzioni scolastiche attivano richieste di consulenza specialistica e coinvolgimento dell’équipe multidisciplinare di Meter, contribuendo alla definizione di percorsi integrati di tutela, protezione e supporto del minore”.

Il presidente e fondatore don Fortunato Di Noto – “Queste fragili voci possono apparire deboli e frammentarie, ma rappresentano invece un richiamo forte a un impegno responsabile: offrire, con competenza umana e professionale, il supporto necessario affinché non vengano mai soffocate. La fragilità non è un limite, ma una possibile via di luce.

Il Centro Ascolto Meter continua a essere presente affinché nessuna bambina, nessun bambino e nessuna persona vulnerabile rimanga mai più sola.”

Verso la Giornata Bambini Vittime

La presentazione del dossier avviene in un contesto di particolare rilievo: la pubblicazione giunge infatti in occasione della 30ª edizione della Giornata Bambini Vittime (GBV), che si terrà il prossimo 3 maggio a Roma. L’evento gode dei patrocini del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati, dell’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza e del Servizio Nazionale Tutela Minori della CEI.

L’Associazione Meter ribadisce la necessità di politiche sociali e realtà associative che mettano al centro l’ascolto attivo e l’accompagnamento professionale, per far sì che nessuna “fragile voce” rimanga inascoltata.

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Alessio Di Florio

Vicedirettore WordNews.it - È nato ad Atessa (Chieti), nel 1984. Attivista e volontario di varie associazioni e movimenti culturali, ambientalisti, pacifisti e di lotta alle mafie. Collaboratore delle redazioni abruzzesi di Il Messaggero e Pressenza. Ha collaborato con Adista, Primadanoi, Terre di Frontiera, Unimondo, Libera Informazione, Popoff Quotidiano e SocialPress. Ha curato, per oltre dieci anni, il sito personale del giornalista e regista RAI Stefano Mencherini, dove è stata curata la diffusione e la pubblicizzazione del documentario d’inchiesta «Schiavi. Le rotte di nuove forme di sfruttamento», con il quale è stata portata avanti la “Campagna di sensibilizzazione per l’informazione sociale”, in collaborazione con MeltingPot e Articolo21, e per la creazione di un Laboratorio permanente di inchiesta e documentari sociali in RAI, nata per rompere la censura televisiva del documentario d’inchiesta “Mare Nostrum”. Articoli su tematiche sociali e culturali sono stati pubblicati dal mensile Vasto Domani. Per contatti: redazione@wordnews.it

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