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Lea, Denise e Carlo Cosco: la strategia del “riavvicinamento”

I rapporti ripresi tra Denise e il padre condannato per l’omicidio di Lea sono ora al centro delle varie "inchieste". Ma la storia impone di guardare più lontano: il "riavvicinamento" familiare fu già utilizzato per attirare Lea nelle trappole di Campobasso e Milano. Dai sette anni fallimentari nel programma di protezione ai permessi concessi a Carlo e Vito Cosco, dai funerali di Rosario Curcio alle minacce contro WordNews.it: gli elementi da collegare e le domande alle quali lo Stato deve rispondere.

by Paolo De Chiara
23 Settembre 2026
in Il "Moscone", la rubrica del Direttore
Reading Time: 42 mins read
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…in risposta alla mia interrogazione, mi fu detto che Lea aveva rinunciato alla protezione e che, quindi, lo Stato non aveva più nulla da fare. Io, invece, sono convinta che alla base di tutto debba essere posto un dato: la mafia non perdona e la ’ndrangheta, in particolare, non dimentica. Possono passare gli anni e può sembrare che non accada nulla, ma la persona che ha denunciato determinati fatti rimane sempre nel mirino della mafia e, nel caso specifico, della ’ndrangheta.

Intervista di Angela Napoli, WordNews.it, 18 settembre 2026


Nelle ultime ore i grandi giornali hanno scoperto l’acqua calda: Denise aveva ripreso i rapporti con il padre Carlo Cosco, l’uomo condannato in via definitiva all’ergastolo per aver organizzato l’omicidio di sua madre Lea Garofalo. I contatti tra i due andavano avanti da almeno quattro anni e non da pochi mesi come sostiene qualcuno. Si sono rivisti, si telefonavano e si videochiamavano. 

Scrive Angela Napoli: “Sembrerebbe che il padre di Denise, Carlo Cosco, condannato all’ergastolo per aver ucciso la povera Lea Garofalo, mamma di Denise, oltre ad aver usufruito di permessi, grazie ai quali si recava nel suo paese, Petilia Policastro, in carcere fosse persino in possesso di un cellulare, attraverso il quale con probabilità aveva contatti con la povera Denise. Gli inquirenti accerteranno se la povera Denise sia stata sottoposta ad istigazioni al suicidio.
Ma io chiedo a me stessa quando in Italia verrà garantita la certezza della pena?“.

Ora la Procura di Velletri sta verificando quali contatti siano avvenuti, con quale frequenza e quale rapporto fosse stato ristabilito. I telefoni e la posta elettronica di Denise sono al vaglio degli investigatori. Il fascicolo per istigazione al suicidio è, al momento, contro ignoti.

Oggi si parla – in maniera poco delicata (lo stesso errore fatto con sua madre Lea) – di dipendenze, fragilità, rapporti familiari e del figlio di quattro anni. Sono elementi che potranno avere un valore investigativo, ma non possono diventare la comoda spiegazione di tutto. Non devono trasformarsi nell’ennesima etichetta cucita addosso a una donna che, sin da piccola, ha dovuto affrontare la ’ndrangheta, la morte della madre, i processi, il programma di protezione, il cambio d’identità e una vita trascorsa portando sulle spalle colpe che non erano sue.

Il riavvicinamento con l’assassino ‘ndranghetista Carlo Cosco ha avuto un peso negli ultimi anni e negli ultimi giorni? Da chi è stato voluto, da “Chiara Rossi”, il nome di copertura di Denise o da quell’ergastolano di suo padre?

Nella drammatica storia di Lea Garofalo, il “riavvicinamento” ha rappresentato una strategia.

La ’ndrangheta non dimentica

Angela Napoli, già parlamentare e vicepresidente della Commissione parlamentare antimafia, lo ha ricordato con parole precise:

«La mafia non perdona e la ’ndrangheta, in particolare, non dimentica. Possono passare gli anni e può sembrare che non accada nulla, ma la persona che ha denunciato determinati fatti rimane sempre nel mirino».

È una chiave di lettura?

La ’ndrangheta sa aspettare. Le minacce erano già arrivate, lo abbiamo ricordato nel nostro articolo («Dovevamo ammazzare anche Denise Cosco»: tornano di drammatica attualità le parole di Carmine Venturino). I mafiosi sanno aspettare. Possono mostrare – come già accaduto con Lea – un volto apparentemente rassicurante.

Quella strategia è stata tentata ancora una volta con Denise?

La nostra è un’ipotesi che può essere confermata oppure smentita.


L’inchiostro degli ipocriti: tutti ricordano Denise, pochi l’hanno difesa quando era viva


Sette anni faticosissimi dentro il sistema di protezione

Lea Garofalo e sua figlia entrarono nel programma di protezione nel 2002. Vi rimasero, tra esclusioni e riammissioni (sentenza sfavorevole del Tar e sentenza favorevole del Consiglio di Stato), fino al 2009: sette lunghi anni di precarietà, trasferimenti, isolamento e difficoltà economiche. Lea aveva raccontato omicidi, traffici di droga, faide e interessi criminali delle famiglie legate alla ’ndrangheta tra la Calabria e Milano. Per anni non è stata ritenuta credibile. Solo con la morte le sue parole sono state utilizzate per compiere degli arresti. 

Nell’aprile 2009 rinunciò definitivamente alle misure. Una scelta libera? Uscì perché non sopportava più quella vita di stenti, di maltrattamenti e di offese gratuite (“pentita”, “tossica”, “puttana”).

Il primo riavvicinamento: la figlia come argomento e come esca

Dopo circa sette anni Lea e Carlo Cosco tornarono a incontrarsi. La ragione era Denise: il suo futuro, la scuola, la necessità di costruirle una vita normale. Madre e padre si incontrarono in Calabria. Una sera – il periodo era quello pasquale – andarono a mangiare un cornetto a Botricello. Dietro quella apparente normalità si muoveva il progetto del vigliacco Carlo Cosco. Ma la ricercata occasione calabrese non si trasformò nell’agguato immaginato. Il gruppo criminale fu incapace di portare a termine il piano. Il “riavvicinamento” non si interruppe.

I due, madre e padre, presero una decisione: Denise doveva ritornare in Molise per terminare l’anno scolastico. Fu proprio Carlo Cosco a occuparsi di tutto. Fu lui ad allacciare i rapporti con l’agenzia immobiliare per l’appartamento di via Sant’Antonio Abate 58, in Campobasso.

Con Lea e Denise rientrarono in Molise anche Carlo Cosco e sua madre, Piera Bongera. A Lea non fu inizialmente consentito di dormire nel piccolo appartamento. Rimase per qualche giorno esclusa, in automobile. Stanca di quella situazione, entrò in casa e affrontò duramente la suocera, arrivando a sputarle in faccia. Carlo Cosco non reagì: riaccompagnò la madre in Calabria e lasciò Campobasso.

La strategica e silenziosa ritirata del vighiacco calabrese non rappresentò la fine del suo piano criminale.

La lettera a Napolitano che nessuno volle pubblicare e ascoltare

Il 28 aprile 2009 Lea scrisse – si trovava a casa della sorella Marisa – al peggior presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Si definì una giovane madre «disperata, allo stremo delle sue forze psichiche e mentali». Raccontò sette anni di protezione provvisoria, l’assenza di autonomia, le difficoltà economiche, gli errori compiuti nella gestione della sua posizione e la disperazione di una donna che cercava di salvare se stessa e sua figlia. Cercava aiuto, che mai arrivò. 

Per Pasquale Cascella, allora consigliere per la stampa del presidente Napolitano, quella lettera non arrivò mai al Quirinale. La stessa missiva venne inviata anche a importanti giornali nazionali. Nessuno la pubblicò mentre Lea era viva. Comparve sulle pagine dei giornali soltanto dopo la sua morte. 

