La morte di Denise riporta l’Italia distratta e menefrrghista davanti allo specchio. Nel Paese del giorno “dopo”, in cui le parole vengono usate con ipocrisia, stiamo cercando di tenere i riflettori accesi sulle responsabilità che riguardano le istituzioni, la politica, le associazioni e anche i cittadini comuni. Per troppi anni abbiamo registrato un assordante silenzio. Per troppi anni coloro che dovevano ribellarsi sono rimasti in ombra. Per troppo tempo i rappresentanti delle istituzioni (come Chiara Colosimo, addirittura presidente della Commissione parlamentare antimafia, che parla di “una sconfitta dello Stato”, ma non ha mai risposto alle nostre domande sui testimoni di giustizia). Per anni Lea chiese aiuto. Lo scrisse in una lettera (aprile 2009) che oggi riscoprono tutti. Ma quando era in vita quella lettera non arrivò nemmeno al Quirinale. Solo “dopo” il suo assassinio (Milano, 24 novembre 2009), arrivarono le celebrazioni. Sventurato quel Paese che ha bisogno di eroi, diceva Brecht. Noi siamo da sempre quel Paese.
Giuseppe Lumia, già presidente della Commissione parlamentare antimafia, insieme ad Angela Napoli (venerdì abbiamo pubblicato la sua intervista: «Lo Stato considera ancora i testimoni di giustizia un peso. Denise non doveva essere abbandonata»), furono le uniche voci che portarono la scomparsa e l’uccisione di Lea nelle aule delle istituzioni. Il 16 novembre del 2010 presentò al Senato l’interrogazione a risposta orale, rivolta ai ministri dell’Interno e della Giustizia. Chiese perché, pur essendo nota la volontà della ’ndrangheta di eliminare Lea, non fossero stati adottati provvedimenti straordinari per garantirne la sicurezza. Domandò anche se il ministro dell’Interno intendesse avviare un’indagine interna sulle cause che avevano condotto alla rinuncia al programma di protezione e sulle responsabilità della mancata tutela.
A sedici anni di distanza, Lumia afferma che quell’interrogazione non ricevette risposta. La protezione di Lea e dell’allora piccola Denise fu gestita in modo «scandaloso» e il sistema continua a considerare i testimoni di giustizia come un problema da chiudere, spesso attraverso la capitalizzazione.
In questa intervista rilasciata in esclusiva a WordNews.it Lumia parla della morte di Denise, della mancata risposta parlamentare, dell’errata classificazione di Lea come collaboratrice anziché testimone di giustizia, delle carenze del programma di protezione e della necessità che la Commissione antimafia ricostruisca l’intera catena delle responsabilità.
L’Italia continua a praticare l’antimafia del giorno “dopo”, quella delle commemorazioni, invece dell’antimafia del giorno prima, capace di proteggere chi è ancora vivo.
Senatore Lumia, qual è stata la sua prima reazione di fronte alla tragica morte di Denise Cosco?
La morte di Denise mi ha sconcertato. Ho provato dolore, dispiacere, tristezza e indignazione: un coacervo di sentimenti per un evento tragico che, per essere più chiari, possiamo descrivere, ricorrendo alla letteratura, come una “Cronaca di una morte annunciata”, il famoso romanzo di Gabriel García Márquez.
Possiamo considerarla soltanto una vicenda personale oppure questa morte chiama direttamente in causa anche lo Stato e il sistema di protezione?
La tragica fine di Denise va oltre i travagli personali che un testimone di giustizia vive con una drammaticità non consueta e, nel suo caso, ancora più devastante sul piano psicologico e familiare. Chiama in causa l’organizzazione dello Stato nel farsi carico di un dovere non delegabile e di primaria responsabilità: la tutela complessiva della vita di chi si affida totalmente alla sua protezione, sul piano della sicurezza e delle condizioni di vita, sul versante sociale e su quello delicatissimo della salute psicologica. Passano gli anni; le leggi adesso sono le migliori possibili, ma l’applicazione concreta è deficitaria. La situazione si aggrava perché si continua a considerare i testimoni di giustizia come un problema, anziché come una risorsa da seguire e promuovere concretamente nel miglior modo possibile.
Il 16 novembre 2010 lei presentò l’interrogazione parlamentare n. 3-01752 sull’omicidio di Lea Garofalo. Chiese perché, nonostante fosse già conosciuta la volontà della ’ndrangheta di eliminarla, non fosse stata adeguatamente protetta. Ricevette mai una risposta chiara? A distanza di sedici anni, possiamo finalmente dire chi non fece il proprio dovere?
Non mi sono mai dato pace. Era tutto prevedibile, tutto già scritto. La mancanza di coraggio, o meglio l’inadempimento del dovere di accertare le responsabilità istituzionali, è un gravissimo limite della nostra storia pubblica. Si cerca sempre di scansare la questione, di coprirsi attraverso cavilli burocratici e di tenersi lontani dal confronto parlamentare, anche quando, con l’istituto delle interrogazioni parlamentari, bisogna dare risposte puntuali. Si è preferito lasciare cadere la questione nel silenzio. Non c’è stata nessuna risposta. Le domande erano, tra l’altro, molto chiare ed estremamente puntuali.
