La questione risale alla notte dei tempi. I molisani, nelle cabine elettorali, hanno sempre dimostrato il proprio fallimento. Probabilmente ricordano con piacere quel simpatico personaggio televisivo che si dava botte sui coglioni. I “tafazzi locali” sembrano felici di riconoscersi sempre nei peggiori. Sia a livello regionale – dove i cittadini di questa piccola, bella ma sfortunata regione pagano il prezzo più alto – e sia a livello europeo. Indegni regionali e indegni europei. Politicamente parlando, ovviamente. Meglio specificare, perchè questi eletti che rappresentano il nulla (mischiato con niente) sono pure delicati e sensibili.
Da quanti anni i mollisani – con la memoria corta – votano i peggiori?
- Lo hanno fatto con lo sGovernatore Michele Iorio (centro-sinistra poi centro-destra, ma democristiano dentro). E oggi (ancora oggi) che ruoli occupa l’ex sGovernatore?
Il suo amato figliuolo Luca – che troviamo sempre nella sanità pubblica (ma perchè non preferisce anche lui quella privata?) – sarà il prossimo sindaco di Isernia? Ci sono ragionamenti e accordi in corso?
- Lo hanno fatto ancora con lo sGovernatore Frattura (centro-destra poi centro-sinistra): una scelta geniale di quei geni dell’allora PD (Partito Disastrato del Molise). All’epoca sulla rivista “il Ponte” pubblicammo una copertina con la scritta “Questi dirigenti non vinceranno mai”. I molisani furbi e avvisati mandarono il “genio” di Fornelli in Parlamento.
E proprio con Frattura – grazie ad un approfondimento giornalistico, riuscimmo (caso molto raro in questa regione) a informare i cittadini sul suo progetto (autorizzato dalla Regione Molise, dove lui era il capogruppo del Pd) di installazione di due aziende impattanti (alla fine del pezzo ripubblichiamo l’inchiesta)*. Riuscimmo a bloccare – grazie alle proteste popolari – quei lavori.
- Lo hanno fatto ancora e ancora con lo sGovernatore con la chitarra: Donato Toma (centro-sinistra poi centro-destra). Una breve parabola terminata nel dimenticatoio della politica regionale.
- Lo hanno rifatto, ancora, ancora e ancora con l’attuale sGovernatore del Molise Roberti.
E le statistiche nazionali accendono nuovamente i riflettori su questa Regione.

Lo avevamo scritto nel 2020, sei anni fa.
Serviva una statistica per comprendere il fallimento di uno Sgovernatore e di una intera classe dirigente?
Il Molise merita questi dilettanti che hanno creato solo danni? Per la cronaca, dobbiamo aggiungere che nemmeno in passato il Molise ha potuto vantare una classe dirigente adeguata. Il consiglio regionale è formato, quasi, dalle stesse persone. Che prima stanno da una parte e poi stanno dall’altra. Molti dovrebbero fare altro nella vita. La politica, quella vera (quella bella) non è per loro. Ci giocano, per il proprio tornaconto.
Le stesse facce da diversi, troppi anni. Facce che cercano solo il consenso. Devono apparire sui giornali e nelle tv locali. Ci tengono. Tutto questo sembra ridicolo. E’ ridicolo, decisamente. Una Regione affidata a chi, invece di risolverli, ne ha causati tanti. Di problemi.
Non è cambiato nulla. Anzi, come sempre accade, la situazione è peggiorata.
In tutto questo non bisogna dimenticare che in consiglio regionale – da troppe legislature – un ex galeotto (arrestato, condannato definitivamente e poi riabilitato) continua ad essere votato – dai molisani – e ad occupare la cosa pubblica.
Governance Poll 2026, Roberti ultimo. Il Molise sprofonda tra sanità, lavoro e inchiesta Memory
Mentre lo sGovernatore Roberti (forse il peggiore) sforna nuovi assessori, per accontentare i suoi potenti alleati, il Molise continua la discesa negli inferi. Ma guardatele quelle facce: “belle”, grosse, rosse, grasse, sempre sorridenti e con l’occhio da bovino (in Molise è particolarmente sviluppato).
La fonte è autorevole: Governance Poll 2026, classifica realizzata da Noto Sondaggi per il Sole 24 Ore sul consenso di sindaci e presidenti di Regione.
Ma lo ripetiamo, sei anni dopo: serviva una statistica per scoprire l’ovvio?