È il metodo del Paese del giorno dopo: il Paese che ignora i vivi, pubblica i loro appelli quando non possono più parlare e li trasforma in simboli.


Lea e Denise, il Paese che commemora i morti e abbandona i vivi


5 maggio 2009: il falso tecnico della lavatrice

Lea e Denise, dopo la parentesi della madre di Carlo Cosco, andarono a Roma per il concerto del Primo Maggio e rientrarono a Campobasso la mattina del 5 maggio. Quella mattina Denise non andò a scuola. Il padre provò a contattarla diverse volte, ma trovò il telefono spento. Nell’appartamento di via Sant’Antonio Abate la lavatrice era guasta. Carlo Cosco lo sapeva. E alla porta si presentò Massimo Sabatino (un pluripregiudicato di Pagani, in provincia di Salerno, vicinissimo ai Cosco), fingendosi il tecnico incaricato della riparazione.

Non era un tecnico. Era stato mandato per sequestrare Lea. L’agguato fallì perché Denise era in casa. La ragazza reagì, colpì Sabatino a calci e pugni e costrinse l’uomo a fuggire. L’ordine degli animali calabresi era chiaro: non bisognava “toccare” Denise. L’ordinanza cautelare ricostruì l’irruzione e, proprio grazie al Procuratore della DDA Armando D’Alterio, un magistrato tenace (protagonista dell’omicidio Siani), si ebbe la svolta del caso, derubricato a Milano come una semplice “lite familiare”. 

Quando arrivarono i carabinieri – secondo alcuni testimoni – venne trovato un pezzo di hashish. Quel particolare finì per spostare l’attenzione: Lea, invece di essere immediatamente riconosciuta come la vittima di un agguato (già inserita nel programma di protezione), venne trattata come una “tossica”. 

Il piano criminale fu reso possibile dalle informazioni raccolte durante il “riavvicinamento”. Quella bestia di Carlo Cosco conosceva la casa, conosceva il guasto. Conosceva gli orari scolastici di Denise.

Firenze, il maglioncino rosso e la nuova trappola

Dopo il fallito agguato, Lea e Denise lasciarono Campobasso e tornarono in Calabria. Nel novembre 2009 Lea doveva comparire in un processo a Firenze per un episodio nato da un litigio con una giovane che aveva offeso Denise. L’udienza venne rinviata. In quei giorni Denise vide un maglioncino rosso in una vetrina. Lea non aveva il denaro per comprarlo. La ragazza ricontattò suo padre. “Ci penso io, vieni a Milano” avrebbe detto il mafioso. 

Secondo le ricostruzioni processuali, inizialmente pensarono di eliminare Lea a Firenze. Avevano trovato anche un posto. Ma il piano fu considerato troppo rischioso. Il mafioso Cosco attirò Denise a Milano, sapendo che la madre l’avrebbe seguita. Ancora una volta, la figlia diventava il punto debole per raggiungere Lea.

Milano: i piani falliti prima dell’ultimo agguato

Nei giorni trascorsi a Milano furono predisposti diversi piani, saltati all’ultimo momento. Durante l’ultima cena di Lea con Denise e la bestia ‘ndranghetista Cosco (che faceva finta di sembrare diverso), un furgone era pronto all’esterno del locale. Il progetto era prelevare la donna quando fosse uscita per fumare. Lea, quella sera, non uscì.

La trappola scattò il 24 novembre 2009. Madre e figlia passeggiavano nei pressi dell’Arco della Pace, dovevano rientrare in treno la stessa sera in Calabria. Ad un certo punto arrivò Carlo Cosco. Lea si rifiutò di andare a trovare i parenti in viale Montello (il comprensorio di proprietà dell’Ospedale Maggiore di Milano lasciato tre trent’anni nelle mani della ‘ndrangheta). Denise, invece, andò. Lo scudo vitale di Lea fu allontanato, per sempre.

Rimasta sola, Lea tentò di telefonare alla sorella Marisa. Senza successo. La bestia tornò e, con una banale scusa, la condusse nell’appartamento di piazza Prealpi che era stato messo a disposizione dei Cosco.

Lea venne colpita e strangolata. Il corpo senza vita fu nascosto in alcuni cartoni. Bisognava portarlo in una zona industriale, a San Fruttuoso (in provincia di Monza). I telefoni erano bollenti quella notte, tutti erano alla ricerca delle chiavi di quella struttura. Fu trasportato il giorno successivo, nonostante Denise avesse già denunciato ai carabinieri di Milano la scomparsa della madre.

A San Fruttuoso il corpo di Lea venne bruciato per tre giorni.

La sentenza definitiva ha riconosciuto Carlo Cosco quale organizzatore dell’omicidio, insieme agli altri condannati. La Cassazione rese definitive le condanne il 18 dicembre 2014. 

In primo grado Carmine Venturino, all’epoca legato sentimentalmente a Denise (per essere controllata meglio dal padre), fu condannato all’ergastolo. Successivamente, con l’inizio del processo di Appello, decise di collaborare. Indicò le modalità (non l’acido per distruggere il corpo) e il luogo in cui erano stati nascosti i resti. Durante gli scavi nel terreno di San Fruttuoso vennero recuperati in un tombino 2.810 frammenti ossei carbonizzati e la collana di Lea.

Lo stato dei resti non consentì una comparazione genetica. Quella collana venne riconosciuta da Denise durante il processo. Venturino ottenne in appello la riduzione della pena a 25 anni. Carlo e Vito Cosco, Massimo Sabatino e Rosario Curcio furono condannati definitivamente all’ergastolo. Giuseppe Cosco venne assolto, dopo la condanna all’ergastolo in primo grado.

Il piano criminale di Carlo Cosco era stato portato a termine: avvicinare, isolare, uccidere e cancellare Lea.

Denise sapeva chi aveva ucciso sua madre

Aveva compreso subito che Carlo Cosco era coinvolto nella scomparsa della madre. In un filmato relativo a un colloquio in carcere si vede la ragazza chiudersi nel silenzio, alzarsi, voltarsi verso il muro e piangere. Il padre capì il pericolo. Denise scelse poi di testimoniare. Si costituì parte civile contro suo padre. Riconobbe i gioielli bruciati di Lea. Seppe inoltre, dalle dichiarazioni di Venturino, che anche lei era stata inserita tra le persone da eliminare:

«Dovevamo ammazzare anche Denise Cosco».


«Dovevamo ammazzare anche Denise Cosco»: tornano di drammatica attualità le parole di Carmine Venturino


I rapporti ripresi con il padre

Quattro anni fa Denise ritorna a dialogare con suo padre. Marisa, la zia, non condividerà questa scelta. Nel corso degli anni qualcuno ha parlato anche di una visita in carcere, di telefonate e videochiamate tra i due. Il padre, tra permessi (anche farlocchi) e una lettera pubblicata a tutta pagina da un quotidiano calabrese dove informava del suo “pentimento” e di un suo percorso personale, è detenuto ad Asti, dove sta scontando l’ergastolo.

Il “riavvicinamento” da solo non dimostra alcuna responsabilità nella morte di Denise.

Ma che tipo di rapporto avevano costruito? Quanto spesso si sentivano? Che cosa si dicevano?

Carlo Cosco esercitava ancora un’influenza sulla figlia? Le chiedeva qualcosa? La metteva sotto pressione? Denise aveva manifestato paure, dubbi o ripensamenti?

I permessi a Carlo e Vito Cosco

WordNews.it aveva già posto un’altra questione rimasta ai margini del dibattito nazionale: i permessi concessi a Carlo e Vito Cosco, entrambi ergastolani per l’omicidio di Lea.