Nella sua interrogazione ricordava che la collaborazione di Lea veniva considerata dalla ’ndrangheta estremamente pericolosa, sia per il contributo fornito alle indagini sia per il valore simbolico della sua ribellione. Se il rischio era conosciuto, la mancata protezione di Lea fu soltanto un errore oppure una grave responsabilità istituzionale?
Da subito, la scandalosa gestione della protezione di Lea Garofalo e dell’allora piccola figlia Denise emergeva in tutta la sua evidenza. Lo Stato, nella sua articolazione di Commissione centrale e Servizio centrale di protezione, si era rivelato del tutto inadeguato e responsabile delle conseguenze. Lea è stata lasciata, in sostanza, in balia dei suoi carnefici ’ndranghetisti interni alla sua famiglia, a cominciare dall’imperdonabile marito, ed esterni, che erano boss altrettanto feroci. In questo caso si sommano errori e responsabilità.
Nel 2012 lei sostenne che Lea dovesse essere considerata una testimone di giustizia perché non era una criminale, non aveva rafforzato l’organizzazione mafiosa e aveva scelto di prenderne le distanze. Quanto pesò, nella sua vicenda, l’errata classificazione come collaboratrice di giustizia? Quell’inquadramento contribuì a privarla delle tutele che avrebbe meritato?
Più volte abbiamo dovuto constatare una divergenza di inquadramento tra la figura del testimone e quella del collaboratore. Ci sono voluti anni per separarle sul piano legislativo, eppure si continua a confondere le due realtà e spesso a danneggiarle entrambe. Pur nelle loro diversità morali, rappresentano un’opportunità per lo Stato per colpire al cuore le organizzazioni mafiose. Era evidente che Lea Garofalo fosse una testimone: soltanto una lettura burocratica e irresponsabile la teneva dentro la cornice della collaborazione. Lea non aveva mai partecipato alla vita dell’organizzazione e non era neanche una complice o una partecipante esterna. Era, semmai, una donna che non sopportava la ’ndrangheta nel suo modo di pensare e di agire, oltre che per i suoi profili criminali. Averla lasciata nel contesto della collaborazione può essere definito un’aggravante, ma ciò non toglie che andasse comunque protetta al meglio delle possibilità dello Stato. Questo non è avvenuto.
Lea denunciò di aver ricevuto un’assistenza legale carente, di essere stata costretta a continui trasferimenti con la figlia, di aver perso il lavoro, la casa e ogni rapporto sociale. Lo Stato le chiedeva di collaborare, ma le stava togliendo progressivamente la possibilità di vivere una vita normale?
Ai testimoni di giustizia come Lea lo Stato chiede tantissimo. Bisogna stravolgere la propria vita, sottoporsi a privazioni micidiali e, nello stesso tempo, correre rischi devastanti per la propria condizione psicologica e per la gestione della vita quotidiana. È spesso uno stillicidio che si consuma mese dopo mese, in ogni trasferimento da una località all’altra, con i tanti “no” ricevuti rispetto ai più elementari diritti. Insomma, la legge prevede tutt’altro, mentre la gestione concreta va nella direzione opposta. Lo abbiamo denunciato più volte in Commissione antimafia, in particolare con Angela Napoli e con dovizia di particolari, ma constato che la situazione, anziché migliorare, si aggrava.
Nella nostra intervista del 2012 lei definì Denise una donna straordinaria, capace di sottrarsi all’omertà familiare e di testimoniare contro il padre e gli zii. Dopo quella testimonianza decisiva, lo Stato ha continuato a considerarla una persona da accompagnare e sostenere oppure ha ritenuto concluso il proprio compito con la fine del processo?
Questa è un’altra condizione intollerabile che ha vissuto Lea e che sopportano tanti altri testimoni di giustizia. Dopo le prime testimonianze, tutto si allenta e le promesse diventano vuote e prive di consistenza. Cominciano a prevalere gli approcci burocratici e i fastidi, fino a spingere alla cosiddetta “capitalizzazione”: tutto si riduce a quel beneficio economico, spesso di misera entità, per liberarsi del problema e far uscire così i testimoni dal programma di protezione. La legge, lo ripeto, prevede tutt’altro.
Lei fu relatore al Senato del disegno di legge sui testimoni di giustizia, poi diventato la legge n. 6 del 2018. Quella riforma prevedeva percorsi personalizzati, assistenza psicologica e reinserimento sociale. Alla luce della morte di Denise, ritiene che la legge sia inadeguata oppure che sia rimasta in larga parte inapplicata?
Non solo rimane ancora inapplicata, ma mi vengono segnalati casi di applicazione burocratica contraria al testo della norma. Mancano inoltre ancora alcuni decreti applicativi, nonostante siano passati otto anni dall’approvazione della legge, nella quale abbiamo veramente provato a prevedere la migliore gestione possibile dei testimoni di giustizia, capovolgendo l’approccio: da problema di cui liberarsi a risorsa di cui farsi carico sempre e nelle più disparate circostanze. Ho letto di recente alcune dichiarazioni di diversi testimoni di giustizia. In particolare, è stato lanciato un appello da Giuseppe Carini, il testimone sul caso di padre Puglisi. A quanto sembra, le loro denunce e proposte di intervento operativo non sono state ancora prese in seria considerazione.
Quando un testimone o un suo familiare esce dal programma di protezione, lo Stato può semplicemente chiudere il fascicolo? Non dovrebbe esistere un organismo indipendente capace di mantenere un contatto, verificare le condizioni psicologiche e intervenire prima che la solitudine diventi irreversibile?
