Apprendo che alcuni dirigenti delle aziende sanitarie di Catania hanno ottenuto decine di migliaia di euro quale premio per la qualità dei risultati raggiunti.
Nessuna menzione, però, di quali siano concretamente tali risultati, né viene chiarito se abbiano contribuito a migliorare il servizio sanitario e la tutela della salute dei cittadini.
Sembra che ciò non sia avvenuto.
Liste d’attesa e prestazioni intramoenia
Per esempio, le lunghe liste d’attesa sono indegne di un Paese civile. Tempi che, troppo spesso, sembrano accorciarsi soltanto quando il cittadino può permettersi di pagare la prestazione attraverso il sistema intramoenia.
Ciò è vergognoso!
La sanità pubblica dovrebbe garantire a tutti il diritto alle cure, indipendentemente dalle condizioni economiche. Quando una visita o un esame diventano rapidamente accessibili soltanto dietro pagamento, il principio dell’uguaglianza viene svuotato e la salute rischia di trasformarsi in un privilegio.
Il peso della politica sulla sanità
Chiedersi perché tutto questo accada appare quasi pleonastico: la politica ha il potere di inquinare tutto ciò che tocca.
Un esempio può chiarire il concetto.
Vi è un dirigente sanitario di lungo corso che sembra aver compreso perfettamente come rimanere sempre a galla. Nella sua carriera avrebbe inizialmente militato nella Democrazia Cristiana, per poi passare nell’Unione di Centro e successivamente in Forza Italia.
Non contento, sarebbe approdato nel Movimento per l’Autonomia e, ispirato dallo Spirito Santo, si sarebbe collocato a sinistra aderendo al Partito Democratico.
Ma lo Spirito Santo è ancora in agguato e gli suggerisce di cambiare nuovamente, pur di conservare il posto e i privilegi. E allora ecco l’ultimo salto: Fratelli d’Italia.
Il trasformismo che sopravvive ai risultati
Durante una sua precedente direzione generale avrebbe lasciato un disavanzo certificato vicino ai 20 milioni di euro. Ma cosa volete che sia: la politica perdona tutto!
A questo punto ogni ulteriore commento diventa inutile. Il vero problema non è soltanto il singolo caso, ma un sistema nel quale appartenenze, conversioni e convenienze sembrano pesare più delle competenze e dei risultati ottenuti.
La domanda da porre è semplice: quali benefici concreti hanno ricevuto i cittadini siciliani dall’azione dei dirigenti premiati?
Senza dati pubblici, verificabili e facilmente comprensibili, i riconoscimenti economici rischiano di apparire come privilegi concessi dall’alto, mentre pazienti e famiglie continuano ad affrontare attese estenuanti e servizi insufficienti.
«Sogno una rivoluzione copernicana nella sanità siciliana»
Ho un sogno, certamente irrealizzabile: fare l’assessore alla Sanità della Regione Siciliana. Lo so, sono immodesto, ma assicuro che sarebbe una rivoluzione copernicana!
Chissà quanti, tra coloro che stanno leggendo, stanno già facendo gli scongiuri.





