Le fake news, oggi come ieri, non servono solo a confondere, ma a imporre verità manipolate. In un mondo in cui la comunicazione è sempre più strumento di potere, la menzogna diventa arma politica, militare ed economica. Goebbels, ministro della propaganda nazista, lo spiegava chiaramente: “Una bugia ripetuta decine di volte diventa verità”. È la logica con cui ancora oggi si manipola l’opinione pubblica.
Le fake news non sono casuali: vengono diffuse per creare nebbia e rendere difficile la comprensione dei fatti, così da imporre una narrazione preconfezionata. Il problema è che la maggioranza delle persone non ha il tempo né gli strumenti per verificare. E così, il messaggio dominante penetra senza opposizione, diventando “realtà”.
Oggi la comunicazione è controllata dal potere, e solo pochi giornalisti liberi provano ancora a cercare i fatti. Tutto il resto è propaganda che plasma le coscienze.
Un esempio lampante è la narrazione israeliana, che per oltre 80 anni ha raccontato al mondo uno Stato sotto assedio costretto a difendersi. Una narrazione oggi messa in crisi dalla realtà dei fatti: il genocidio palestinese trasmesso in diretta sotto gli occhi di tutti.
Non è un caso che:
-
i giornalisti indipendenti non siano ammessi nella Striscia di Gaza;
-
i reporter palestinesi vengano sistematicamente uccisi mentre documentano i massacri;
-
la propaganda occidentale cerchi ancora di giustificare l’ingiustificabile.
La differenza con il passato è enorme: mentre il genocidio nazifascista avveniva nel silenzio e nell’ombra, oggi assistiamo in diretta alla strage del popolo palestinese. Nessuno potrà dire di “non sapere”.
Questo scenario mette a nudo le contraddizioni dell’Occidente che si proclama democratico e difensore dei diritti umani. La maschera è caduta: i valori universali vengono sacrificati in nome di interessi geopolitici ed economici.
Nel frattempo, anche il neoliberismo globale mostra le sue crepe: precarietà, disuguaglianze, crisi sociale ed economica. E quando un sistema fallisce, bisogna temere i colpi di coda di chi non vuole perdere privilegi e potere.
Viviamo una fase estremamente delicata. Le fake news continuano a plasmare opinioni, alimentare conflitti e giustificare crimini, mentre il mondo rischia di scivolare in un baratro. Fermare la manipolazione mediatica e riportare i fatti al centro della comunicazione è oggi più che mai un atto di resistenza civile.





22 aprile, Giornata Mondiale della Terra: la crisi climatica colpisce i bambini e interroga le coscienze