La bestia Carlo Cosco è tornato più volte nel territorio calabrese. Lo avevamo documentato negli articoli:

  • Il ritorno della bestia Carlo Cosco
  • Carlo Cosco: la bestia si sta riorganizzando sul territorio?
  • Carlo Cosco, l’ergastolano parlante: «Non fate demagogia pietosa»
  • La bestia Carlo Cosco è nuovamente rientrata al paesello
  • Ergastolo e permessi: gli assassini saranno liberi “tra poco”?

Il figliuol prodigo Rosario Curcio, i funerali e le minacce

Rosario Curcio, condannato all’ergastolo per aver partecipato all’omicidio e alla distruzione del corpo di Lea, morì suicida (?) in carcere nel 2023. Il suo rientro in Calabria venne trasformato in una celebrazione pubblica: manifesti funebri riconducibili anche all’amministrazione comunale, funerali partecipati, applausi e presenze istituzionali.

WordNews.it denunciò immediatamente quanto stava accadendo:

  • I «festosi» funerali per l’ergastolano Curcio
  • Dopo la tempesta arrivano le scuse del sindaco
  • I manifesti per il killer hanno aperto una voragine
  • Il video del funerale di Curcio
  • Funerali del mafioso Curcio: non potevano mancare le minacce

Dopo quegli articoli arrivarono le minacce. L’Ordine dei giornalisti del Molise, con il presidente Enzo Cimino, parlò di una «volgare aggressione». In seguito, il Tribunale di Isernia ha registrato la richiesta di patteggiamento di Elisa Curcio (la sorella del morto ergastolano).

Tre suicidi 

Dopo l’omicidio di Lea, questa storia è stata attraversata da altre morti indicate nelle cronache come suicidi: quella del padre di Carmine Venturino (giugno 2014), quella di Rosario Curcio (2023) e, infine, quella di Denise.

Denise si è lanciata domenica 6 settembre 2026 dall’abitazione di Ariccia nella quale viveva con una nuova identità. Il 10 settembre muore, dopo quattro giorni di agonia.

Aveva trentacinque anni, la stessa età di Lea quando venne assassinata.

Le nostre domande 

Denise si è tolta la vita senza condizionamenti esterni oppure qualcuno ha contribuito, anche attraverso pressioni psicologiche, a spingerla verso quel gesto?

Negli ultimi giorni si sentì sola o abbandonata?

Aveva litigato con qualcuno?

Aveva ricevuto richieste, pressioni, minacce o sollecitazioni?

Qualcuno le aveva chiesto di fare qualcosa che lei non ha voluto fare?

Aveva parlato con Carlo Cosco nelle ore o nei giorni precedenti?

Con quale frequenza comunicava con il padre?

I colloqui erano telefonici, telematici, epistolari o in presenza?

I suoi telefoni, le chat, le e-mail e gli eventuali dispositivi del padre possono ricostruire la natura del rapporto?

Denise aveva confidato a qualcuno preoccupazioni legate alla famiglia Cosco?

Chi la stava realmente seguendo e proteggendo?

La strategia del riavvicinamento già utilizzata contro Lea è stata riproposta, sotto altre forme, nei confronti della figlia?

Non serve il gossip sulla vita di Denise

I dettagli sulla presunta tossicodipendenza, sull’affidamento del bambino possono servire agli investigatori per ricostruire il contesto personale. Ma non devono però diventare il centro del racconto giornalistico. 

Il figlio di Denise, oltretutto, è un minore e deve essere protetto. La vita privata della madre non può essere esibita per costruire una spiegazione semplice e rassicurante: era fragile, aveva problemi, si è uccisa.

Denise era la figlia di una testimone di giustizia assassinata dalla ’ndrangheta. E’ stata abbandonata – come sua madre – da tutti e, soprattutto, da uno Stato menefreghista. Era stata indicata come un bersaglio. Aveva accusato suo padre e contribuito alla sua condanna. Aveva vissuto sotto protezione. Negli ultimi anni aveva ristabilito un rapporto proprio con quell’uomo.

IPOCRISIA/3 – Le parole inutili

Chiara Colosimo, Presidente della Commissione parlamentare Antimafia, famosa per la foto che la ritrae con un terrorista (condannato per la strage di Bologna): «Lo Stato nella storia di Denise c’è stato, ma alcune ferite, inferte dal padre ’ndranghetista, non sono state curate. Questa storia però deve lasciare un segno in questa terra». Può spiegare la presidente dove è Stato lo stato? Può rispondere alle nostre domande sui testimoni di giustizia? Quante volte ha nominato, in passato, il nome di Lea e Denise? 

Wanda Ferro, sottosegretaria all’Interno: «La presenza dello Stato qui serve per dire che ci siamo, che accompagneremo tutto il percorso anche del figlio di Denise, ma soprattutto per dire alla mafia e alla ’ndrangheta che non ci tiriamo indietro rispetto a pagine di storia che devono essere nella memoria di tutti per costruire un percorso differente». Che saggezza. Peccato che non siamo mai riusciti a registrare il suo impegno, la sua lotta alla mafia siciliana e calabrese. L’unica presenza l’abbiamo registrata durante i preparativi della 4^ edizione del Premio Nazionale Lea Garofalo, dove fu sonoramente bocciato l’invito suggerito da qualche personaggio delle Istituzioni. 

La contattammo anche sui funerali e sui manifesti per il rientro del figliuol profigo suicida (?) Rosario Curcio, non riuscimmo ad avere nessuna dichiarazione: “Ho già scritto un comunicato”, ci comunicò la Ferro.  


AGGIORNAMENTO SUI FUNERALI: la salma di Denise, dopo l’autorizzazione concessa dal magistrato, è stata richiesta dal nonno di suo figlio. I funerali si terranno, probabilmente, in forma privata nei prossimi giorni. 


Denise, perdona loro: non sanno quel che fanno e quel che dicono



Dalla morte di Denise alle denunce sull’abbandono subito da Lea Garofalo, dal ritorno di Carlo Cosco alla vicenda dei funerali di Rosario Curcio: l’archivio completo degli articoli pubblicati da WordNews.it.

In chiusura, una sezione speciale dedicata alle cinque edizioni del Premio Nazionale Lea Garofalo, la cui prossima tappa si svolgerà a Padula (24-26 novembre 2026).

Gli articoli sono ordinati dal più recente al meno recente. I contenuti dedicati specificamente al Premio Nazionale Lea Garofalo sono raccolti nella sezione finale.

