Alla fine le verità mediatiche, portate avanti dalle corazzate della comunicazione in mano ai soliti potenti, hanno avuto la meglio sulle verità fino ad ora accertate dai giudici.
Ranucci ha subito un attentato e quindi è una vittima. Viene trasformato, senza alcuna prova, in colpevole sulla base di congetture mediatiche partendo dalla sua amicizia con Lavitola.
Non mi sembra che la stessa sorte sia toccata a Berlusconi nonostante l’amicizia con Dell’Utri, condannato per mafia, e nonostante i 30 milioni che gli ha lasciato.
E’ evidente che la trasmissione Report dava fastidio, per le sue inchieste, a politici e altri poteri. Tuttavia la serietà di quelle inchieste è provata dal fatto che nessuna delle più di 200 querele fatte nei confronti della trasmissione, abbia portato ad una condanna.
Si è voluto silenziare Report nell’ultimo anno prima delle elezioni perchè non uscisse altra melma di cui parlare. Le inchieste vanno fatte fino ad un certo punto per non disturbare chi comanda.
Ma forse c’è anche un altro motivo di ingigantire l’attenzione su Ranucci. Abbiamo il carburante che ha superato i 2 euro al litro, con conseguente aumento dell’inflazione, la povertà assoluta che tocca più di 5 milioni di persone, una povertà relativa, di gente che lavora ma non guadagna abbastanza, molto estesa, l’impossibilità di toccare gli extraprofitti delle imprese che speculano sulla crisi, un investimento di miliardi in riarmo e l’assenza di fondi per il sociale.
Le promesse preelettorali della Meloni di abolire le accise sui carburanti o di avere 1000 euro con un click per i più bisognosi, si sono dimostrati essere pura propaganda preelettorale.
La popolazione non deve concentrarsi su tutto questo, non deve concentrarsi sulla guerra che si avvicina sempre più.
Il caso Ranucci occupa molto spazio della comunicazione ed agisce anche come distrazione di massa.
Spero che Ranucci proceda per via giudiziaria e che un giudice possa, in tempi brevi, dare un giudizio su questa vicenda.
Rimaniamo noi cittadini che in questa crisi del liberalismo, con una guerra possibile che si avvicina sempre più, ci troviamo come agnelli sacrificali sull’altare degli interessi dei soliti potenti e che dobbiamo essere distratti e confusi per evitare di reagire e vedere che il re è nudo e ci sta portando verso una catastrofe.