Il fascicolo non si dovrebbe mai chiudere del tutto, anche quando il programma di protezione prevede il cosiddetto reinserimento nella società. Sono tre gli aspetti che non dovrebbero mai essere trascurati, lasciando i testimoni al loro destino: la sicurezza, i diritti fondamentali e il benessere psicologico dei testimoni, che subiscono traumi incancellabili. Tutta la loro vita è in salita, irta di insidie e pericoli. Lo Stato ha quindi il dovere di continuare ad accompagnarli.
Ritiene che la Commissione parlamentare antimafia debba aprire un approfondimento sulla gestione della protezione di Lea e Denise, acquisendo gli atti della Commissione centrale e del Servizio centrale di protezione? Dopo due morti, non è arrivato il momento di ricostruire pubblicamente l’intera catena delle responsabilità?
Certo. La Commissione ha tutti i poteri per andare fino in fondo: dovrebbe richiamare alle proprie responsabilità i vertici istituzionali e attuare i poteri d’inchiesta che le sono propri. Molti testimoni sono stati ascoltati, quindi adesso è il tempo di ottenere delle risposte. Bisognerebbe poi accertare ciò che è realmente avvenuto a danno prima di Lea e ora di Denise, e di tutti gli altri testimoni che vivono una condizione di rischio e di abbandono.
Lea è stata celebrata dopo essere stata uccisa. Denise viene ricordata dopo la sua morte. Perché l’Italia riesce a commemorare le vittime, ma continua a non proteggere adeguatamente i vivi? Che cosa dovrebbe fare oggi, concretamente, il Governo per impedire che la storia di Lea e Denise si ripeta con altri testimoni di giustizia e con i loro figli?
Siamo fermi a quella che ho definito, nel bene e nel male, l’antimafia “del giorno dopo”. Siamo ancora lontani da quella che ci porterebbe alla liberazione dallo strapotere mafioso, cioè l’antimafia “del giorno prima”. Adesso conosciamo in profondità il sistema di potere e le collusioni che le varie mafie sono in grado di sviluppare nella società, nell’economia, nella politica e nelle istituzioni. Siamo nelle condizioni di promuovere una progettualità sistemica e integrata. Questo richiede un Parlamento e un Governo decisi e uniti, al di là delle appartenenze di maggioranza e di opposizione, in modo da concentrarsi su due attualissime priorità: applicare realmente tutte le parti del Codice antimafia, con una verifica annuale delle cose fatte e di quelle ancora da realizzare, a cominciare da quanto sta avvenendo sui territori con il ritorno dei boss mafiosi scarcerati per fine pena o per i permessi premio; dare finalmente coerenza, nella gestione dei testimoni, al dettato normativo. Nella legge, infatti, il diritto al reinserimento lavorativo è reale e invece viene spesso contraddetto; la tutela del diritto alla sicurezza è prevista per sempre e invece viene esercitata a intermittenza; la tutela dei diritti fondamentali, come la salute, è completa, mentre si stenta a renderla tale. Gli esempi potrebbero continuare. Si richiede pertanto una verifica annuale, per ottenere risultati finalmente dignitosi, consentendo alla società civile e allo Stato di incentivare il ricorso alla testimonianza, che è la migliore via per abbattere del tutto il muro dell’omertà, della segretezza e dell’impunità.
L’inchiostro degli ipocriti: tutti ricordano Denise, pochi l’hanno difesa quando era viva

Lea Garofalo e Denise Cosco: tutti gli articoli di WordNews.it
Un archivio di memoria, denuncia e verità
- 19 settembre 2026 – Denise, lo Stato conosceva il rischio: nel 2008 la Relazione denunciava solitudine, traumi e abbandono
- 18 settembre 2026 – Morte di Denise, De Chiara: «Lasciata sola come sua madre Lea»
- 18 settembre 2026 – Angela Napoli: «Lo Stato considera ancora i testimoni di giustizia un peso. Denise non doveva essere abbandonata»
- 17 settembre 2026 – Lea e Denise, il Paese che commemora i morti e abbandona i vivi
- 17 settembre 2026 – Denise, figlia di Lea Garofalo, è morta. Suicidio?
- 16 settembre 2026 – Denise, l’ombra del silenzio e il prezzo del coraggio
- 16 settembre 2026 – Denise, lo Stato sapeva: nel 2014 l’Antimafia parlava di «traumi irreversibili»
- 15 settembre 2026 – Denise, Lea Garofalo e i testimoni di giustizia abbandonati da un Paese senza memoria
- 15 settembre 2026 – Denise Cosco, l’accusa al sistema politico-istituzionale: «Solo responsabilità morale?»
- 14 settembre 2026 – Marisa, la sorella di Lea Garofalo, non sapeva che sua nipote Denise stava morendo. Chi doveva chiamarla?
- 13 settembre 2026 – Lea e Denise, la memoria contro il silenzio: tutti gli articoli di WordNews.it
- 12 settembre 2026 – L’inchiostro degli ipocriti: tutti ricordano Denise, pochi l’hanno difesa quando era viva
- 12 settembre 2026 – Denise Cosco, il dolore di Dioghenes APS
- 11 settembre 2026 – «Dovevamo ammazzare anche Denise Cosco»: tornano di drammatica attualità le parole di Carmine Venturino
- 11 settembre 2026 – Denise, il cordoglio dell’Associazione Joe Petrosino: «Una giovane donna che ha portato una storia più grande di lei»
- 10 settembre 2026 – Denise, il coraggio di una figlia contro la ’ndrangheta
- 10 settembre 2026 – Denise è morta a 35 anni. Possiamo chiamarlo soltanto suicidio?