  • 22 settembre 2026 – Denise, lo Stato sotto accusa: Ascari interroga il Governo sui testimoni di giustizia
  • 21 settembre 2026 – Denise, perdona loro: non sanno quel che fanno e quel che dicono
  • 20 settembre 2026 – Lea e Denise, Lumia: «L’antimafia è ancora quella del giorno dopo»
  • 19 settembre 2026 – Denise, lo Stato conosceva il rischio: nel 2008 la Relazione denunciava solitudine, traumi e abbandono
  • 18 settembre 2026 – Morte di Denise, De Chiara: «Lasciata sola come sua madre Lea»
  • 18 settembre 2026 – Angela Napoli: «Lo Stato considera ancora i testimoni di giustizia un peso. Denise non doveva essere abbandonata»
  • 17 settembre 2026 – Lea e Denise, il Paese che commemora i morti e abbandona i vivi
  • 17 settembre 2026 – Denise, figlia di Lea Garofalo, è morta. Suicidio?
  • 16 settembre 2026 – Denise, l’ombra del silenzio e il prezzo del coraggio
  • 16 settembre 2026 – Denise, lo Stato sapeva: nel 2014 l’Antimafia parlava di «traumi irreversibili»
  • 15 settembre 2026 – Denise, Lea Garofalo e i testimoni di giustizia abbandonati da un Paese senza memoria
  • 15 settembre 2026 – Denise Cosco, l’accusa al sistema politico-istituzionale: «Solo responsabilità morale?»
  • 14 settembre 2026 – Marisa, la sorella di Lea Garofalo, non sapeva che sua nipote Denise stava morendo. Chi doveva chiamarla?
  • 13 settembre 2026 – Lea e Denise, la memoria contro il silenzio: tutti gli articoli di WordNews.it
  • 12 settembre 2026 – L’inchiostro degli ipocriti: tutti ricordano Denise, pochi l’hanno difesa quando era viva
  • 12 settembre 2026 – Denise Cosco, il dolore di Dioghenes APS
  • 11 settembre 2026 – «Dovevamo ammazzare anche Denise Cosco»: tornano di drammatica attualità le parole di Carmine Venturino
  • 11 settembre 2026 – Denise, il cordoglio dell’Associazione Joe Petrosino: «Una giovane donna che ha portato una storia più grande di lei»
  • 10 settembre 2026 – Denise, il coraggio di una figlia contro la ’ndrangheta
  • 10 settembre 2026 – Denise è morta a 35 anni. Possiamo chiamarlo soltanto suicidio?
  • 6 luglio 2026 – “Donna del Sud”, la canzone per Lea Garofalo: quando la musica diventa memoria e denuncia
  • 5 maggio 2026 – Lea Garofalo, la donna che lo Stato non seppe salvare: a Campobasso la ’ndrangheta provò a rapirla
  • 5 maggio 2026 – Lea Garofalo e Giancarlo Siani, la verità che brucia ancora: Armando D’Alterio a WordNews.it
  • 4 maggio 2026 – Lea Garofalo e Giancarlo Siani: questa sera su WordNews.it la verità torna al centro
  • 3 maggio 2026 – Lea Garofalo e Giancarlo Siani, la verità che brucia ancora: WordNews.it ospita Armando D’Alterio
  • 24 aprile 2026 – Lea Garofalo non è una bandiera da sventolare
  • 27 febbraio 2026 – Lea Garofalo, il coraggio che la mafia non è riuscita a distruggere
  • 10 gennaio 2026 – Ergastolo e permessi, gli assassini saranno liberi tra poco? Lea Garofalo è morta due volte
  • 24 novembre 2025 – In memoria di Lea Garofalo: il giardino della vergogna
  • 19 novembre 2025 – Lea Garofalo, il coraggio che non muore
  • 5 settembre 2025 – Lea Garofalo e il coraggio dimenticato e ritrovato: a Petilia torna l’insegna della memoria
  • 17 luglio 2025 – “Una fimmina calabrese”: la storia di Lea Garofalo nell’intervista a Paolo De Chiara
  • 21 maggio 2025 – Lea Garofalo tradita due volte, dallo Stato e dall’indifferenza: la denuncia di sua sorella Marisa
  • 18 maggio 2025 – 30 minuti con Marisa Garofalo: la voce di Lea, la memoria che resiste
  • 15 maggio 2025 – Marisa Garofalo a “30 minuti con WordNews.it”: memoria, giustizia e verità
  • 22 marzo 2025 – “Una fimmina calabrese” a Palmi: la lezione di legalità di Paolo De Chiara e del procuratore Di Palma
  • 20 marzo 2025 – Paolo De Chiara a Stalettì: due incontri su Lea Garofalo e la lotta alla ’ndrangheta
  • 19 marzo 2025 – Lea Garofalo e la sfida alla ’ndrangheta: l’esempio di coraggio in “Una fimmina calabrese”
  • 1 dicembre 2024 – Nino Melito Petrosino
  • 30 novembre 2024 – Maurizio Caprino
  • 29 novembre 2024 – Giuseppe Tarantino
  • 24 novembre 2024 – Giovanni Impastato
  • 21 novembre 2024 – Uno schiaffo in faccia alla schifosa ’ndrangheta
  • 20 novembre 2024 – Lea si è ribellata a un sistema mafioso e ha pagato con la sua vita
  • 2 agosto 2024 – “Una fimmina calabrese” ritorna in Calabria
  • 23 febbraio 2024 – Lea Garofalo è viva
  • 1 dicembre 2023 – La “bestia” Carlo Cosco, mafioso, assassino ed ergastolano, è nuovamente rientrata al paesello
  • 27 novembre 2023 – Lea Garofalo: a Petilia non sanno da che parte stare
  • 25 novembre 2023 – In morte di Lea, 14 anni dopo
  • 5 maggio 2023 – Lea Garofalo: 14 anni fa il tentato sequestro di Campobasso
  • 7 aprile 2023 – Marisa Garofalo: «Non sono una mafiosa, denuncio la serie The Good Mothers»
  • 10 marzo 2023 – Quando verrà riposizionata la panchina dedicata a Lea?
  • 1 marzo 2023 – Una storia di Calabria, una storia di Milano
  • 3 febbraio 2023 – “Una fimmina calabrese”: così Lea Garofalo sfidò la ’ndrangheta
  • 5 dicembre 2022 – A Lea
  • 4 dicembre 2022 – Gli occhi dell’innocenza
  • 3 dicembre 2022 – “Una fimmina calabrese”: l’intervista con Paolo De Chiara
  • 3 dicembre 2022 – Il silenzio urla il tuo nome, Lea
  • 27 novembre 2022 – Lettera a Lea
  • 26 novembre 2022 – Ingiustizia
  • 26 novembre 2022 – Il sindaco di Petilia Policastro: «Non abbiamo dimenticato Lea»
  • 24 novembre 2022 – Una canzone sulla storia di Lea
  • 23 novembre 2022 – Lettera a Denise 2
  • 22 novembre 2022 – Lettera a Denise
  • 18 novembre 2022 – “Una fimmina calabrese”, da oggi in tutte le librerie e online
  • 12 novembre 2022 – Lea Garofalo, 13 anni dopo: la presentazione del libro a Petilia Policastro
  • 11 novembre 2022 – Lea Garofalo è viva: nessun silenzio davanti alla sua storia
  • 2 ottobre 2022 – Scempio a Pagliarelle: colpita la pietra che ricorda Lea Garofalo
  • 6 settembre 2022 – Carlo Cosco, l’ergastolano parlante: non fate demagogia pietosa
  • 8 agosto 2022 – Una pietra d’inciampo per Lea Garofalo 2
  • 2 agosto 2022 – Una pietra d’inciampo per Lea Garofalo
  • 24 luglio 2022 – Tutti dovremmo prendere esempio dal coraggio di Lea Garofalo
  • 24 luglio 2022 – La rabbiosa reazione dei Cosco
  • 22 luglio 2022 – Carlo Cosco, la “bestia”, si sta riorganizzando sul territorio
  • 20 luglio 2022 – Una strada per Lea Garofalo a Pagliarelle
  • 16 luglio 2022 – Il ritorno della “bestia” Carlo Cosco
  • 10 luglio 2022 – Una montagna di sterco
  • 8 marzo 2022 – Il coraggio di dire no: la poesia
  • 6 marzo 2022 – Il coraggio di dire no a Taurianova
  • 24 novembre 2021 – Per non dimenticare la “fimmina calabrese” che sfidò la schifosa ’ndrangheta
  • 22 novembre 2021 – In ricordo di Lea Garofalo e Giusy Potenza
  • 19 novembre 2021 – Lea Garofalo, il coraggio di dire no
  • 3 novembre 2021 – Superate le 15 mila firme per la “fimmina” che sfidò la schifosa ’ndrangheta
  • 28 ottobre 2021 – Una strada per Lea Garofalo a Campobasso
  • 29 settembre 2021 – Lea Garofalo fa ancora paura
  • 30 luglio 2021 – Percorsi di lettura e di antimafia sociale: si parla di Lea Garofalo
  • 5 maggio 2021 – Lea Garofalo, 5 maggio 2009: il tentato sequestro di Campobasso
  • 24 novembre 2020 – Lea Garofalo, la testimone di giustizia abbandonata dallo Stato e bruciata dalla ’ndrangheta
  • 23 novembre 2020 – Lea Garofalo è una testimone di giustizia
  • 22 novembre 2020 – Il grido d’aiuto inascoltato di Lea Garofalo
  • 21 ottobre 2020 – Dedicato a Lea Garofalo il giardino di viale Montello
  • 5 maggio 2020 – Undici anni dopo
  • 5 maggio 2020 – Lea Garofalo, il tentato sequestro di Campobasso
  • 5 maggio 2020 – Con Lea Garofalo siamo stati tutti poco sensibili
  • 8 marzo 2020 – Una panchina rossa per Lea
  • 8 marzo 2020 – Lea, in vita, non è stata mai creduta
  • 26 gennaio 2020 – Canusia, tra cultura popolare e impegno civile
  • 13 gennaio 2020 – Lea Garofalo, il prete che nega l’evidenza: «Mai conosciuta»