Sanità pubblica
Ridotta allo stremo, reparti in difficoltà, liste d’attesa, viaggi della speranza, carenze, privatizzazione strisciante che da anni svuota il pubblico e rafforza il privato convenzionato.
Il cittadino molisano lo sa bene. Ma che fa? Invece di fare la rivoluzione (almeno nelle cabine elettorali) si rivolge silenziosamente al privato.
Il Molise si è arreso da tempo.
Giovani in fuga
Il lavoro, in Molise, non è un diritto. È una concessione del “potente” di turno. La famosa pacca sulla spalla ben accettata. I giovani lo hanno capito prima degli adulti. E se ne vanno: per studiare, lavorare. Respirare.
Anche voi, mollisani, con le vostre bizzarre scelte, siete i responsabili di questo sistema incancrenito.
Regione immobile
Dove sono le infrastrutture? Fatevi un giro in Molise e vi accorgerete dei collegamenti difficili, delle strade malmesse, dei trasporti insufficienti, di una rete ferroviaria ottocentesca.
Ma come vi permettere di (s)parlare (siete molto bravi a dire cazzate) di turismo? Continuamente evocato, nella vostra propaganda. Parlate di borghi, di mare, di montagna. A volte pure di cultura (una parola che stona per Voi). Parlate a vanvera, come avete sempre fatto: non esiste una programmazione, non esistono investimenti, non esistono servizi, non esistono collegamenti. Non esiste una visione.
Si raccontano come “isola felice”. Non raccontano la barzelletta, ma sono diventati la barzelletta.
L’inchiesta Memory e il problema politico
In questo quadro si inserisce anche l’inchiesta Memory, la maxi inchiesta della DDA di Campobasso che riguarda rifiuti, corruzione e altri reati contestati a vario titolo. Il procedimento coinvolge 44 persone, tra cui il presidente della Regione Francesco Roberti (e sua moglie). L’udienza preliminare continua a slittare, per problemi legati alle notifiche. Vedrà mai la luce?
Ovviamente – così facciamo contenti i tanti e inutili garantisti – esiste la presunzione di innocenza. E non stiamo accusando nessuno. Non possediamo (e nemmeno le vogliamo) le chiavi della macchina del fango. La vicenda giudiziaria deve essere affrontata nei Tribunali. Ma esiste una questione politica che appartiene ai cittadini.
E sul piano politico il silenzio è insopportabile. Una Regione fragile, impoverita, svuotata, colpita può permettersi di non pretendere spiegazioni pubbliche?
Il dato della Governance Poll non riguarda solo Roberti. Anche i sindaci dei due capoluoghi molisani registrano flessioni. La sindaca di Campobasso Marialuisa Forte si attesta al 50%, con un calo dell’1% rispetto al giorno dell’elezione, mentre il sindaco di Isernia Piero Castrataro scende al 52,5%, con una perdita di 6,2 punti.
Il Molise ha bisogno di amministratori che cambiano il destino della Regione.
Ma perché i molisani non si ribellano?
Ma a proposito di Tafazzi, non vi sentite un po’ coglioni a votare – con tenacia – questa pessima classe dirigente?
O vi accontentate, come all’epoca dei romani (Panem et circenses, traduciamo per i tanti eletti: pane e giochi circensi), del concerto di Gigi D’Alessio?

*BIOMASSE IN MOLISE, CONFLITTO DI INTERESSI?
di Paolo De Chiara (dechiarapaolo@gmail.com)
Nel Comune di Campochiaro, in provincia di Campobasso (dove volevano far sorgere anche l’inutile aeroporto del Molise), verrà costruito un impianto per la produzione di energia elettrica da biomasse legnose della potenza di 0.99 MWe.
L’autorizzazione unica, contenuta nella determina dirigenziale n. 45 del 2012, porta la data del 4 maggio. A distanza di quasi due mesi continua il silenzio intorno a questa vicenda. Che vede tre società interessate, secondo le visure camerali, tra cui una che fa capo direttamente al leader dell’opposizione in Molise, Paolo Di Laura Frattura.L’imprenditore prestato alla politica che, qualche mese fa, ha messo in seria difficoltà il presidente-condannato (a un anno e sei mesi, in primo grado, per aver favorito uno dei figli) della Regione Molise, Angelo Michele Iorio. Rieletto per la terza volta. Per la vicenda elettorale bisognerà attendere la sentenza del Consiglio di Stato, dopo quella favorevole del Tar Molise. Ma questa è un’altra storia.