- 6 luglio 2026 – “Donna del Sud”, la canzone per Lea Garofalo: quando la musica diventa memoria e denuncia
- 5 maggio 2026 – Lea Garofalo, la donna che lo Stato non seppe salvare: a Campobasso la ’ndrangheta provò a rapirla
- 5 maggio 2026 – Lea Garofalo e Giancarlo Siani, la verità che brucia ancora: Armando D’Alterio a WordNews.it
- 4 maggio 2026 – Lea Garofalo e Giancarlo Siani: questa sera su WordNews.it la verità torna al centro
- 3 maggio 2026 – Lea Garofalo e Giancarlo Siani, la verità che brucia ancora: WordNews.it ospita Armando D’Alterio
- 24 aprile 2026 – Lea Garofalo non è una bandiera da sventolare
- 27 febbraio 2026 – Lea Garofalo, il coraggio che la mafia non è riuscita a distruggere
- 26 febbraio 2026 – Due funerali, due Stati: a Torino lo stop al rito di potere, a Petilia lo Stato lasciò sfilare la vergogna
- 10 febbraio 2026 – Tre anni dopo, una risposta che lava tutto? Il caso dei manifesti per Rosario Curcio
- 10 gennaio 2026 – Ergastolo e permessi, gli assassini saranno liberi tra poco? Lea Garofalo è morta due volte
- 24 novembre 2025 – Una fimmina calabrese: così Lea Garofalo sfidò la ’ndrangheta
- 24 novembre 2025 – Marisa Garofalo: «Non c’è stata giustizia per mia sorella»
- 24 novembre 2025 – In memoria di Lea Garofalo: il giardino della vergogna
- 21 novembre 2025 – Minacce alla stampa: il Tribunale di Isernia ammette Dioghenes APS come parte civile nel processo a Elisa Curcio
- 19 novembre 2025 – Lea Garofalo, il coraggio che non muore
- 5 settembre 2025 – Lea Garofalo e il coraggio dimenticato e ritrovato: a Petilia torna l’insegna della memoria
- 31 luglio 2025 – Lea Garofalo due volte uccisa: insegna abbandonata a Petilia e silenzio del Governo sui manifesti per Curcio
- 17 luglio 2025 – “Una fimmina calabrese”: la storia di Lea Garofalo nell’intervista a Paolo De Chiara
- 21 maggio 2025 – Lea Garofalo tradita due volte, dallo Stato e dall’indifferenza: la denuncia di sua sorella Marisa
- 18 maggio 2025 – 30 minuti con Marisa Garofalo: la voce di Lea, la memoria che resiste
- 15 maggio 2025 – Marisa Garofalo a “30 minuti con WordNews.it”: memoria, giustizia e verità
- 15 maggio 2025 – Curcio, funerali tra applausi e minacce: a processo chi ha minacciato
- 22 marzo 2025 – “Una fimmina calabrese” a Palmi: la lezione di legalità di Paolo De Chiara e del procuratore Di Palma
- 20 marzo 2025 – Paolo De Chiara a Stalettì: due incontri su Lea Garofalo e la lotta alla ’ndrangheta
- 19 marzo 2025 – Lea Garofalo e la sfida alla ’ndrangheta: l’esempio di coraggio in “Una fimmina calabrese”
- 2 agosto 2024 – “Una fimmina calabrese” ritorna in Calabria
- 23 febbraio 2024 – Lea Garofalo è viva
- 1 dicembre 2023 – La “bestia” Carlo Cosco, mafioso, assassino ed ergastolano, è nuovamente rientrata al paesello
- 27 novembre 2023 – Lea Garofalo: a Petilia non sanno da che parte stare
- 25 novembre 2023 – In morte di Lea, 14 anni dopo
- 2 settembre 2023 – Funerali del mafioso Curcio, la nota del Comitato: «Lo Stato deve intervenire»
- 21 agosto 2023 – Funerali del mafioso Curcio, per la Prefettura i manifesti sono stati “inopportuni”
- 19 agosto 2023 – Funerali del mafioso Curcio, parla Traina: «Il prefetto deve intervenire per dare un segnale forte»
- 18 agosto 2023 – Funerali del mafioso Curcio, parla Luana Ilardo: «Un gesto penoso»
- 17 agosto 2023 – Funerali del mafioso Curcio, parla don Algemiro: «Una persona che uccide va contro Dio»
- 15 agosto 2023 – Funerali del mafioso Curcio, parla Ravidà: «Il Comune di Petilia Policastro deve essere commissariato»
- 11 agosto 2023 – Funerali del mafioso Curcio, parla il consigliere Fico: «Chi ha partecipato deve dimettersi»
- 10 agosto 2023 – Funerali del mafioso Curcio, l’ODG Molise: «Una volgare aggressione per WordNews.it e il direttore Paolo De Chiara»
- 8 agosto 2023 – Funerali del mafioso Curcio: «Vi dovevate dimettere già da tempo»
- 7 agosto 2023 – Funerali del mafioso Curcio, parla il capogruppo della minoranza: «Hanno combinato un pasticcio»
- 6 agosto 2023 – Funerali del mafioso Curcio, interviene Salvatore Borsellino: «C’è soltanto da vomitare»
- 5 agosto 2023 – Funerali del mafioso Curcio, parla Pino Cassata: «Un cattivo esempio per i giovani»
- 4 agosto 2023 – Funerali del mafioso Curcio: non potevano mancare le inutili minacce
- 3 agosto 2023 – Il caso in Parlamento: ci sarà una risposta del Governo per i manifesti e i festosi funerali dell’assassino Curcio?