Manifesti, funerali e caso Rosario Curcio 

  • 26 febbraio 2026 – Due funerali, due Stati: a Torino lo stop al rito di potere, a Petilia lo Stato lasciò sfilare la vergogna
  • 10 febbraio 2026 – Tre anni dopo, una risposta che lava tutto? Il caso dei manifesti per Rosario Curcio
  • 21 novembre 2025 – Minacce alla stampa: il Tribunale di Isernia ammette Dioghenes APS come parte civile nel processo a Elisa Curcio
  • 31 luglio 2025 – Lea Garofalo due volte uccisa: insegna abbandonata a Petilia e silenzio del Governo sui manifesti per Curcio
  • 15 maggio 2025 – Curcio, funerali tra applausi e minacce: a processo chi ha minacciato
  • 2 settembre 2023 – Funerali del mafioso Curcio, la nota del Comitato: «Lo Stato deve intervenire»
  • 21 agosto 2023 – Funerali del mafioso Curcio, per la Prefettura i manifesti sono stati “inopportuni”
  • 19 agosto 2023 – Funerali del mafioso Curcio, parla Traina: «Il prefetto deve intervenire per dare un segnale forte»
  • 18 agosto 2023 – Funerali del mafioso Curcio, parla Luana Ilardo: «Un gesto penoso»
  • 17 agosto 2023 – Funerali del mafioso Curcio, parla don Algemiro: «Una persona che uccide va contro Dio»
  • 15 agosto 2023 – Funerali del mafioso Curcio, parla Ravidà: «Il Comune di Petilia Policastro deve essere commissariato»
  • 11 agosto 2023 – Funerali del mafioso Curcio, parla il consigliere Fico: «Chi ha partecipato deve dimettersi»
  • 10 agosto 2023 – Funerali del mafioso Curcio, l’ODG Molise: «Una volgare aggressione per WordNews.it e il direttore Paolo De Chiara»
  • 8 agosto 2023 – Funerali del mafioso Curcio: «Vi dovevate dimettere già da tempo»
  • 7 agosto 2023 – Funerali del mafioso Curcio, parla il capogruppo della minoranza: «Hanno combinato un pasticcio»
  • 6 agosto 2023 – Funerali del mafioso Curcio, interviene Salvatore Borsellino: «C’è soltanto da vomitare»
  • 5 agosto 2023 – Funerali del mafioso Curcio, parla Pino Cassata: «Un cattivo esempio per i giovani»
  • 4 agosto 2023 – Funerali del mafioso Curcio: non potevano mancare le inutili minacce
  • 3 agosto 2023 – Il caso in Parlamento: ci sarà una risposta del Governo per i manifesti e i festosi funerali dell’assassino Curcio?
  • 2 agosto 2023 – È la stampa, bellezza… fatevene una ragione
  • 1 agosto 2023 – CARTA CANTA. Il rap del vice-sindaco di Petilia Policastro: «Già sta sciacallando abbastanza…»
  • 31 luglio 2023 – Funerale del mafioso Curcio: restiamo in attesa delle risposte del vicesindaco di Petilia
  • 30 luglio 2023 – Funerali del mafioso Curcio: era presente anche il vicesindaco di Petilia?
  • 29 luglio 2023 – Funerali del mafioso Curcio, per Gennaro Ciliberto «un segnale di potenza»
  • 28 luglio 2023 – Funerali del mafioso Curcio: le reazioni social dopo le dimissioni dell’assessora Berardi
  • 27 luglio 2023 – Funerali Curcio: è caduta la prima testa
  • 27 luglio 2023 – Funerali Curcio, parla il sindaco in Consiglio comunale: «Una enorme bufera mediatica»
  • 26 luglio 2023 – Vicenda Curcio, parla Brugnano: «Se il sindaco non vuole dimettersi, rimuova l’assessora»
  • 23 luglio 2023 – Petilia, la presenza dell’assessora al funerale del killer Curcio approda in Consiglio comunale
  • 22 luglio 2023 – Funerale festoso per il killer, Piera Aiello: «Vergognatevi e andatevene a casa»
  • 21 luglio 2023 – E se Curcio, ergastolano ’ndranghetista, non si fosse suicidato?
  • 20 luglio 2023 – Funerali Curcio, Stefania Ascari: «Una vergogna, presenterò un’interrogazione parlamentare»
  • 19 luglio 2023 – Parla il prete che ha celebrato il funerale di Curcio: «Nessun divieto da parte della diocesi»
  • 17 luglio 2023 – Manifesti funebri per il massacratore di Lea Garofalo, Angela Napoli: «Sono indignata»
  • 16 luglio 2023 – Manifesto per il killer di Lea Garofalo, l’intervento delle Agende Rosse di Bisignano: «Il Comune da che parte sta?»
  • 16 luglio 2023 – Manifesto per il killer di Lea Garofalo, il risveglio dell’opposizione
  • 16 luglio 2023 – Il video del funerale di Curcio, l’ergastolano condannato per la distruzione del cadavere di Lea
  • 15 luglio 2023 – Manifesto per il killer di Lea Garofalo, irrompe l’ex sindaco: «Solo sciacallaggio politico»
  • 15 luglio 2023 – Lea Garofalo: i manifesti per il killer hanno aperto una voragine. Ma chi ha autorizzato il «festoso» funerale?
  • 14 luglio 2023 – Manifesto per la morte del killer Curcio: dopo la tempesta arrivano le scuse del sindaco
  • 13 luglio 2023 – Omicidio Lea Garofalo: i festosi funerali per l’ergastolano Curcio
  • 3 luglio 2023 – Dopo il suicidio di Curcio parla l’ex legale: «Non si è potuto rifiutare»
  • 30 giugno 2023 – Omicidio Lea Garofalo: si è impiccato nel carcere di Opera l’ergastolano Rosario Curcio
  • 30 giugno 2023 – Il filo rosso che collega gli infarti e i suicidi

Premio nazionale Lea Garofalo 

  • I edizione – Petilia Policastro (Crotone), 22-24 novembre 2022.
  • II edizione – Casoli (Chieti), 21-24 novembre 2023.
  • III edizione – Cittanova (Reggio Calabria), 21-24 novembre 2024.
  • IV edizione – Cremona, 24-26 novembre 2025.
  • V edizione – Padula (Salerno), 24-26 novembre 2026 (in programma).