E’ importante tenere a mente il nome del primo firmatario del ricorso andato a buon fine: Mogavero Mariolga. Che ritroveremo in una delle società (la prima proponente) legata alla costruzione della centrale biomasse di Campochiaro. Meglio andare con ordine. Il 20 luglio del 2010 la società Gap Consulting srl “ha chiesto l’autorizzazione unica per la realizzazione e l’esercizio, nella zona del Consorzio per lo sviluppo Industriale Campobasso-Bojano del Comune di Campochiaro, di un impianto di produzione di energia elettrica da biomasse”, si legge nella determina, “utilizzante biomassa legnosa ed assimilati”.
Partiamo dalla Gap Consulting srl. Dalla visura camerale, del 5 giugno 2012, si apprende che è stata costituita il 14 luglio del 2005, con un capitale sociale di 10 mila euro. La Gap è composta da altre due società, con pari quote: la Proter e la Civitas. Entrambe a responsabilità limitata. L’amministratore unico della Gap è Mogavero Mariolga, la prima firmataria del ricorso elettorale al Tar Molise. La Civitas e la Proter hanno altri due amministratori. Per la prima (costituita il 6 aprile del 2009) risulta essere l’ing. Di Domenico Luca, marito della Mogavero; mentre per la seconda (costituita il 1 giugno del 1991) è il capo dell’opposizione in consiglio regionale, Di Laura Frattura Paolo. Il 30 gennaio 2012 viene protocollata la richiesta dell’amministratore unico della società Gap Consulting (Mogavero Mariolga, già collaboratrice di Frattura) e dell’amministratore unico della società Civitas (Di Domenico Luca, marito della Mogavero). Per far subentrare la Civitas nel procedimento attivato da Gap. In poche parole, Gap cede gratuitamente a Civitas il progetto per la realizzazione dell’impianto di Campochiaro.
Potrebbe configurarsi la fattispecie di conflitto di interessi per il capo dell’opposizione Frattura? A questa domanda, i suoi colleghi di centro-sinistra, non hanno risposto. Non hanno saputo rispondere, non hanno voluto rispondere. Devono leggere prima le carte. “Non ne so nulla – ha dichiarato il consigliere regionale del Pd, Michele Petraroia – non ho notizie. Prima dovrei vedere le carte. Sull’impianto specifico non ho nessun documento. Sono stato l’unico a mettermi contro la centrale ad olio vegetali a Trivento e Montefalcone. Il mio parere è scontato su questi argomenti. Se mi devo mettere a battibeccare con questi personaggi di nuova generazione, scelgo io il terreno”. Ma almeno siamo riusciti a strappare un parere sul tipo di impianto: “le centrali a biomasse sono semplicemente degli espedienti. Nascono per le biomasse e alla fine diventano potenziali destinatari, diciamo, di rifiuti”.Nemmeno Cristiano Di Pietro (consigliere regionale Idv) è a conoscenza dell’autorizzazione firmata il 4 maggio scorso dall’istruttore Giuseppina Baranello. “Non ho letto la determina. Mi serve il tempo per leggerla. Devo capire meglio, devo approfondire l’argomento. Se dovesse essere vera la notizia bisogna capire se Frattura è ancora socio. Se dovesse essere socio chiederemo spiegazioni di questa situazione. Devo capire come stanno le cose”. Che Frattura sia amministratore e socio unico della Proter srl è un dato di fatto. Altro dato di fatto, rinvenibile nelle visure camerali, è che la società di Frattura, insieme a quella dell’ing. Di Domenico, si trovano in un’unica società: la Gap Consulting srl (con l’amministratore Mogavero). La prima società proponente, sostituita dalla Civitas il 30 gennaio 2012. Tre mesi dopo le elezioni regionali (ottobre 2011) perse per pochi voti da Frattura. Abbiamo contattato proprio l’ing. Di Domenico: “con Gap abbiamo sviluppato l’idea progettuale. Però non bisogna personalizzare le società. Io ho una società, Paolo partecipa in Gap attraverso la Proter. Nell’ambito delle attività che fa Gap, fa anche sviluppo di progetti e qualche anno fa siamo partiti con un progetto di valorizzazione delle biomasse legnose”.Autorizzato lo scorso 4 maggio. “In questo progetto c’è l’impegno della Gap e della Civitas in termini di costruzione di idea progettuale e poi è stata portata avanti anche con tecnici esterni. In questo momento non c’è un impegno di Paolo Di Laura Frattura, che non ha interessi, in quanto Gap ha ceduto a Civitas il progetto”. Però la Proter, che fa capo a Paolo Di Laura Frattura, ha rapporti con Civitas, con una quota in Gap. “Si, ma Gap è in chiusura. Paolo (Frattura, ndr) si occupa di politica e io di rinnovabili, ognuno fa il suo mestiere. L’iniziativa è al 100% Civitas. Il tentativo di collegare Paolo Di Laura Frattura è una speculazione giornalistica. Ma il suo obiettivo qual è?”.