- 31 luglio 2023 – Funerale del mafioso Curcio: restiamo in attesa delle risposte del vicesindaco di Petilia
- 30 luglio 2023 – Funerali del mafioso Curcio: era presente anche il vicesindaco di Petilia?
- 29 luglio 2023 – Funerali del mafioso Curcio, per Gennaro Ciliberto «un segnale di potenza»
- 28 luglio 2023 – Funerali del mafioso Curcio: le reazioni social dopo le dimissioni dell’assessora Berardi
- 27 luglio 2023 – Funerali Curcio: è caduta la prima testa
- 27 luglio 2023 – Funerali Curcio, parla il sindaco in Consiglio comunale: «Una enorme bufera mediatica»
- 26 luglio 2023 – Vicenda Curcio, parla Brugnano: «Se il sindaco non vuole dimettersi, rimuova l’assessora»
- 23 luglio 2023 – Petilia, la presenza dell’assessora al funerale del killer Curcio approda in Consiglio comunale
- 22 luglio 2023 – Funerale festoso per il killer, Piera Aiello: «Vergognatevi e andatevene a casa»
- 21 luglio 2023 – E se Curcio, ergastolano ’ndranghetista, non si fosse suicidato?
- 20 luglio 2023 – Funerali Curcio, Stefania Ascari: «Una vergogna, presenterò un’interrogazione parlamentare»
- 19 luglio 2023 – Parla il prete che ha celebrato il funerale di Curcio: «Nessun divieto da parte della diocesi»
- 17 luglio 2023 – Manifesti funebri per il massacratore di Lea Garofalo, Angela Napoli: «Sono indignata»
- 16 luglio 2023 – Il video del funerale di Curcio, l’ergastolano condannato per la distruzione del cadavere di Lea
- 14 luglio 2023 – Manifesto per la morte del killer Curcio: dopo la tempesta arrivano le scuse del sindaco
- 13 luglio 2023 – Omicidio Lea Garofalo: i festosi funerali per l’ergastolano Curcio
- 3 luglio 2023 – Dopo il suicidio di Curcio parla l’ex legale: «Non si è potuto rifiutare»
- 30 giugno 2023 – Omicidio Lea Garofalo: si è impiccato nel carcere di Opera l’ergastolano Rosario Curcio
- 30 giugno 2023 – Il filo rosso che collega gli infarti e i suicidi
- 5 maggio 2023 – Lea Garofalo: 14 anni fa il tentato sequestro di Campobasso
- 7 aprile 2023 – Marisa Garofalo: «Non sono una mafiosa, denuncio la serie The Good Mothers»
- 10 marzo 2023 – Quando verrà riposizionata la panchina dedicata a Lea?
- 1 marzo 2023 – Una storia di Calabria, una storia di Milano
- 3 febbraio 2023 – “Una fimmina calabrese”: così Lea Garofalo sfidò la ’ndrangheta
- 26 novembre 2022 – Il sindaco di Petilia Policastro: «Non abbiamo dimenticato Lea»
- 18 novembre 2022 – “Una fimmina calabrese”, da oggi in tutte le librerie e online
- 12 novembre 2022 – Lea Garofalo, 13 anni dopo: la presentazione del libro a Petilia Policastro
- 11 novembre 2022 – Lea Garofalo è viva: nessun silenzio davanti alla sua storia
- 2 ottobre 2022 – Scempio a Pagliarelle: colpita la pietra che ricorda Lea Garofalo
- 6 settembre 2022 – Carlo Cosco, l’ergastolano parlante: non fate demagogia pietosa
- 8 agosto 2022 – Una pietra d’inciampo per Lea Garofalo 2
- 2 agosto 2022 – Una pietra d’inciampo per Lea Garofalo
- 24 luglio 2022 – Tutti dovremmo prendere esempio dal coraggio di Lea Garofalo
- 24 luglio 2022 – La rabbiosa reazione dei Cosco
- 22 luglio 2022 – Carlo Cosco, la “bestia”, si sta riorganizzando sul territorio
- 20 luglio 2022 – Una strada per Lea Garofalo a Pagliarelle
- 16 luglio 2022 – Il ritorno della “bestia” Carlo Cosco
- 10 luglio 2022 – Una montagna di sterco
- 8 marzo 2022 – Il coraggio di dire no: la poesia
- 6 marzo 2022 – Il coraggio di dire no a Taurianova
- 24 novembre 2021 – Per non dimenticare la “fimmina calabrese” che sfidò la schifosa ’ndrangheta
- 22 novembre 2021 – In ricordo di Lea Garofalo e Giusy Potenza
- 19 novembre 2021 – Lea Garofalo, il coraggio di dire no
- 3 novembre 2021 – Superate le 15 mila firme per la “fimmina” che sfidò la schifosa ’ndrangheta
- 28 ottobre 2021 – Una strada per Lea Garofalo a Campobasso
- 29 settembre 2021 – Lea Garofalo fa ancora paura
- 30 luglio 2021 – Percorsi di lettura e di antimafia sociale: si parla di Lea Garofalo
- 5 maggio 2021 – Lea Garofalo, 5 maggio 2009: il tentato sequestro di Campobasso