 

Quinta edizione – Padula, 24-26 novembre 2026 

  • 24 luglio 2026 – “Testimoni del nostro tempo”: quattro edizioni di coraggio, la quinta tappa sarà a Padula
  • 11 luglio 2026 – Patrizia Rodi Morabito: «Colpiscono la terra e il lavoro, ma io non ho paura e non me ne vado»
  • 6 luglio 2026 – Premio Nazionale Lea Garofalo 2026, aperto il bando della V edizione: studenti chiamati a raccontare la lotta alle mafie
  • 5 luglio 2026 – Lea Garofalo e Joe Petrosino, due vite contro le mafie: a Padula la V edizione del Premio Nazionale Lea Garofalo
  • 3 luglio 2026 – Premio Nazionale Lea Garofalo, la quinta edizione a Padula: tre giorni di memoria, scuola e impegno contro le mafie

Quarta edizione – Cremona, 24-26 novembre 2025 

  • 11 gennaio 2026 – Quando la memoria diventa azione: la lezione di Giancarlo Costabile al Premio Lea Garofalo
  • 10 gennaio 2026 – Quando il silenzio diventa servizio: la premiazione di Pellegrino Passariello al Premio Lea Garofalo
  • 5 gennaio 2026 – Antimafia a parole, affari nei fatti: la politica non vuole davvero vincere contro le mafie
  • 3 gennaio 2026 – Appalti, mafie e lavoro: la “semplificazione” che apre la porta al peggio
  • 2 gennaio 2026 – Quando il coraggio ha la divisa: Corrada Pomillo e quel “no” che salva le vite
  • 1 gennaio 2026 – Premio Lea Garofalo a Cremona, Leopoldo Di Filippo: “La scuola è l’ultimo luogo dove si costruisce coscienza critica”
  • 1 gennaio 2026 – La mafia non fa rumore: entra nei bilanci, nei cantieri e nel consenso
  • 30 dicembre 2025 – Rosato: “Senza conoscenza è difficile per un giovane comprendere il valore delle istituzioni”
  • 29 dicembre 2025 – Cremona, l’“isola felice” è una favola finita: “qui la mafia non infiltra più, qui governa”
  • 26 dicembre 2025 – La libertà che uccide: dal Premio Lea Garofalo l’accusa di Di Filippo contro sfruttamento, morti sul lavoro e mafie
  • 23 dicembre 2025 – Non sono “solo auguri”: è una promessa di presenza
  • 23 dicembre 2025 – Esposito: “La vita del Testimone di Giustizia è davvero dura e in continua salita”
  • 21 dicembre 2025 – Barba: “Servirebbero percorsi di reinserimento anche per quelle donne che non possono dimostrare di essere state costrette a prostituirsi”
  • 18 dicembre 2025 – Ferraro: “La ‘ndrangheta ha affondando i propri tentacoli anche nei piani alti della economia”
  • 16 dicembre 2025 – Angela Napoli: “Mi sembra di capire che la figura del Testimone di Giustizia viene considerata un “peso” sia per il mondo politico sia per gli organismi preposti alla loro tutela”
  • 15 dicembre 2025 – Ciliberto: “Non è cambiato nulla, è tutto peggiorato”
  • 14 dicembre 2025 – Claudia Pinelli: “Pino è diventato un simbolo dell’iniquità e della violenza del sistema”
  • 13 dicembre 2025 – “In un mondo segnato da conflitti, migrazioni e disuguaglianze, sensibilizzare le nuove generazioni è cruciale per promuovere solidarietà e inclusione”
  • 12 dicembre 2025 – Silvia Pinelli: “La strage di Piazza Fontana, la morte in questura di un innocente sono e restano vicende che non trovano spazio nei libri di storia”.
  • 11 dicembre 2025 – «Basta santini, scegliete persone per bene»: la scossa di Paolo De Chiara agli studenti di Cremona
  • 10 dicembre 2025 – La verità dei numeri: così il procuratore Bonfigli racconta la violenza a Cremona
  • 9 dicembre 2025 – “Io sono Lea”: il monologo di Paolo De Chiara squarcia il silenzio nella Sala dei Quadri di Cremona
  • 8 dicembre 2025 – Marisa Garofalo al Cimitero Monumentale: “La vera condanna la stiamo scontando noi”. Milano ascolta il dolore che accusa
  • 6 dicembre 2025 – “Quando una donna rompe il silenzio, lo Stato deve esserci”: il sindaco Virgilio e la lezione di Lea Garofalo a Cremona
  • 5 dicembre 2025 – “La lezione di Lea Garofalo è un faro per i giovani”: l’intervento vibrante dell’On. Angela Napoli alla 4ª edizione del Premio nazionale a Cremona
  • 5 dicembre 2025 – L’Italia che non vuole vedere. Perché il Premio Lea Garofalo è una necessità civile
  • 4 dicembre 2025 – Marisa Garofalo rompe il silenzio: la verità negata su Lea e lo Stato che non l’ha protetta
  • 3 dicembre 2025 – “Se Lea Garofalo è morta è perché qualcosa non ha funzionato. E noi abbiamo il dovere di capire cosa”: la lezione civile della Procuratrice Alessandra Dolci
  • 2 dicembre 2025 – “Il silenzio degli altri”: la lezione scomoda di Gennaro Ciliberto che ha travolto il Premio Lea Garofalo
  • 1 dicembre 2025 – Sconfitta la mafia? No, Procuratore: questa è una favola pericolosa
  • 30 novembre 2025 – Quando le parole non bastano: il cortocircuito al Premio Lea Garofalo
  • 29 novembre 2025 – Quando la memoria viene ignorata: a Cremona le istituzioni voltano la faccia
  • 28 novembre 2025 – Un minuto di silenzio per Fabio Perri: il Premio Lea Garofalo ricorda una vita spezzata troppo presto
  • 27 novembre 2025 – Mafie, economia e lavoro: l’ultimo appuntamento della IV edizione del Premio Nazionale Lea Garofalo
  • 26 novembre 2025 – Premiati i “Testimoni del nostro Tempo”
  • 25 novembre 2025 – Tavola rotonda in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne: “DONNA, VIOLENZA e MAFIA”
  • 25 novembre 2025 – IV Edizione del Premio Nazionale Lea Garofalo, il programma della terza giornata
  • 25 novembre 2025 – IV EDIZIONE PREMIO NAZIONALE LEA GAROFALO: la giornata dedicata alle opere degli Studenti
  • 24 novembre 2025 – “UNA FIMMINA CALABRESE. Così Lea Garofalo sfidò la ‘ndrangheta”
  • 24 novembre 2025 – Quando la memoria diventa voce: Silvia e Claudia Pinelli al Premio Nazionale Lea Garofalo
  • 24 novembre 2025 – Marisa Garofalo: “Non c’è stata giustizia per mia sorella”
  • 24 novembre 2025 – IV Edizione Premio Nazionale Lea Garofalo, il programma della seconda giornata
  • 17 maggio 2025 – Premio Nazionale Lea Garofalo 2025: al via la quarta edizione dedicata alle donne e alla violenza mafiosa
  • 16 aprile 2025 – Premio Nazionale Lea Garofalo: il podcast su Spotify e la IV edizione a Cremona