L’obiettivo è capire se il capo dell’opposizione molisana, Paolo Di Laura Frattura, ha interessi diretti o indiretti nel campo energetico. E lo abbiamo chiesto direttamente al leader del centro-sinistra in consiglio regionale. Siamo partiti dalle centrali a biomasse: “in una logica organizzata sul territorio poteva essere una buona iniziativa considerando l’incentivo che c’era rispetto a queste centrali. E’ chiaro però che devono nascere sulla base dell’esigenze del territorio. Se diventano mere operazioni speculative, finalizzate esclusivamente all’importazione da altre Regioni o da altri Paesi di biomasse, è chiaro che non mi vede d’accordo”.
Lei conosce la società proponente, la Civitas srl?
Si, mi sono documentato. Conosco bene l’amministratore (l’ing. Luca Di Domenico, ndr).
E la Civitas srl, insieme alla Proter srl, formano la Gap Consulting srl.
Si, però la Gap Consulting è una società che verrà messa in liquidazione. La Civitas è subentrata alla Gap nell’iter autorizzativo. La Gap era nata come società di sviluppo.
Poi c’è un’altra società, la Proter srl. La conosce?
Come no, la Proter è una società di ingegneria che fa capo proprio a me.
Questo non è un conflitto di interessi?
In che senso?
Lei fa politica, è il capo dell’opposizione in consiglio regionale…
Un momento, è sufficiente vedere quando questo iter autorizzativo è partito, così si rende conto della data in cui è partito. Data nella quale non avevo nessun impegno politico di nessuna natura. Ci sono gli atti ufficiali, le cose si fanno con la tracciabilità, non si fanno con l’obiettivo di nascondere le questioni. Tenga presente, per dovere di cronaca, che io come professionista e come imprenditore il campo dell’energia l’ho sempre seguito. Sono stato un fermo assertore della bontà dell’iniziativa biomasse come fonte di energia. Ma se si dovesse considerare speculativa la mia posizione, di un lavoro di sviluppo prima che mi impegnassi politicamente, non mi sembra corrispondente al vero.
Lei ha conflitti di interessi?
Se fossi socio di Civitas le direi … comunque non lo sarebbe un conflitto di interessi. A scanso di equivoci, mi rendo conto che in una realtà come questa qualsiasi cosa può diventare un problema rispetto alle varie attività, le dico che non ci sono e anzi mi sono tirato completamente fuori da questa situazione. In questo momento mi sto impegnando in politica e se considera le mie attività imprenditoriali non hanno nessun punto di contatto con la politica. Nella conferenza di servizio non c’è un politico che interviene. Sentite i tecnici e vedete se io mi sono permesso di parlare con uno solo di loro.
I suoi affari nell’energia sono distanti dalla sua attività politica?
Le garantisco che non ho nessun interesse né diretto né indiretto nelle attività imprenditoriali che hanno a che fare con l’energia. Le uniche attività imprenditoriali dal valore aggiunto certo.
Nelle visure camerali ci sono queste due società e una fa capo a lei…
Paolo Di Laura Frattura è socio di Proter, Proter è socia di due società: una è Civitas e l’altra è una società immobiliare. Civitas è socia di Gap. Gap è una società che fa consulenza, fa promozione. Proter è socia di Civitas.
Il proponente per questa autorizzazione è Civitas.
Inizialmente il proponente è Gap, dopodiché Gap cede le sue attività con atto trascritto a costo zero. Gap si chiama fuori e Civitas porta avanti la sua iniziativa e ottiene l’autorizzazione unica. Penso che farà imprenditorialmente quello che ritiene giusto.
Lei non ha alcun tipo di interesse nella costruzione di questa Centrale a biomasse?
Assolutamente no. Il giorno in cui dovessi rilevare delle quote di Citivas o di altra società impegnata stia tranquillo che lo farei sapere con la massima trasparenza. Se faccio politica, purtroppo, non posso continuare a fare l’imprenditore.
