Tra pochi giorni si terranno le elezioni comunali in tutta Italia, tra i comuni che si recheranno alle urne per il rinnovo di sindaco e consiglio comunale anche Chieti. Il Pd non ha riconfermato il sindaco uscente Diego Ferrara e ha deciso di puntare su Giovanni Legnini, ex vicepresidente del Csm e sottosegretario nei governi Letta e Renzi.
Tra i candidati nelle liste del PD il capogruppo uscente in consiglio comunale Paride Paci che, come già abbiamo riportato in due articoli, ha deciso di sponsorizzarsi anche su PornHub. «Che lavora nell’Arci, l’associazione ricreativa culturale italiana, occupandosi di tutela di minori stranieri, di supporto alle famiglie di rifugiati in fuga dai teatri di guerra, di gestione dei circoli» ha sottolineato Lettieri su Il Centro in occasione della pubblicazione della notizia e che sul suo profilo facebook rivendica il contributo alla realizzazione in città dell’Abruzzo Pride, del Primo Maggio 2022, della Pastasciutta Antifascista e di altre iniziative.
La scelta di Paci ha portato a critiche e attacchi da una candidata nelle liste a sostegno del candidato sindaco Mario Colantonio (Lega) e sulle pagine di Il Centro da Luigi Crespi, sondaggista, analista, pubblicitario, spin doctor, autore cinematografico, unico italiano ad aver diretto campagne elettorali in Europa e in Sud America, consulente di istituzioni, imprese e organizzazioni internazionali.
Nessuna reazione finora dal candidato sindaco Legnini e dal partito di appartenenza di entrambi.
Nel nostro archivio sono abbondanti le testimonianze e le inchieste riportate sulle accuse, documentate, nei confronti di PornHub di business su violenze di ogni tipo, su stupri anche pedofili, sulla concezione perversa e depravata del corpo femminile perpetrato da anni. Ci sono periodi in cui, come documentato anni fa da Sex Industry is violence, su PornHub le ricerche più diffuse erano legate a incesti violenti, stupro di minorenni e abomini simili. GirlsDoPorn, sito legato nel mondo del porno anche a PornHub: quelli che venivano spacciati come video di adulti consenzienti erano video di sfruttamento di tratta sessuale.
Questi stralci della denuncia di quanto accadeva pubblicata sul sito USA fightthenewdrug.org.
«Le donne venivano reclutate tramite annunci ingannevoli per modelle e veniva loro promesso che i loro video sarebbero rimasti privati. Invece, molte hanno denunciato di aver ricevuto droghe e alcol, di essere state costrette a firmare contratti in fretta, di essere state pressate a continuare a filmare o minacciate se avessero tentato di smettere. I video venivano poi caricati online e ampiamente diffusi senza il loro consenso. Molte vittime sono state successivamente vittime di doxing, con conseguenti molestie e, in alcuni casi, tentativi di suicidio. Secondo gli investigatori federali, il traffico è durato anni e ha coinvolto centinaia di vittime. Nel gennaio 2026, tutti gli imputati erano in prigione, con condanne che andavano dai 2 ai 27 anni».
«GirlsDoPorn non si limitava a produrre contenuti, ma era un’attività creata a scopo di lucro. Il fondatore, Michael Pratt, generava milioni di dollari attraverso abbonamenti, pubblicità e traffico proveniente dai principali siti pornografici. Gli investigatori federali hanno affermato che il sistema coinvolgeva centinaia di vittime ed era attivo da anni. I video venivano creati e distribuiti come prodotti a scopo di lucro. Alcune donne hanno riferito di essere state costrette a compiere atti sessuali che avevano già rifiutato. Quando hanno cercato di fermarsi, invece di essere autorizzate ad andarsene, hanno subito pressioni, intimidazioni o un’escalation della violenza. I procuratori federali hanno rilevato che Michael Pratt e i suoi complici hanno bullizzato, mentito o minacciato le donne che hanno tentato di ritirarsi. In questi ambienti, spesso isolati e controllati, è stata usata la forza per portare avanti le riprese nonostante le chiare obiezioni».
Per la campagna elettorale a sostegno di Legnini stanno giungendo a Chieti tutti i leader del centrosinistra. Il 2 maggio in città c’è stata anche Schlein, presenti esponenti e dirigenti del PD e dei Giovani Democratici. Assurti al livello nazionale quelli locali, segnatamente del vastese, nel settembre scorso dopo la foto in cui un ragazzo – Lorenzo Antonellini, candidato alle scorse comunali a Vasto con Sinistra per Vasto, eletto nel direttivo del PD di Vasto e presidente dell’associazione Impatto – aveva indossato una maglietta che veniva venduta per sostenere le spese legali di una band accusata di apologia del terrorismo delle Brigate Rosse.
Vicenda di cui ci siamo ampiamente occupati nel settembre scorso, documentando i testi di tale band. La vicenda ha avuto un clamore così forte che ancora oggi cercando su google notizie del congresso dei GD si trovano abbondanti riferimenti. In una foto pubblicata sui social accanto a Schlein compare proprio il ragazzo. Circostanza che ha portato a forti critiche e attacchi da Nicola Sacchetti e Nicholas Romano, giovanissimi attivisti della destra chietina e vastese e il secondo candidato alle comunali chietine. Parole a cui non è seguita, finora, nessuna reazione e replica.
Dopo aver ricostruito la vicenda Sacchetti e Romano hanno ricordato che all’epoca ci fu «la formale dissociazione pubblica del segretario regionale dei GD, Saverio Gileno, che in quella circostanza aveva richiesto la rimozione delle immagini dai social del partito e dichiarato: “Ci dissociamo dal gesto (…) prenderemo provvedimenti negli organi del partito”. Quella indignazione, evidentemente, è rimasta lettera morta. Non si è trattato di un semplice incontro casuale tra centinaia di partecipanti, ma di una fotografia di gruppo in posa, con sei persone sorridenti che è una scelta consapevole, non un caso fortuito».
Schlein, chiedono i due militanti di destra, «chiarisca i rapporti tra il PD e i GD con ambienti riconducibili all’estrema sinistra (come la band produttrice della suddetta maglietta e non solo). Perché, come ha affermato lei stessa, qui il punto non sono i selfie casuali, ma quanto sta emergendo, ovvero il vero volto dei Giovani Democratici e di un PD sempre più incline verso una sinistra “buia” che credevamo scomparsa» e dalla dirigenza locale dei GD «chiarimenti sui provvedimenti promessi e mai adottati nei confronti di Antonellini, e che la segretaria Schlein, così come ha sempre preteso da qualsiasi esponente della destra, fornisca spiegazioni riguardo a questa inaccettabile riabilitazione di un membro dei GD che ha oltraggiato la memoria di centinaia di vittime delle BR e del terrorismo rosso negli anni ’70 e ’80».




