Il 27 agosto il tavolo urgente del comitato sull’ordine e la sicurezza pubblica in prefettura a Catania. Così sono aumentati i controlli delle forze dell’ordine con disposizioni di posti di blocco e controllo dei quartieri a rischio. Ma arriva la prova di forza: la diciassettesima sparatoria nella tarda sera con colpi sparati in aria in via Adone, a San Giovanni Galermo. Sembra una vera e propria prova di forza nei confronti dei controlli delle forze dell’ordine. La tensione tra i cittadini continua a salire.
Laura Distefano, sul quotidiano La Sicilia, intervista il procuratore di Catania Francesco Curcio che fa un disegno di ciò che sta succedendo a Catania in queste giornate. Parlando delle varie piste possibili il procuratore afferma:
“In realtà tutte le piste sono sul tavolo. Però la più verosimile è che si tratti di uno scontro finalizzato al controllo del territorio dove si fanno le attività criminali più lucrose, fra cui la vendita di sostanze stupefacenti”
Quindi, per la procura, la pista più accreditata è quella sul controllo del traffico di droga, per le piazze di spaccio. Molto meno probabile è quella estorsiva, infatti molte delle attività colpite fanno riferimento a pregiudicati.
Sull’operato dello Stato afferma:
“Lo Stato sta facendo il massimo, sta impegnando tanti uomini e sta lavorando facendo squadra. Le persone perbene possono attendere con fiducia la risposta dello Stato, gli altri che frequentano quelle zone per acquistare stupefacenti, anche se sono persone incensurate, devono sapere che con il loro comportamento rafforzano la mafia”
Nel frattempo ieri sera, a culmine di una lite, una sparatoria si è verificata a Paternò con due feriti portati in ospedale, di cui uno sembra essere in grave condizioni I carabinieri cercano di ricostruire l’accaduto.
Nella tarda mattinata di oggi, in Corso Sicilia, un parcheggiatore abusivo è stato ucciso a coltellate. Qualche ora di fuga dell’assassino che poi è stato catturato. Sembrerebbe trattarsi di un altro parcheggiatore abusivo etiope.
Operazione “Alto Impatto”
Come detto nella serata e nottata di ieri è stato effettuato un controllo capillare del territorio catanese da parte di una operazione congiunta delle forze dell’ordine, denominata “Alto Impatto”, a seguito di un vertice in prefettura, del 27 agosto, del comitato sull’ordine e della sicurezza pubblica. Abbiamo pure visto come nemmeno questo ha limitato le sparatorie, con una avvenuta come prova di forza nella tarda serata di ieri sera con colpi sparati un aria.
Il controllo ha interessato maggiormente: via Ustica, via Capopassero, nel rione San Giovanni Galermo, lo storico quartiere San Cristoforo, piazza Palestro, via del Plebiscito e via della Concordia. Hanno partecipato otto equipaggi della polizia, sette dei carabinieri, cinque della guardia di finanza e quattro della polizia locale di Catania.
I numeri resi noti dalla prefettura parlano chiaro: nella zona di San Giovanni Galermo sono state arrestate due persone per spaccio di droga e sequestrati 700 grammi di marijuana, 80 di grammi hashish e 90 grammi di cocaina, per complessive 170 dosi, e un’arma clandestina. Istituiti sei posti di blocco, controllate 149 persone, 56 dei quali con esito “positivo”, 55 autovetture e 18 motoveicoli. Comminate 23 sanzioni per violazioni al codice della strada. Eseguiti tre fermi amministrativi e un sequestro per confisca. Sequestrati 70 grammi circa di sostanza stupefacente a carico di ignoti.
Nella zona San Cristoforo – Piazza Palestro sono stati eseguiti quattro perquisizioni con esito negativo, sei posti di blocco con 34 persone controllate, cinque della quali positive. Controllati 25 veicoli, tra auto e moto, e comminate cinque sanzioni per violazioni al codice della strada.
Nella zona Via del Plebiscito – Via Della Concordia sono stati istituiti quattro posti di blocco, controllate 23 persone, cinque della quali positive, controllati 18 veicoli, tra auto e motoveicoli, e comminato un verbale per violazioni al codice della strada.
Questo fa capire che a Catania una emergenza c’è, esiste.
Le reazioni della politica non si fanno attendere.
“Ormai da diversi giorni i catanesi si svegliano con il rumore delle armi e la paura di una criminalità organizzata che purtroppo continua a tenere sotto scacco un’intera città e la sua provincia. Nelle ultime ore, l’ennesima sparatoria a Paternò, dove due giovanissimi sono rimasti feriti. Il Governo ha fatto tantissimo sul fronte della sicurezza, abbiamo investito per rafforzare la videosorveglianza, ottimo deterrente, ma soprattutto per sostenere le Forze dell’ordine nel loro lavoro quotidiano e a loro va la nostra gratitudine per l’impegno con cui garantiscono ordine e legalità. È chiaro che bisogna proseguire su questa strada, potenziando gli sforzi che abbiamo già visto da parte delle istituzioni, della magistratura e degli uomini in divisa al fine di scongiurare altri episodi simili. Chiederemo in Commissione Antimafia che si possa valutare con più chiarezza questa situazione emergenziale, eventualmente prevedendo anche un piano straordinario per Catania e la sua provincia, su cui pesa ancora l’ombra potente della criminalità e dei suoi affari. Non lasceremo che il controllo dei nostri territori sia nelle mani della malavita organizzata”.
A farsi sentire è pure il gruppo consiliare, a Catania, del Partito Democratico criticando l’operato del sindaco Enrico Trantino:
“Catania sta vivendo, da oltre un mese, una condizione che ricorda il “Far West”. I cittadini sono esposti quotidianamente alla grande e alla piccola criminalità, mentre l’amministrazione di centrodestra continua a restare in silenzio. Il sindaco Enrico Trantino, che aveva promesso di essere lo “sceriffo” della città, non sembra essersi accorto della gravità della situazione.
La realtàsi impone sulla propaganda, lasciando solo l’imbarazzo di un governo cittadino incapace di rispondere alle esigenze di sicurezza e di vivibilità. Dopo due anni, l’elenco dei fallimenti è evidente e pesante:
• Rifiuti: la città è sporca e maleodorante come non lo è mai stata.
• Finanze: il Comune resta perennemente in bilico sul baratro del dissesto.
• Periferie: continuano a essere emarginate e abbandonate a sé stesse.
Il sindaco e la sua maggioranza litigano, si spaccano, ma non governano. A pagare il prezzo di questa paralisi sono i cittadini, che vedono peggiorare le condizioni di vita e la reputazione della città.
Il Partito Democratico, con i suoi consiglieri comunali e municipali, contrappone a questo vuoto politico la concretezza e la credibilità della propria proposta di amministrazione, fondata su responsabilità, partecipazione e attenzione ai bisogni reali della comunità.
Queste sono le parole del Sindaco Trantino:
”Il nuovo gravissimo fatto di sangue che ha tolto la vita a un nostro concittadino non deve alimentare rabbia o sconforto – scrive il sindaco -. In questo momento serve lucidità, determinazione e collaborazione per sostenere l’azione delle istituzioni impegnate a fronteggiare la violenza criminale che tenta di colpire Catania. Già mercoledì scorso, il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica presieduto dal prefetto ha varato un piano straordinario di controllo del territorio per fermare le sparatorie notturne tra bande. L’omicidio di corso Sicilia ripropone in modo drammatico il problema dei parcheggiatori abusivi e conferma la complessità, nonostante il grande impegno delle forze dell’ordine, di eliminare questo focolaio di violenza e prevaricazione”.
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