Un film da vedere. Ci mostra come la questione palestinese non abbia niente a che fare con la Shoah in quanto è cominciata da prima della seconda guerra mondiale e si fa risalire a idee sioniste della fine dell’800 favorite nella loro realizzazione dall’impero coloniale inglese.
In pratica gli inglesi favorirono la migrazione degli ebrei nel territorio dei palestinesi aiutandoli a distruggere i villaggi palestinesi e seminando morte per arrivare ad una sostituzione etnica. La rivolta araba del 1936, che cercava di difendere quel territorio, fu repressa nel sangue dall’impero inglese.
Quindi il genocidio dei palestinesi non nasce da un senso di colpa della Shoah ma da piani e idee ben prima della II guerra mondiale.
C’è da chiedersi perchè l’impero inglese e gli Usa poi, con tutto l’occidente, ha favorito questo massacro di un popolo che sta arrivando al genocidio.
Sicuramente vi è una notevole forza economica dei sionisti capace di influenzare, con le proprie finanze,le politiche di questi imperi. Del resto l’impero britannico nel momento della dissoluzione ha cercato di tracciare confini che aumentassero la conflittualità delle vecchie colonie per mantenerne cmq il controllo.
Penso, tuttavia, che lo stato sionista creato in Palestina abbia la necessità di porre il controllo dell’occidente ed in particolare degli Usa, sulle riserve petrolifere del Medioriente. Rendere instabile quella regione è fondamentale per evitare di avere un cartello indipendente che governi le fonti energetiche.
Quindi falsa è l’idea di esportare democrazia e di voler risarcire il popolo ebraico per la Shoah. La miseria di un occidente che favorisce il genocidio mostra il grado di crisi di un sistema che per sopravvivere fa della guerra una possibile via di uscita.
Se non si arriverà ad una svolta con un equilibrio multicentrico che tenga conto della nuova realtà che si è delineata a livello mondiale, non solo non si fermerà il genocidio sionista ma rischiamo tutti di essere trascinati in un dramma.
I sionisti giocano sull’instabilità mondiale per poter portare avanti i loro progetti. Se non verranno fermati non verrà fermata la tragedia verso cui stiamo andando.