- 24 novembre 2020 – Lea Garofalo, la testimone di giustizia abbandonata dallo Stato e bruciata dalla ’ndrangheta
- 23 novembre 2020 – Lea Garofalo è una testimone di giustizia
- 22 novembre 2020 – Il grido d’aiuto inascoltato di Lea Garofalo
- 21 ottobre 2020 – Dedicato a Lea Garofalo il giardino di viale Montello
- 5 maggio 2020 – Undici anni dopo
- 5 maggio 2020 – Lea Garofalo, il tentato sequestro di Campobasso
- 5 maggio 2020 – Con Lea Garofalo siamo stati tutti poco sensibili
- 8 marzo 2020 – Una panchina rossa per Lea
- 8 marzo 2020 – Lea, in vita, non è stata mai creduta
- 26 gennaio 2020 – Canusia, tra cultura popolare e impegno civile
- 13 gennaio 2020 – Lea Garofalo, il prete che nega l’evidenza: «Mai conosciuta»
Premio nazionale Lea Garofalo
V edizione – Padula (2026)
- 24 luglio 2026 – “Testimoni del nostro tempo”: quattro edizioni di coraggio, la quinta tappa sarà a Padula
- 6 luglio 2026 – Premio Nazionale Lea Garofalo 2026, aperto il bando della V edizione: studenti chiamati a raccontare la lotta alle mafie
- 5 luglio 2026 – Lea Garofalo e Joe Petrosino, due vite contro le mafie: a Padula la V edizione del Premio Nazionale Lea Garofalo
- 3 luglio 2026 – Premio Nazionale Lea Garofalo, la quinta edizione a Padula: tre giorni di memoria, scuola e impegno contro le mafie
IV edizione – Cremona (2025)
- 11 gennaio 2026 – Quando la memoria diventa azione: la lezione di Giancarlo Costabile al Premio Lea Garofalo
- 10 gennaio 2026 – Quando il silenzio diventa servizio: la premiazione di Pellegrino Passariello al Premio Lea Garofalo
- 1 gennaio 2026 – Premio Lea Garofalo a Cremona, Leopoldo Di Filippo: «La scuola è l’ultimo luogo dove si costruisce coscienza critica»
- 26 dicembre 2025 – La libertà che uccide: dal Premio Lea Garofalo l’accusa di Di Filippo contro sfruttamento, morti sul lavoro e mafie
- 9 dicembre 2025 – “Io sono Lea”: il monologo di Paolo De Chiara squarcia il silenzio nella Sala dei Quadri di Cremona
- 8 dicembre 2025 – Marisa Garofalo al Cimitero Monumentale: «La vera condanna la stiamo scontando noi»
- 6 dicembre 2025 – “Quando una donna rompe il silenzio, lo Stato deve esserci”: il sindaco Virgilio e la lezione di Lea Garofalo a Cremona
- 5 dicembre 2025 – “La lezione di Lea Garofalo è un faro per i giovani”: l’intervento vibrante dell’On. Angela Napoli alla 4ª edizione del Premio nazionale a Cremona
- 5 dicembre 2025 – L’Italia che non vuole vedere. Perché il Premio Lea Garofalo è una necessità civile
- 4 dicembre 2025 – Marisa Garofalo rompe il silenzio: la verità negata su Lea e lo Stato che non l’ha protetta
- 3 dicembre 2025 – “Se Lea Garofalo è morta è perché qualcosa non ha funzionato”: la lezione civile della procuratrice Alessandra Dolci
- 2 dicembre 2025 – “Il silenzio degli altri”: la lezione scomoda di Gennaro Ciliberto che ha travolto il Premio Lea Garofalo
- 30 novembre 2025 – Quando le parole non bastano: il cortocircuito al Premio Lea Garofalo
- 28 novembre 2025 – Un minuto di silenzio per Fabio Perri: il Premio Lea Garofalo ricorda una vita spezzata troppo presto
- 27 novembre 2025 – Mafie, economia e lavoro: l’ultimo appuntamento della IV edizione del Premio Nazionale Lea Garofalo
- 25 novembre 2025 – IV Edizione del Premio Nazionale Lea Garofalo, il programma della terza giornata
- 25 novembre 2025 – IV EDIZIONE PREMIO NAZIONALE LEA GAROFALO: la giornata dedicata alle opere degli Studenti
- 24 novembre 2025 – IV Edizione Premio Nazionale Lea Garofalo, il programma della seconda giornata
- 24 novembre 2025 – Quando la memoria diventa voce: Silvia e Claudia Pinelli al Premio Nazionale Lea Garofalo
- 17 maggio 2025 – Premio Nazionale Lea Garofalo 2025: al via la quarta edizione dedicata alle donne e alla violenza mafiosa
- 16 aprile 2025 – Premio Nazionale Lea Garofalo: il podcast su Spotify e la IV edizione a Cremona
III edizione – Cittanova, Reggio Calabria (2024)
- 17 dicembre 2024 – Premio Nazionale Lea Garofalo, il secondo contributo da Cremona
