Giuseppe Cavo Dragone è un ammiraglio con la giacca militare infarcita di medaglie e decorazioni non meglio precisate.
Lo ha intervistato il maggiordomo governativo Bruno Vespa sul tema della difesa europea, della NATO e del rapporto con gli Stati Uniti.
Si è parlato di droni, evidenziando che l’Italia sarebbe in ritardo nella loro produzione. Peccato.
Poi, con assoluta serenità e naturalezza, il suddetto ammiraglio ha rivelato che la Russia, nella guerra con l’Ucraina, avrebbe una perdita di circa mille soldati al giorno. Questo per affermare che Mosca sarebbe in una certa difficoltà.
Mi chiedo se tali argomenti siano davvero centrali per i cittadini, che hanno ben altri gravi problemi e ben altre priorità.
Attendo che l’ineffabile Vespa dedichi una delle prossime trasmissioni ai dati ISTAT, dai quali emerge un Paese fermo, con una produzione industriale fragile, redditi che faticano a reggere il peso della vita reale e milioni di persone ancora in povertà assoluta.
Le armi e le guerre vengono dopo. Molto dopo.
Per quanto mi riguarda, sarebbe meglio che non venissero mai.