Quindi lei, oggi, fa solo politica?
Ho iniziative imprenditoriali legate al settore immobiliare privato.
Se fosse vera una cosa del genere…
Le dico di più, per dovere di cronaca. Un’altra iniziativa che avevo seguito, sempre in ambito di lavorazione di questo tipo, era un impianto di biodiesel a Termoli.
Se fosse reale il suo coinvolgimento nella costruzione di questa centrale…
Sarebbe un fatto gravissimo.
In questo modo si conclude l’intervista all’imprenditore, prestato alla politica, Paolo Di Laura Frattura. Che continua ad avere interessi, come ha affermato, nell’imprenditoria locale. Il centro-sinistra molisano ha bisogno di imprenditori per vincere le elezioni? Siamo in presenza di un conflitto di interessi? Perché dal 4 maggio scorso nessuno ha sollevato il caso? Frattura ha mai avvisato i suoi colleghi dei suoi affari? Diversi consiglieri di centro-sinistra (Petraroia, Di Pietro e Romano) sono rimasti a bocca aperta. “Sono cose che non passano in consiglio”, ma sulla testa dei cittadini si. Queste notizie non sono apparse su nessun organo di informazione regionale. Chi fa il cane da guardia e chi il cane da compagnia in Molise? Nessuno dice niente e nessuno sa niente.
Bisogna registrare anche un altro fatto accaduto in consiglio regionale qualche giorno fa. Sulla delibera per il concordato preventivo sullo Zuccherificio c’è stato un passaggio sul quale si è divisa l’opposizione. L’argomento era la tassativa esclusione di ogni ipotesi di riconversione energetica dello stabilimento a biomasse, a biogas o a turbogas. L’emendamento, che prevedeva la tassativa esclusione, è stato bocciato dalla maggioranza in consiglio e il centro-sinistra (tranne pochi consiglieri) ha votato a favore della delibera che prevede la non esclusione della riconversione. Sul tema dell’energia e sul tema dell’ambiente non sembra esserci una sensibilità diversa tra una parte del centro-sinistra e il centro-destra. Come dimostrano molti casi, queste centrali nascono con buoni propositi e poi diventano inceneritori. Il Molise correrà questo rischio? Le centrali a biomasse sono sempre utili all’ambiente e all’economia? I cittadini di quella zona sono stati coinvolti? Se l’opposizione molisana è presente, batta un colpo. Questo è il momento.
da L’INDRO.IT di lunedì 2 Luglio 2012, ore 19:28
LA REPLICA DI PAOLO DI LAURA FRATTURA SU FACEBOOK (4 luglio 2012, ore 19)
“Capisco ma come si fa a dire che io sarei socio di Civitas? I fatti riportati semplicemente dovrebbero essere fedelmente veritieri, tutto qui. Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento, disponibile su tutte le questioni, personali, professionali, imprenditoriali e politiche, convinto come sono, mi perdonerà la presunzione, di aver agito sempre in buona fede, senza mai utilizzare situazioni di privilegio per ottenere risultati non meritati.
Per dovere di cronaca devo però aggiungere che non condivido la comunicazione del “sospetto” su fantomatiche ipotesi di riconversione energetica dello zuccherificio sulle quali sarebbe fondato il voto di una parte del centro-sinistra, come non credo sia giusto parlare di una diversa sensibilità sui temi dell’energia e dell’ambiente senza mai aver avuto la possibilità di confrontarsi. Mi auguro, se le farà piacere, di incontrarla presto così da poter scambiare qualche idea, de visu”.
LA MIA CONTRORISPOSTA, SEMPRE, SU FACEBOOK (4 luglio 2012, 19.30)
“Basta leggere con attenzione il pezzo… non ho scritto da nessuna parte che lei è socio di Civitas! Nell’intervista, registrata, lei afferma che “Proter (la sua società) è socia di Civitas”. E ho riportato, come da visure camerali, che Gap Consulting srl è composta da Civitas srl e Proter srl. Nulla di più. Ripeto: non metto in dubbio la sua buona fede, ho semplicemente riportato dei fatti e posto un interrogativo. Sentendo, telefonicamente, anche i vari protagonisti. Lei parla di “comunicazione del sospetto” …ho semplicemente raccontato quello che è accaduto in consiglio regionale. Ho scritto il falso? Ho ‘diffamato’ qualcuno? Sono pronto ad assumermi le mie responsabilità! Sono aperto al confronto con tutti, anche ‘de visu’ “.