Terza edizione – Cittanova, 21-24 novembre 2024 

  • 8 gennaio 2025 – L’eredità di Joe Petrosino arriva a Venafro
  • 28 dicembre 2024 – «Quattro giornate intense che hanno lasciato un segno molto forte a tutti coloro che hanno partecipato»
  • 25 dicembre 2024 – «E’ stato un onore per la mia città ospitare il Premio e mi auguro che l’esperienza possa ripetersi in futuro»
  • 24 dicembre 2024 – «Il futuro lo costruiranno i nostri ragazzi! Noi abbiamo il dovere di formarli come persone e come cittadini consapevoli dei loro diritti e doveri»
  • 20 dicembre 2024 – «Anche il Presidente della Repubblica ha scelto il silenzio»
  • 17 dicembre 2024 – «L’attività dell’attuale Commissione Parlamentare è molto distante da quella dei miei tempi»
  • 17 dicembre 2024 – Premio Nazionale Lea Garofalo, il secondo contributo da Cremona
  • 16 dicembre 2024 – Premio Nazionale Lea Garofalo, il contributo da Cremona
  • 15 dicembre 2024 – «Stiamo vivendo un periodo storico particolare»
  • 14 dicembre 2024 – «Questo Premio costituisce un grande stimolo per continuare la lotta al malaffare»
  • 13 dicembre 2024 – «La partecipazione dal vivo è un valore aggiunto»
  • 13 dicembre 2024 – «Ho conosciuto Gennaro dopo che sono morte 40 persone, che nessuno si ricorda più»
  • 12 dicembre 2024 – «Proprio per il luogo dove ci troviamo voglio condividere il Premio che ricevo con i miei fratelli»
  • 11 dicembre 2024 – «Sono convinto che questo mondo lo salveranno i bambini»
  • 11 dicembre 2024 – «Nonostante Gelli sia morto possiamo dire che oggi quel Piano di Rinascita è praticamente attuato»
  • 10 dicembre 2024 – «Sono tornata a vivere in Calabria perché lo volevo»
  • 9 dicembre 2024 – Vincenzo Chindamo: «Ho conosciuto il silenzio e la solitudine dopo la scomparsa di mia sorella Maria»
  • 8 dicembre 2024 – «La Giustizia Sociale e quella dello Stato mi vedranno sempre impegnato»
  • 8 dicembre 2024 – Giuseppe Tarantino: «Purtroppo la malavita e la politica giocano sulla precarietà di tutti i lavoratori e i cittadini»
  • 7 dicembre 2024 – Stefano Mormile: «La storia Umberto ha almeno due assonanze con la storia di Lea Garofalo»
  • 7 dicembre 2024 – Luciano Tigani: «Donare una delle mie opere per contribuire alla riuscita di un evento così toccante non ha fatto altro che riempirmi di gioia»
  • 6 dicembre 2024 – Simona Dalla Chiesa: «A Palermo mio padre da subito ha avvertito la solitudine in cui era stato lasciato dalle Istituzioni»
  • 6 dicembre 2024 – Paolo De Chiara: «Grazie a tutti per la bellissima riuscita di questo Premio»
  • 5 dicembre 2024 – «La pedofilia online rappresenta una gamma di delitti tra i più efferati»
  • 5 dicembre 2024 – Giovanni Impastato: «Ci sono tanti punti in comune tra la storia di mio fratello e quella di Lea Garofalo»
  • 1 dicembre 2024 – Premio Nazionale Lea Garofalo, il contributo dal Molise
  • 30 novembre 2024 – L’Auser Venafro Aps partecipa alla III edizione del Premio Nazionale “Lea Garofalo”
  • 29 novembre 2024 – La chiusura della III Edizione del Premio Nazionale Lea Garofalo
  • 22 novembre 2024 – Premio Nazionale Lea Garofalo: domani la terza giornata
  • 21 novembre 2024 – Premio Nazionale Lea Garofalo: domani la seconda giornata
  • 21 novembre 2024 – Ecco i Premiati della III Edizione del Premio Nazionale Lea Garofalo
  • 20 novembre 2024 – Al via la III Edizione Premio Nazionale Lea Garofalo: domani la prima giornata
  • 13 novembre 2024 – «Il Premio Lea Garofalo è un’opportunità per guardare il mondo che ci circonda»
  • 6 novembre 2024 – Al via la III Edizione del Premio Nazionale Lea Garofalo
  • 16 agosto 2024 – Premio Nazionale LEA GAROFALO, aiutaci con una donazione
  • 14 agosto 2024 – Contribuisci anche tu per la 3^ edizione del PREMIO NAZIONALE Lea Garofalo
  • 26 maggio 2024 – Tutto pronto per la 3^ edizione del Premio Nazionale LEA GAROFALO
  • 21 maggio 2024 – PREMIO LEA GAROFALO, il BANDO della Terza Edizione

Seconda edizione – Casoli, 21-24 novembre 2023 

  • 18 marzo 2024 – Angelica Fazari, vincitrice del premio Lea Garofalo: «Ho provato una grande emozione e soddisfazione»
  • 2 febbraio 2024 – PREMIO NAZIONALE LEA GAROFALO: straordinario successo per la 2^ edizione
  • 3 gennaio 2024 – Premio Nazionale Lea Garofalo 2023 a Marisa Garofalo
  • 31 dicembre 2023 – Premio Nazionale Lea Garofalo 2023 a Raimondo Semprevivo
  • 28 dicembre 2023 – Premio Nazionale Lea Garofalo 2023 a Roberto Di Bella
  • 26 dicembre 2023 – Premio Nazionale Lea Garofalo 2023 a Giuseppe Lombardo
  • 20 dicembre 2023 – Premio Nazionale Lea Garofalo 2023 a Sonia Alfano
  • 18 dicembre 2023 – Premio Nazionale Lea Garofalo 2023 a Pino Finocchiaro
  • 16 dicembre 2023 – Premio Nazionale Lea Garofalo 2023 a Gennaro Ciliberto
  • 14 dicembre 2023 – Premio Nazionale Lea Garofalo 2023 a Michelangelo Di Stefano
  • 12 dicembre 2023 – Premio Nazionale Lea Garofalo 2023 a Tonino Braccia
  • 10 dicembre 2023 – Premio Nazionale Lea Garofalo 2023 a Fortunato Zinni
  • 8 dicembre 2023 – Premio Nazionale Lea Garofalo 2023 a Luigi de Magistris
  • 6 dicembre 2023 – Premio Nazionale Lea Garofalo 2023 a Lina Calandra
  • 4 dicembre 2023 – Premio Nazionale Lea Garofalo 2023 a Brizio Montinaro
  • 2 dicembre 2023 – Premio Nazionale Lea Garofalo 2023 a Piera Aiello
  • 30 novembre 2023 – Premio Nazionale Lea Garofalo, la mattina della quarta giornata
  • 29 novembre 2023 – Premio Nazionale Lea Garofalo, il pomeriggio della terza giornata con Luigi de Magistris
  • 28 novembre 2023 – Premio Nazionale Lea Garofalo, la mattina della terza giornata
  • 27 novembre 2023 – Premio Nazionale Lea Garofalo, il pomeriggio della seconda giornata
  • 24 novembre 2023 – Premio Nazionale Lea Garofalo: oggi la quarta giornata
  • 24 novembre 2023 – Premio Nazionale Lea Garofalo, la mattina della seconda giornata
  • 23 novembre 2023 – Premio Nazionale Lea Garofalo: oggi la terza giornata
  • 23 novembre 2023 – Premio Nazionale Lea Garofalo, la mattina della prima giornata
  • 23 novembre 2023 – Premio Nazionale Lea Garofalo, il pomeriggio della prima giornata
  • 21 novembre 2023 – Premio Nazionale Lea Garofalo: domani la seconda giornata
  • 21 novembre 2023 – Premio Nazionale Lea Garofalo, i PREMIATI della 2^ edizione
  • 20 novembre 2023 – Premio Lea Garofalo, parla Pino Cassata: «I giovani studenti sono i protagonisti della nostra azione»
  • 20 novembre 2023 – Al via il Premio Nazionale Lea Garofalo: domani la prima giornata
  • 19 novembre 2023 – Premio Lea Garofalo, parla Anna Di Marino: «Dobbiamo impegnarci tutti»
  • 17 novembre 2023 – Premio Lea Garofalo, parla Veronica Conti: «Bisogna tenere viva la memoria nei confronti di Lea Garofalo»
  • 15 novembre 2023 – Premio Lea Garofalo, parla Costanza Cavaliere: «Bisogna perseguire la conoscenza della realtà dei fatti»
  • 13 novembre 2023 – Premio Nazionale Lea Garofalo, parla Angela Napoli: «La mafia oggi è molto più pericolosa di prima»
  • 11 novembre 2023 – Premio Lea Garofalo, parla Marisa Garofalo: «I giovani sono fondamentali per la memoria delle vittime delle mafie»
  • 9 novembre 2023 – Premio Lea Garofalo, parla Ciliberto: «La denuncia dovrebbe essere un atto normale, ma in Italia non è così»
  • 7 novembre 2023 – Premio Lea Garofalo, parla De Chiara: «Dobbiamo continuare ad impegnarci sempre di più»
  • 3 novembre 2023 – Premio Nazionale Lea Garofalo, ecco il PROGRAMMA ufficiale degli eventi
  • 21 ottobre 2023 – Premio Nazionale Lea Garofalo, a breve il Programma ufficiale della 2^ edizione
  • 12 settembre 2023 – Ecco la seconda edizione del Premio Nazionale LEA GAROFALO
  • 9 agosto 2023 – Premio Nazionale Lea Garofalo. Aiutaci con una donazione
  • 16 marzo 2023 – A Casoli la seconda edizione del Premio Nazionale Lea Garofalo
  • 8 marzo 2023 – Tutto pronto per la 2^ edizione del Premio Nazionale Lea Garofalo
  • 17 febbraio 2023 – II edizione PREMIO NAZIONALE LEA GAROFALO

