Alla vigilia del 23 maggio 2026, giorno in cui l’Italia ricorderà il 34° anniversario della strage di Capaci, un nutrito gruppo di Testimoni di Giustizia rivolge un appello diretto alle Istituzioni, al Governo e alla maggioranza: presentare e approvare con urgenza l’emendamento per il riconoscimento e la copertura dei contributi pensionistici destinati a chi ha scelto di denunciare la criminalità organizzata senza aver mai fatto parte di ambienti criminali.
Chi ha collaborato con lo Stato, chi ha denunciato racket, estorsioni, clan, minacce e sistemi mafiosi, non può essere lasciato solo dallo Stato.
I Testimoni di Giustizia sono cittadini che hanno spezzato il muro dell’omertà. Non sono collaboratori di giustizia provenienti da contesti criminali. Sono persone comuni, imprenditori, lavoratori, donne e uomini che hanno deciso di dire no alla mafia.
Il nodo riguarda il riconoscimento dei contributi pensionistici per circa 150 testimoni di giustizia destinatari del provvedimento.
Nel dicembre 2025, durante l’iter della legge di bilancio, è stato approvato un ordine del giorno a firma della presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, on. Chiara Colosimo, con l’impegno a intervenire su questa ferita aperta. Ma “l’impegno politico” non è ancora diventato un atto concreto.
La legge n. 6 dell’11 gennaio 2018 ha disciplinato le misure di protezione per i Testimoni di Giustizia, prevedendo tutela, sostegno economico e reinserimento sociale e lavorativo.
L’appello arriva in un momento simbolico. Il 23 maggio è di Giovanni Falcone, di Francesca Morvillo, degli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.
I Testimoni di Giustizia chiedono che Governo e maggioranza si presentino a quella data con l’emendamento approvato. Non servono le frasi solenni e inutili. Nemmeno le passerelle. O le fotografie accanto alle lapidi o alla teca con la borsa del giudice Paolo Borsellino (19 luglio 1992), massacrato dalla mafia e dallo Stato.
L’appello dei Testimoni di Giustizia deve essere raccolto senza altri rinvii.
L’APPELLO DEI TESTIMONI DI GIUSTIZIA
Siamo un nutrito gruppo di Testimoni di Giustizia, cittadini che hanno scelto di denunciare la criminalità organizzata di stampo mafioso collaborando con lo Stato senza aver mai fatto parte di contesti criminali.
Abbiamo deciso di rivolgere un appello alle Istituzioni, in particolare al Governo e alla maggioranza, affinché sia presentato e approvato con urgenza l’emendamento relativo al riconoscimento e alla copertura dei contributi pensionistici per i Testimoni di Giustizia. Nel dicembre 2025, in legge di bilancio 2025, è stato approvato un ordine del giorno a firma della Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, on.le Chiara Colosimo, che impegna il Governo a colmare la grave lacuna normativa che penalizza Noi testimoni e le nostre famiglie.
Il 23 maggio ricorre il 34°esimo anniversario della strage di Capaci e sono previste lodevoli iniziative organizzate dalla società civile in tutta la nazione. Chiediamo al Governo e alla maggioranza di presentarsi a quell’appuntamento con l’approvazione dell’emendamento per dare concreto sostegno ai 150 testimoni di giustizia destinatari del provvedimento. Diversamente la mancata presentazione e approvazione dell’emendamento verrebbe percepita come un pessimo esempio di credibilità delle Istituzioni. Il valore della Memoria si misura, al di là delle cerimonie ufficiali, anche dall’esito della approvazione di tutti quei provvedimenti in materia di lotta alle mafie perché esse rappresentano il modo in cui lo Stato trasforma il ricordo in un impegno concreto, formale e permanente.
I Testimoni di Giustizia
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