Vincenzo Toma, già direttore generale del Comune di Vasto e rimasto in servizio dopo il pensionamento, è stato assolto dall’accusa di peculato aggravato. Accusa formulata in relazione ad un premio di risultato di circa 30mila euro che si è autoliquidato il 20 gennaio 2023.
La sentenza è stata emessa oggi pomeriggio poco dopo le 17, al termine di una breve camera di consiglio, dal collegio presieduto da Italo Radoccia e giudici a latere Tito Antonini e Aureliano Deluca.
La pm Miriam Manfrin aveva chiesto la condanna a 4 anni e sei mesi.
Il processo nei confronti del dirigente comunale vastese era iniziato lo scorso 16 dicembre. «Molte le presunte irregolarità riscontrate, dettagliatamente illustrate in un dossier di 83 pagine dove vengono analizzati anche gli incentivi ai tecnici, gli assegni ad personam e le posizioni organizzative. Sui premi di risultato gli 007 del Mef furono categorici. “La metodologia utilizzata dal Comune di Vasto per la valutazione del personale con qualifica dirigenziale non è quella prevista dal regolamento di cui l’ente si è dotato nel 2012” scrisse Biagio Giordano, dirigente dell’Ispettorato Generale dei Servizi Ispettivi di Finanza pubblica, “gli obiettivi sui quali è stata impostata la valutazione della performance organizzativa dei dirigenti appaiono infatti attinenti alla ordinanza attività amministrativa dell’ente ed in quanto tali non determinano un significativo miglioramento della qualità dei servizi erogati”» si legge nell’articolo firmato da Anna Bontempo su Il Centro del 18 novembre 2025 fu rivelata la vicenda.
La notizia dell’avvio del processo portò a numerose polemiche politiche che furono oggetto di una serrata discussione nella seduta del consiglio comunale di Vasto del 15 dicembre scorso. All’ordine del giorno c’era una mozione presentata da Fratelli d’Italia in cui si chiedeva la sospensione del dirigente e la costituzione di parte civile dell’ente. Il verbale della discussione è stato pubblicato l’8 gennaio sull’albo pretorio online e da noi ripubblicato in una serie di articoli successivi.
«Ero convinto fin dall’inizio dell’onestà e dell’innocenza del dottor Vincenzo Toma – ha dichiarato Francesco Menna, sindaco di Vasto, appena appresa la notizia – Se avessero condannato lui, avrebbero dovuto condannare tutti i dirigenti che quotidianamente lavorano in Italia e che si vedono riconoscere spettanze previste dalla legge e dai contratti collettivi nazionali. Mi auguro che chi fino ad oggi si è divertito ad offendere l’onore e il decoro del dottor Toma, con una facile e squallida macchina del fango, nonché richieste incomprensibili di costituzione di parte civile e di improbabili commissioni di vigilanza, abbia il buon senso e l’educazione di degnarsi almeno di pronunciare delle scuse pubbliche al dirigente. Al dottor Toma continuo ad esprimere vicinanza e lo ringrazio per l’egregio lavoro svolto fino ad oggi, non avendo mai dubitato di lui, come non ho mai dubitato del profondo e serio lavoro della magistratura e degli organi inquirenti».