- 16 dicembre 2024 – Premio Nazionale Lea Garofalo, il contributo da Cremona
- 7 dicembre 2024 – Stefano Mormile: «La storia di Umberto ha almeno due assonanze con la storia di Lea Garofalo»
- 5 dicembre 2024 – Giovanni Impastato: «Ci sono tanti punti in comune tra la storia di mio fratello e quella di Lea Garofalo»
- 3 dicembre 2024 – Filippo Giovinazzo: «Dopo tantissimi anni riuscire ad avere giustizia è importante»
- 1 dicembre 2024 – Premio Nazionale Lea Garofalo, il contributo dal Molise
- 1 dicembre 2024 – Nino Melito Petrosino: «La storia di Lea si può paragonare a quella di Joe Petrosino»
- 30 novembre 2024 – L’Auser Venafro Aps partecipa alla III edizione del Premio Nazionale “Lea Garofalo”
- 30 novembre 2024 – Maurizio Caprino: «La mafia che ha trucidato Lea Garofalo è meno visibile»
- 29 novembre 2024 – La chiusura della III Edizione del Premio Nazionale Lea Garofalo
- 29 novembre 2024 – Giuseppe Tarantino: «La storia di Lea Garofalo è un esempio rispetto a tanti testimoni di giustizia»
- 24 novembre 2024 – Giovanni Impastato: «Esiste un legame forte tra Peppino e Lea Garofalo»
- 22 novembre 2024 – Premio Nazionale Lea Garofalo: domani la terza giornata
- 21 novembre 2024 – Premio Nazionale Lea Garofalo: domani la seconda giornata
- 21 novembre 2024 – Ecco i Premiati della III Edizione del Premio Nazionale Lea Garofalo
- 21 novembre 2024 – Uno schiaffo in faccia alla schifosa ’ndrangheta
- 20 novembre 2024 – Al via la III Edizione Premio Nazionale Lea Garofalo: domani la prima giornata
- 20 novembre 2024 – «Lea si è ribellata a un sistema mafioso e ha pagato con la sua vita»
- 6 novembre 2024 – Al via la III Edizione del Premio Nazionale Lea Garofalo
- 16 agosto 2024 – Premio Nazionale LEA GAROFALO, aiutaci con una donazione
- 14 agosto 2024 – Contribuisci anche tu per la 3^ edizione del PREMIO NAZIONALE Lea Garofalo
- 26 maggio 2024 – Tutto pronto per la 3^ edizione del Premio Nazionale LEA GAROFALO
II edizione – Casoli, Chieti (2023)
- 2 febbraio 2024 – PREMIO NAZIONALE LEA GAROFALO: straordinario successo per la 2^ edizione
- 3 gennaio 2024 – Premio Nazionale Lea Garofalo 2023 a Marisa Garofalo
- 31 dicembre 2023 – Premio Nazionale Lea Garofalo 2023 a Raimondo Semprevivo
- 28 dicembre 2023 – Premio Nazionale Lea Garofalo 2023 a Roberto Di Bella
- 26 dicembre 2023 – Premio Nazionale Lea Garofalo 2023 a Giuseppe Lombardo
- 20 dicembre 2023 – Premio Nazionale Lea Garofalo 2023 a Sonia Alfano
- 18 dicembre 2023 – Premio Nazionale Lea Garofalo 2023 a Pino Finocchiaro
- 16 dicembre 2023 – Premio Nazionale Lea Garofalo 2023 a Gennaro Ciliberto
- 14 dicembre 2023 – Premio Nazionale Lea Garofalo 2023 a Michelangelo Di Stefano
- 12 dicembre 2023 – Premio Nazionale Lea Garofalo 2023 a Tonino Braccia
- 10 dicembre 2023 – Premio Nazionale Lea Garofalo 2023 a Fortunato Zinni
- 8 dicembre 2023 – Premio Nazionale Lea Garofalo 2023 a Luigi de Magistris
- 6 dicembre 2023 – Premio Nazionale Lea Garofalo 2023 a Lina Calandra
- 4 dicembre 2023 – Premio Nazionale Lea Garofalo 2023 a Brizio Montinaro
- 2 dicembre 2023 – Premio Nazionale Lea Garofalo 2023 a Piera Aiello
- 30 novembre 2023 – Premio Nazionale Lea Garofalo, la mattina della quarta giornata
- 29 novembre 2023 – Premio Nazionale Lea Garofalo, il pomeriggio della terza giornata con Luigi de Magistris
- 28 novembre 2023 – Premio Nazionale Lea Garofalo, la mattina della terza giornata
- 27 novembre 2023 – Premio Nazionale Lea Garofalo, il pomeriggio della seconda giornata
- 24 novembre 2023 – Premio Nazionale Lea Garofalo, la mattina della seconda giornata
- 24 novembre 2023 – Premio Nazionale Lea Garofalo: oggi la quarta giornata
- 23 novembre 2023 – Premio Nazionale Lea Garofalo, il pomeriggio della prima giornata
- 23 novembre 2023 – Premio Nazionale Lea Garofalo: oggi la terza giornata
- 23 novembre 2023 – Premio Nazionale Lea Garofalo, la mattina della prima giornata
- 21 novembre 2023 – Premio Nazionale Lea Garofalo, i PREMIATI della 2^ edizione
