Inizia da Beirut il diario di viaggio di Enzo Infantino in Libano. Un reportage attraverso un Paese attraversato da guerre, crisi e profondi mutamenti geopolitici.
di Enzo Infantino (In viaggio per il Libano) – Anche quest’anno, nonostante la drammatica situazione che sta attraversando il Paese dei Cedri, porteremo la nostra concreta solidarietà ai palestinesi che vivono nei campi profughi e al popolo libanese, costretto ancora una volta a subire le conseguenze dell’occupazione israeliana. In particolare, sta pagando un prezzo altissimo la popolazione del Sud del Libano, di Dahiyeh, popoloso quartiere di Beirut e della valle Bekaa note roccaforti della resistenza di Hezbollah. Da anni queste aree sono segnate dal conflitto e oggi nuovamente sottoposte a pesanti attacchi israeliani che fin qui ha provocato migliaia di morti tra i civili. Il nostro viaggio è anche un atto politico: vuole rompere il silenzio e denunciare l’inerzia della comunità internazionale di fronte alle sofferenze della popolazione civile e alle gravi violazioni del diritto internazionale. Andiamo in Libano anche per ascoltare, conoscere e testimoniare. Perché davanti alla guerra e alla sofferenza dei popoli, al genocidio dei palestinesi e al massacro del popolo libanese per mano del criminale Netanyahu non si può restare in silenzio.

(Diario dal Libano 1° giorno) – Siamo arrivati a Beirut, la capitale del Libano. Una città affascinante e piena di contrasti, che porta ancora visibili i segni della guerra civile e, più recentemente, delle nuove violenze che hanno colpito il Paese.
Vengo in Libano da più di vent’anni e, al di là dei mutamenti geopolitici dell’area, delle crisi e delle diverse influenze che nel tempo hanno caratterizzato la politica libanese, ogni volta che torno ho la sensazione che qui il tempo, in qualche modo, non si sia mai fermato.
Cambiano gli equilibri e cambia il volto della città, ma rimane qualcosa di profondamente autentico, quasi immutato.
Particolarmente evidente è il peso dei bombardamenti israeliani nei quartieri meridionali della capitale, nella zona di Dahiyeh, dove le distruzioni hanno lasciato ferite profonde nel tessuto urbano e nella vita quotidiana della popolazione.
Eppure Beirut continua a vivere. Le sue strade, i suoi locali, il mare e la sua gente raccontano una città che, nonostante tutto, conserva una straordinaria energia e una grande voglia di rinascere.
Domani inizieremo il nostro programma, che ci porterà soprattutto nei campi profughi. Qui avremo l’opportunità di incontrare i palestinesi, ascoltare le loro storie e conoscere più da vicino una realtà difficile, nella quale continua però a essere coltivata la speranza del ritorno.
Continua domani il reportage “Diario dal Libano” di Enzo Infantino, autore delle foto pubblicate.







