Oggi un mio interlocutore, che legge le opinioni critiche che esprimo sulla maggioranza politica che ci governa, mi ha chiesto se sono di sinistra.
Ho risposto che, per quanto mi riguarda, la questione è diversa.
Preferisco dire che sono un credente nel messaggio del Vangelo e, al contempo, un convinto assertore dei princìpi fondamentali della nostra Costituzione e della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.
Avverso tutto ciò che contrasta con essi.
Se si domanda ad un marxista cosa vuole il marxismo si avrà una risposta concisa e pregnante: la rivoluzione, la socializzazione dei mezzi di produzione, la società senza classi e disuguaglianze sociali, la democrazia, l’uomo nuovo.
E cosa vuole il cristianesimo?
Amore verso tutti gli esseri umani, la bontà, la giustizia, la solidarietà, la pace, uno scopo nella vita, l’uomo nuovo.
Può accadere che persone diverse dicano cose spesso uguali.
Anche molti non cristiani o atei propugnano l’amore, la giustizia, la bontà, la solidarietà, la pace, una finalità nella vita.
E non di rado nella prassi concreta perseguono questi ideali con grande slancio.
Allora, ho detto infine al mio interlocutore, sono disponibile a intraprendere un percorso comune, in maniera laica, con chiunque condivida i miei valori, sono schierato dalla parte della persona umana nella sua totalità, una persona che, come diceva il filosofo Maritain, viva nella prospettiva di un “umanesimo integrale”.
Confesso che oggi ho difficoltà a sentirmi pienamente rappresentato dalla politica del nostro Paese, e preferisco impegnarmi nella società civile per testimoniare i valori nei quali credo.
A questo punto è arrivata l’ultima domanda, la più difficile: alle prossime elezioni a chi darai il voto?
Ho risposto che sceglierò per approssimazione
sulla base del concreto contesto storico e politico.
E magari, dopo, gli farò sapere.