- 21 novembre 2023 – Premio Nazionale Lea Garofalo: domani la seconda giornata
- 20 novembre 2023 – Al via il Premio Nazionale Lea Garofalo: domani la prima giornata
- 13 novembre 2023 – Premio Nazionale Lea Garofalo, parla Angela Napoli: «La mafia oggi è molto più pericolosa di prima»
- 3 novembre 2023 – Premio Nazionale Lea Garofalo, ecco il PROGRAMMA ufficiale degli eventi
- 21 ottobre 2023 – Premio Nazionale Lea Garofalo, a breve il Programma ufficiale della 2^ edizione
- 12 settembre 2023 – Ecco la seconda edizione del Premio Nazionale LEA GAROFALO
- 9 agosto 2023 – Premio Nazionale Lea Garofalo. Aiutaci con una donazione
- 16 marzo 2023 – A Casoli la seconda edizione del Premio Nazionale Lea Garofalo
- 8 marzo 2023 – Tutto pronto per la 2^ edizione del Premio Nazionale Lea Garofalo
- 17 febbraio 2023 – II edizione PREMIO NAZIONALE LEA GAROFALO
I edizione – Petilia Policastro (2022)
- 19 dicembre 2022 – Premio Nazionale Lea Garofalo 2022
- 18 dicembre 2022 – Premio Nazionale Lea Garofalo, parla Catia Silvia: «Mai abbassare la testa»
- 12 dicembre 2022 – Premio Nazionale Lea Garofalo 2022, il video integrale dell’evento di Petilia Policastro
- 11 dicembre 2022 – Premio Nazionale Lea Garofalo 2022 a Marisa Garofalo
- 10 dicembre 2022 – Premio Nazionale Speciale Lea Garofalo 2022 a Salvatore Borsellino
- 9 dicembre 2022 – Premio Nazionale Lea Garofalo 2022 a Renato Cortese
- 8 dicembre 2022 – Premio Nazionale Lea Garofalo 2022 a Dario Vassallo
- 7 dicembre 2022 – F I M M I N A: Premio Nazionale Lea Garofalo 2022
- 7 dicembre 2022 – Premio Nazionale Lea Garofalo 2022 a Mario Ravidà
- 6 dicembre 2022 – Premio Nazionale Lea Garofalo 2022 a Francesco Coco
- 5 dicembre 2022 – Premio Nazionale Lea Garofalo, parla il presidente onorario Ciliberto: «Una giornata importante e emozionante»
- 5 dicembre 2022 – Premio Nazionale Speciale Lea Garofalo 2022 a Luciano Traina
- 5 dicembre 2022 – A Lea
- 4 dicembre 2022 – Premio Nazionale Lea Garofalo, le riflessioni del dott. Ferdinando Bianchini
- 4 dicembre 2022 – Premio Nazionale Lea Garofalo 2022 a due carabinieri di Petilia Policastro
- 4 dicembre 2022 – Gli occhi dell’innocenza
- 3 dicembre 2022 – Premio Nazionale Lea Garofalo 2022 a Luana Ilardo
- 3 dicembre 2022 – “Una fimmina calabrese”: l’intervista con Paolo De Chiara
- 3 dicembre 2022 – Il silenzio urla il tuo nome, Lea
- 2 dicembre 2022 – Dopo il Premio Nazionale Lea Garofalo arrivano le intimidazioni al Sindaco di Roccabernarda: «La ‘ndrangheta è una zavorra»
- 2 dicembre 2022 – Premio Nazionale Lea Garofalo 2022 a Giuseppe Cassata
- 1 dicembre 2022 – Premio Nazionale Speciale Lea Garofalo 2022 ad Angela Napoli
- 30 novembre 2022 – Premio Nazionale Lea Garofalo 2022 a Giuseppe Antoci
- 28 novembre 2022 – Premio Nazionale Lea Garofalo 2022 all’appuntato scelto, già campione del mondo, Rosario Conti
- 27 novembre 2022 – Premio Nazionale Lea Garofalo 2022 al magistrato Sebastiano Ardita
- 27 novembre 2022 – Lettera a Lea
- 26 novembre 2022 – Premio Nazionale Lea Garofalo: «C’erano tutti ma mancava l’Arma dei carabinieri»
- 26 novembre 2022 – Ingiustizia
- 25 novembre 2022 – Ecco i vincitori della prima edizione del Premio Nazionale Lea Garofalo
- 24 novembre 2022 – Una canzone sulla storia di Lea
- 23 novembre 2022 – PREMIO NAZIONALE LEA GAROFALO: un successo per la prima giornata
- 23 novembre 2022 – Lettera a Denise 2
- 22 novembre 2022 – Lettera a Denise
- 10 novembre 2022 – Al via il PREMIO NAZIONALE Lea Garofalo
- 4 novembre 2022 – PREMIO NAZIONALE Lea Garofalo, il programma ufficiale
- 28 ottobre 2022 – Contribuisci anche tu per la prima edizione del PREMIO NAZIONALE Lea Garofalo
- 4 ottobre 2022 – LEA GAROFALO, ecco il Bando della 1^ edizione del Premio Nazionale
- 23 settembre 2022 – Premio Nazionale Lea Garofalo, tutto pronto per la tre giorni di eventi in Calabria
- 14 agosto 2022 – PREMIO NAZIONALE LEA GAROFALO
- 11 agosto 2022 – Al via la prima edizione del PREMIO NAZIONALE LEA GAROFALO



