La Repubblica italiana compie 80 anni: pro memoria per i distratti, gli ignoranti e coloro che sono in mala fede
La nostra Repubblica italiana è frutto di una rivoluzione democratica e popolare, che fu lotta di liberazione dal nazifascismo. L’unità antifascista che diede vita alla Resistenza ha contribuito alla progressiva maturazione democratica del popolo italiano.
Chi sostiene che la nostra Repubblica non sia antifascista, perché nella Costituzione questo non è scritto, mente spudoratamente. La XII disposizione finale della nostra Carta afferma testualmente: «È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista».
Si tratta di una disposizione che, in quanto finale, ha carattere permanente. Certo, vi sono problemi ancora non risolti, in modo particolare per quanto riguarda la funzione dei partiti politici.
È palese la tentazione di adagiarsi sulle posizioni della parte più torbida e ignorante del proprio elettorato, abdicando così alla funzione di guidare, promuovere e formare una coscienza politica più consapevole e matura.
Lo sviluppo economico non ha ancora superato ingiustizie sociali, distorsioni, squilibri, privilegi, parassitismi e sprechi. Lo Stato e i pubblici poteri, invece di contrastare e correggere tale tipo di sviluppo, spesso lo hanno assecondato e protetto, con pratiche di sperpero, inique e clientelari.
Al vertice della piramide sociale vi è l’egoismo di pochi gruppi privilegiati, che non intendono rinunciare alla bramosia del profitto e della ricchezza.
Sono ancora molti gli sfruttati, i diseredati, i poveri e gli esclusi.
Celebrare degnamente gli 80 anni della Repubblica italiana significa impegnarsi senza sosta per promuovere il cambiamento. Non c’è posto per gli ignavi e gli indifferenti.
È un appello rivolto soprattutto alle nuove generazioni, perché ad esse è affidato il compito di rendere sempre più bella la nostra Repubblica. Le numerose cariatidi istituzionali e politiche che domani, 2 giugno 2026, saranno presenti alle tante cerimonie ufficiali hanno concluso ogni funzione storica.
Per molti di loro solo damnatio memoriae.
2 Giugno: Festa della Repubblica e della Democrazia. E del Voto delle Donne
10 marzo 1946: il primo voto delle Donne in Italia, la Resistenza e il ruolo delle Madri Costituenti
2 giugno 1946, la Repubblica nata dal voto delle donne e dalla scelta del popolo





