«Quell’uomo… di Giletti e quel… di Di Matteo stanno scassando la minchia»
Apprendo, senza stupore, che la mafia ha fatto capolino anche nella vita del presentatore Massimo Giletti. La storia si ripete. Tutte le volte sempre con le stesse dinamiche: da una parte la vittima, da un’altra la mafia e dall’altra lo Stato. Il triangolo perfetto. Ancora una volta, sempre nello stesso modo.
Pare che Giletti abbia fatto incazzare parecchio il boss Graviano che dovrebbe essere al 41 bis. L’incazzato non è uno qualunque: è un pezzo da 90. Il reato, agli occhi del boss, è che Giletti ha dato spazio al dott. Nino Di Matteo, un PM temuto dai mafiosi.
Lo spazio televisivo, offerto su un piatto d’argento al PM più gettonato d’Italia insieme al dott. Gratteri, non è andato proprio giù al mafioso il quale ha sentenziato su Giletti e sullo stesso PM siciliano.
E lo Stato? Ecco, allora sentire dietro la nuca un vento leggero, glaciale, che accompagna i troppi dubbi. Incomincia il balletto delle responsabilità. Dov’è lo Stato? Perchè si sente l’urlo dell’ignavia “statale”. Pare addirittura che Graviano abbia elogiato il ministro Bonafede per la scelta criminale di non aver concesso a Di Matteo la direzione del DAP. Un sistema ben collaudato
La storia si ripete. La mafia, profonda conoscitrice dei gangli statali, sa come muoversi: è lenta ma inesorabile; è attenpata e non dimentica; è presente ma non la vedi; ti fa “sentire” il suo maleodorante puzzo; alla fine ti isola.
Come i lupi, ti si mette alle calcagna, ti fa correre fino a perdifiato, poi ti gira attorno, scruta l’aria, annusa per capire quanto sei solo, poi ti azzanna fino ad ammazzarti come un cane. Infine scompare!
E tutto questo fa paura agli onesti: l’isolamento. È una lotta impari. L’onestà in Italia non paga e paradossalmente appaga i tuoi nemici che trasformano la tua onestà disarcionandola. La vera morte è quella di essere consapevole che sei solo, dopo – solo dopo – arriva quella fisica. Tutto ciò fa rabbia. Capisci che sei solo quando vieni a sapere di essere nel "mirino" da fonti diverse dallo Stato. Ma come è possibile che non sai? E ora che sai non dici nulla? Non mi abbracci come un padre di famiglia che protegge il proprio figlio? E la storia si ripete.
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2020-07-16 10:06:26
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