Nel suo intervento, Federico Sinicato accosta le stragi mafiose di Capaci e Via D’Amelio alle stragi fasciste che hanno insanguinato l’Italia negli anni Settanta. Un filo oscuro attraversa la storia repubblicana: depistaggi, responsabilità istituzionali e verità raggiunte soltanto dopo decenni. Per ricostruire la fiducia nello Stato è necessario illuminare ogni zona d’ombra e arrivare fino ai mandanti delle stragi di Palermo.
Intervento di Federico Sinicato
La Strage di Via D’Amelio e di Capaci per l’Italia hanno lo stesso, lo stesso valore per la storia italiana, la storia di questo paese, lo stesso valore delle stragi fasciste degli anni ‘70.
La Strage di Piazza Fontana, poi Brescia, Piazza della Loggia e Bologna hanno cambiato la storia di questo paese, hanno modificato la strada che questo paese stava prendendo, avrebbe potuto prendere, così come le stragi mafiose di Capaci e di Via d’Amelio. Questo è uno dei motivi fondamentali per cui l’Associazione dei Familiari di Piazza Fontana è profondamente vicina e partecipe alle vicende che vi vedono coinvolti e che vengono ricordate oggi.
Ricordo che subito dopo già i primi anni, primo inizio dell’anno ‘70, alcuni ricercatori storici giornalisti pubblicarono un libro che si chiamava “La strage di Stato” proprio con riferimento alla Strage di Piazza Fontana, identificando fin da allora, fin da fin dall’inizio, prima ancora che nascesse le piste giudiziarie che hanno portato alla condanna dei neofascisti di ordine nuovo, identificando fin d’allora responsabilità delle Istituzioni, responsabilità di uomini degli apparati statali.
Questo nel corso del tempo ha provocato fin dai suoi esordi una profonda crisi di credibilità delle Istituzioni nel paese. Quelle stragi, quelle degli anni ‘70, provocarono la sfiducia di molti cittadini nei confronti della correttezza dell’operato delle Istituzioni, della serietà e della democraticità, dell’operato delle Istituzioni. Ecco, io credo che anche per Via D’Amelio e per Capaci, per le stragi che hanno insanguinato la Sicilia, Palermo in particolare in quel momento storico, valga lo stesso lo stesso principio, lo stesso meccanismo. La fiducia nelle Istituzioni, la fiducia nella correttezza e nella democraticità dello Stato, del governo di questo paese, passano attraverso la chiarezza più ampia, la necessità di non lasciare nessun angolo d’ombra in quelle vicende, in quelle storie che vanno ricostruite puntigliosamente fino in fondo.
La ricerca della verità da parte vostra, così come da parte nostra c’è stata per le stragi degli anni fascisti degli anni ‘70 è ragione imprescindibile di correttezza democratica di questo paese, per tutti noi cittadini italiani. Questo è il motivo per cui noi continuiamo ad essere vicini a voi in questo momento perché ci accomuna la stessa necessità, la stessa volontà di avere la maggiore chiarezza possibile sulle cause e sui mandanti di quelle stragi. Ricordiamoci che proprio per la Strage di Bologna si è scoperto pochi anni fa, quindi dopo molti anni dai fatti, come i mandanti di quella strage fossero gli uomini delle Istituzioni inseriti nella loggia massonica P2.
Ebbene, ci sono voluti 40 anni per raggiungere questo risultato, ma oggi noi finalmente sappiamo molto di più e sappiamo quindi i perché e le indicazioni di provenienza di quella strage, così come si stanno scoprendo le indicazioni di provenienza delle stragi di Brescia e di Milano.
Così io auspico che si riesca per una volta alla fine a giungere a una chiarezza assoluta sulla provenienza, sulle ragioni e sui mandanti anche delle stragi di Palermo.



