Il sindacato dei giornalisti, Fnsi, insieme alle associazioni regionali di stampa e alla Cgil, è sceso in piazza sabato 6 settembre per chiedere lo stop immediato alla violenza su Gaza e per sostenere la partenza della Global Sumud Flotilla, la carovana umanitaria che porta aiuti alla popolazione palestinese stremata dalla guerra.
Al centro delle manifestazioni, organizzate in decine di città italiane, il grido «Fermiamo la barbarie» e la denuncia per le 278 vittime tra i giornalisti uccisi dal 7 ottobre 2023, numeri che raccontano non solo il dramma di un popolo ma anche il tentativo di mettere a tacere l’informazione.
«La Fnsi ha scelto di essere in piazza con la Cgil e con le associazioni per urlare basta al massacro di Gaza», ha dichiarato la segretaria generale Alessandra Costante, ricordando l’enorme tributo pagato dai cronisti locali. «La posizione del sindacato dei giornalisti è chiara: stiamo dalla parte della libertà di stampa e dei diritti. Dalla parte della popolazione gazawa, ma anche degli ostaggi israeliani e delle loro famiglie. Non stiamo né con Hamas né con il governo di Netanyahu».
A Roma, Fnsi e Stampa Romana hanno partecipato alla manifestazione in piazza del Campidoglio, sottolineando come la guerra abbia colpito anche il diritto all’informazione: Israele continua infatti a impedire l’accesso a Gaza alla stampa internazionale.
A Genova, i giornalisti liguri insieme all’Ordine regionale hanno manifestato davanti alla Prefettura, mentre a Firenze il flash mob organizzato dalla Cgil ha visto il lancio di una flottiglia di barchette di carta dai colori palestinesi dal ponte Santa Trinita. In piazza erano presenti anche il presidente della Fnsi Vittorio di Trapani, il segretario Usigrai Daniele Macheda e il presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti Carlo Bartoli.
In Emilia-Romagna, le iniziative hanno coinvolto diverse città: a Monte Sole, l’Aser ha preso parte all’evento promosso dalla Camera del lavoro di Bologna; a Reggio Emilia, la mobilitazione è stata guidata dal segretario generale della Cgil Maurizio Landini.
Il Sindacato Giornalisti del Trentino-Alto Adige è sceso in piazza a Bolzano e poi a Trento, ricordando i cronisti caduti sotto le bombe. A Torino, l’Associazione Stampa Subalpina ha ribadito che «a Gaza ad essere colpito è anche il diritto di cronaca, ovvero il diritto dei cittadini di tutto il mondo a essere informati».
In Basilicata, l’Assostampa regionale ha aderito alle iniziative per ribadire la richiesta di pace e per sostenere la Flotilla. A Napoli, il presidio in Largo Berlinguer ha visto la partecipazione della consigliera nazionale Fnsi Valentina Barile, mentre a Cagliari l’Associazione della Stampa Sarda ha ricordato che «tra le vittime ci sono centinaia di giornalisti e che oggi viene impedito l’accesso a Gaza a chi vuole raccontare la verità».
Mobilitazioni anche in Milano, Aosta e in Sicilia (con doppi appuntamenti a Palermo e Siracusa). A Pescara, centinaia di persone hanno sfilato sul Ponte del Mare, insieme a delegazioni della Cgil Abruzzo Molise e del Sindacato Giornalisti Abruzzesi.
La partecipazione congiunta di Cgil, Fnsi e associazioni regionali di stampa sottolinea un messaggio forte: non c’è pace senza libertà di stampa, e non c’è futuro senza diritti. Le piazze italiane hanno ribadito che il giornalismo non si piega ai ricatti della guerra, che i cronisti uccisi non saranno dimenticati e che la voce dei popoli sotto le bombe deve continuare a farsi sentire.