Prima edizione – Petilia Policastro, 22-24 novembre 2022 

  • 19 dicembre 2022 – Premio Nazionale Lea Garofalo 2022
  • 18 dicembre 2022 – Premio Nazionale Lea Garofalo, parla Catia Silvia: «Mai abbassare la testa»
  • 12 dicembre 2022 – Premio Nazionale Lea Garofalo 2022, il video integrale dell’evento di Petilia Policastro
  • 11 dicembre 2022 – Premio Nazionale Lea Garofalo 2022 a Marisa Garofalo
  • 10 dicembre 2022 – Premio Nazionale Speciale Lea Garofalo 2022 a Salvatore Borsellino
  • 9 dicembre 2022 – Premio Nazionale Lea Garofalo 2022 a Renato Cortese
  • 8 dicembre 2022 – Premio Nazionale Lea Garofalo 2022 a Dario Vassallo
  • 7 dicembre 2022 – Premio Nazionale Lea Garofalo 2022 a Mario Ravidà
  • 7 dicembre 2022 – F I M M I N A: Premio Nazionale Lea Garofalo 2022
  • 6 dicembre 2022 – Premio Nazionale Lea Garofalo 2022 a Francesco Coco
  • 5 dicembre 2022 – Premio Nazionale Speciale Lea Garofalo 2022 a Luciano Traina
  • 5 dicembre 2022 – Premio Nazionale Lea Garofalo, parla il presidente onorario Ciliberto: «Una giornata importante e emozionante»
  • 4 dicembre 2022 – Premio Nazionale Lea Garofalo, le riflessioni del dott. Ferdinando Bianchini
  • 4 dicembre 2022 – Premio Nazionale Lea Garofalo 2022 a due carabinieri di Petilia Policastro
  • 3 dicembre 2022 – Premio Nazionale Lea Garofalo 2022 a Luana Ilardo
  • 2 dicembre 2022 – Premio Nazionale Lea Garofalo 2022 a Giuseppe Cassata
  • 2 dicembre 2022 – Dopo il Premio Nazionale Lea Garofalo arrivano le intimidazioni al Sindaco di Roccabernarda: «La ‘ndrangheta è una zavorra»
  • 1 dicembre 2022 – Premio Nazionale Speciale Lea Garofalo 2022 ad Angela Napoli
  • 30 novembre 2022 – Premio Nazionale Lea Garofalo 2022 a Giuseppe Antoci
  • 28 novembre 2022 – Premio Nazionale Lea Garofalo 2022 all’appuntato scelto, già campione del mondo, Rosario Conti
  • 27 novembre 2022 – Premio Nazionale Lea Garofalo 2022 al magistrato Sebastiano Ardita
  • 26 novembre 2022 – Premio Nazionale Lea Garofalo: «C’erano tutti ma mancava l’Arma dei carabinieri»
  • 25 novembre 2022 – Ecco i vincitori della prima edizione del Premio Nazionale Lea Garofalo
  • 23 novembre 2022 – PREMIO NAZIONALE LEA GAROFALO: un successo per la prima giornata
  • 10 novembre 2022 – Al via il PREMIO NAZIONALE Lea Garofalo
  • 4 novembre 2022 – PREMIO NAZIONALE Lea Garofalo, il programma ufficiale
  • 28 ottobre 2022 – Contribuisci anche tu per la prima edizione del PREMIO NAZIONALE Lea Garofalo
  • 4 ottobre 2022 – LEA GAROFALO, ecco il Bando della 1^ edizione del Premio Nazionale
  • 23 settembre 2022 – Premio Nazionale Lea Garofalo, tutto pronto per la tre giorni di eventi in Calabria
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Paolo De Chiara

FONDATORE e DIRETTORE WordNews.it - direttore@wordnews.it Giornalista Professionista, iscritto all’OdG Molise. Scrittore e sceneggiatore italiano. È nato a Isernia, nel 1979. In Molise ha lavorato con gran parte degli organi di informazione (carta stampata e televisione), dirigendo riviste periodiche di informazione, cultura e politica. Si dedica con passione, a livello nazionale, alla diffusione della Cultura della Legalità all’interno delle scuole. LIBRI: - Nel 2012 ha pubblicato «Il Coraggio di dire No. Lea Garofalo, la donna che sfidò la ‘ndrangheta» (Falco Ed., Cosenza); - nel 2013 «Il Veleno del Molise. Trent’anni di omertà sui rifiuti tossici» (Falco Ed., Cosenza, vincitore del Premio Nazionale di Giornalismo ‘Ilaria Rambaldi’ 2014); - nel 2014 «Testimoni di Giustizia. Uomini e donne che hanno sfidato le mafie» (Perrone Ed., Roma); - nel 2018 «Il Coraggio di dire No. Lea Garofalo, la donna che sfidò la schifosa 'ndrangheta» (nuova versione aggiornata, Treditre Ed.); - nel 2019 «Io ho denunciato. La drammatica vicenda di un testimone di giustizia italiano» (Romanzi Italiani, finalista del Premio Internazionale “Michelangelo Buonarrori”, 2019). Dal romanzo «Io ho denunciato», nel settembre del 2019, è stato tratto un corto e un medio-metraggio (CinemaSet, vincitore Premio Legalità, Fiumicino 2019). È autore del soggetto e della sceneggiatura del corto e del medio-metraggio «Io ho denunciato. La drammatica vicenda di un testimone di giustizia italiano», 2019 (Premio Starlight international Cinema Award, 77^ Mostra del Cinema di Venezia, settembre 2020). - nel 2022 «UNA FIMMINA CALABRESE» (Bonfirraro Editore). - nel 2023 «UNA VITA CONTRO LA CAMORRA» (Bonfirraro Editore). - Ha collaborato con CANAL+ per la realizzazione del documentario Mafia: la trahison des femmes, Speciàl Investigation (MagnetoPresse). Il documentario è andato in onda in Francia nel gennaio del 2014. Premio "Giorgio Mazzanti", San Salvo, 31 luglio 2025. Premio giornalistico letterario "Piersanti Mattarella", Roma, 30 novembre 2024. Premio Adriatico, «Un mare che unisce», Giornalista molisano dell’anno, Guardiagrele (Chieti), dicembre 2019. Premio Valarioti-Impastato, Rosarno (RC), maggio 2022. Premio Carlo Alberto Dalla Chiesa, San Pietro Apostolo (Catanzaro), agosto 2022. FONDATORE e PRESIDENTE di Dioghenes APS - Associazione Antimafie e Antiusura (dioghenesaps.it) - Ideatore, nel 2022, del Premio nazionale Lea Garofalo (giunto alla IV edizione). - Ideatore, nel 2025, del Premio nazionale Letterario e Giornalistico Pier Paolo Pasolini - www.dioghenesaps.com -- paolodechiara.blog

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