Roberto Scarpinato non usa giri di parole. Nell’intervista rilasciata a margine delle commemorazioni per la strage di Capaci, il senatore del Movimento 5 Stelle e componente della Commissione parlamentare Antimafia lancia un attacco durissimo alla linea politica e istituzionale impressa ai lavori della Commissione guidata da Chiara Colosimo.
Al centro dello scontro c’è la ricostruzione delle stragi del 1992, in particolare quella di via D’Amelio, e il rischio, denunciato da Scarpinato, che la relazione finale della Commissione possa ridurre tutto alla pista Mafia-Appalti, lasciando fuori il nodo più scomodo: quello dei depistaggi, dei mandanti esterni e delle complicità che, secondo l’ex magistrato, continuano a non essere affrontate fino in fondo.
Il 23 maggio, anniversario della strage di Capaci, continua a essere una data simbolica per il Paese. Ma proprio attorno alla memoria di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e degli agenti della scorta si consuma ogni anno una battaglia: da una parte la commemorazione ufficiale, dall’altra la richiesta di verità sulle zone d’ombra rimaste aperte.
«Bisogna cambiare questa maggioranza politica, perché altrimenti non andiamo da nessuna parte».
Nell’intervista c’è anche un passaggio sulla Sicilia di oggi, sulle presenze istituzionali alle commemorazioni e sul rapporto tra antimafia, rinnovamento sociale e cambiamento della politica. Scarpinato allarga il ragionamento: «Questa è purtroppo una Sicilia che noi non riusciamo a cambiare se non restiamo tutti insieme».





