Ho pubblicato su Facebook una mia “Proposta per una nuova politica”.
Dopo i recenti risultati delle parziali elezioni amministrative ho letto e ascoltato le dichiarazioni di numerosi esponenti dei partiti e, per ultimo, la cronaca dell’incontro svoltosi a Catania su iniziativa dell’ex generale Vannacci, che ha presentato il suo movimento.
Poi ho riletto la mia proposta e confesso che mi sento sempre più un alieno! Dove sono finite la pacatezza del ragionamento e la realistica lettura della realtà? Tanti slogan, mirabolanti promesse, violenze verbali, mistificanti autocelebrazioni.
Forse siamo un popolo “malato” ed esprimiamo una classe dirigente che ci somiglia.
C’è una malattia sociale che rende esibizionisti, individualisti, fatalisti, masochisti, narcisisti.
Nelle relazioni personali e sociali vi è una netta predominanza dell’IO sulla dimensione del NOI.
Un dato psicologico mi appare predominante: siamo un popolo di frustrati.
La frustrazione è uno stato psichico caratterizzato da depressione, da inibizioni, aggressività, tendenze a comportamenti anormali. Questo è la conseguenza del mancato soddisfacimento di bisogni materiali, affettivi, intellettuali.
Forse la nostra infanzia non è stata felice, e non lo è il nostro presente.
Diceva Gesualdo Bufalino che per sconfiggere l’ignoranza e la mafia ci vorrebbe un esercito di maestri elementari.
Mi permetto di aggiungere di psicologi e, in qualche caso, di psichiatri.




