“Finalmente una buona notizia per il centro storico di Isernia. A distanza di molti anni dalla petizione firmata da oltre 600 cittadini, che accolsero l’appello del Comitato Artigiani e Commercianti del Centro Storico, la giunta comunale ha deliberato lo stanziamento necessario per finanziare il progetto di trasformazione dell’area attigua a Palazzo Iadopi, in piazza Carducci”.
Uno spazio urbano segnato dal degrado da oltre ottant’anni, esattamente dal bombardamento del 10 settembre 1943, potrà finalmente diventare un parco pubblico, un’area verde attrezzata al servizio dei cittadini isernini e dei visitatori del centro storico.
A commentare la decisione è Celeste Caranci, che ricorda il percorso avviato anni fa con la mobilitazione civica e con la richiesta avanzata da cittadini e operatori economici della parte antica della città.
Secondo Caranci, la precedente giunta di destra guidata dal sindaco D’Apollonio non aveva dato ascolto alla richiesta, opponendo motivazioni definite “ridicole, pretestuose e prive di fondamenta giuridiche e fattuali”, dimostrando, sempre secondo quanto dichiarato, “insensibilità e inesistente spirito comunitario”.
La proposta, spiega Caranci, non era isolata. Faceva parte di un pacchetto più ampio di idee inserite in un progetto organico di rivitalizzazione del centro storico di Isernia, nato da incontri e dibattiti che avevano coinvolto larga parte degli operatori economici e dei cittadini del quartiere.
“Oggi — sottolinea Caranci — anche se di acqua sotto i ponti ne è passata tanta e molti buoi sono scappati, salutiamo con favore tale decisione”.
L’auspicio, però, è che il passaggio dalle buone intenzioni alla realizzazione concreta non segua tempi infiniti.
Il riferimento è a Palazzo Iadopi, i cui lavori di ristrutturazione, ricorda Caranci, “dovevano essere terminati nell’ottobre del 2007” e che invece risultano ancora in corso d’opera.
La speranza, dunque, è che il nuovo progetto per l’area di piazza Carducci non resti intrappolato nelle lentezze amministrative. E qui Caranci chiude con un’immagine forte, richiamando la vicina statua di Celestino V, distante pochi metri dall’area interessata: uno sguardo rivolto al cielo, “come ad implorare benevolenza avverso la pigrizia degli uomini e le lentezze della burocrazia”.




