Arrabbiarsi non fa bene alla salute, specialmente la sera prima della cena e del riposo notturno.
Questo il fatto. Un operaio che conosco da tempo, e che talora esegue qualche lavoro a casa mia, ha sentito l’esigenza di sfogarsi.
Mi ha raccontato che la sua piccola impresa aveva ottenuto l’incarico, da parte di un Comune, per la sistemazione di alcune aree della città. Si reca dal funzionario preposto per concordare i particolari e gli viene chiesto un “obolo” di 10 mila euro. Chiede perché e gli viene risposto: “qui le condizioni sono queste”.
Rifiuta, va via, e perde l’incarico.
Conosco il Comune, e allora gli chiedo di svelarmii il nome del funzionario; mi sorride ma risponde che non si sente di farlo. Allora sono io che azzardo il cognome.
Lui abbassa la testa, annuisce e sorride. Purtroppo l’episodio non può essere provato e, in ogni caso, l’operaio quel cognome non lo farà.
Mi è venuta in mente la “Cavallina storna” del Pascoli, alla quale la mamma del poeta fece il nome dell’assassino del marito e come risposta “suonò alto un nitrito”!
L’ episodio mi ha fatto arrabbiare, e non perdo la speranza che un giorno questo infedele e corrotto funzionario possa pagare le sue numerose colpe. Attendo, fiducioso, sulla riva del fiume!




