Nella videointervista realizzata da WordNews.it, Piergiorgio Morosini, Presidente del Tribunale di Palermo, rimette al centro il punto essenziale: Falcone non va ricordato soltanto per le parole, ma per ciò che ha fatto, per il suo metodo, per la sua capacità di leggere la criminalità organizzata.
Morosini richiama l’eredità professionale e umana del magistrato ucciso il 23 maggio 1992 insieme a Francesca Morvillo e agli agenti della scorta Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani.
Un’eredità che non appartiene al passato, ma continua a parlare al presente. Le intuizioni sulle procure distrettuali, sulla Procura nazionale antimafia, sulla cooperazione internazionale restano, secondo Morosini, un patrimonio ancora fertile.
Falcone, ricorda Morosini, non arretrò nonostante i nemici, non si lasciò deprimere dagli ambienti ostili, credette nel lavoro di squadra, nella collaborazione con la polizia giudiziaria e con i colleghi del pool antimafia. Soprattutto, non cedette mai al conformismo.
Nella videointervista si affronta anche il nodo delle verità mancanti sulle stragi del 1992 e del 1993. Morosini parla di verità parziali, di pezzi ancora da ricomporre, di lacune.
Morosini parla della necessità di un’alleanza istituzionale con la società. La lotta alle mafie non può essere scaricata solo sulle aule giudiziarie o sulle forze dell’ordine. Serve una risposta complessiva, capace di coinvolgere istituzioni nazionali, enti territoriali, scuola, lavoro, comunità, presidi culturali. Morosini entra anche nel terreno delicato della giustizia e delle riforme. Il superamento della stagione referendaria, spiega, non significa che i problemi siano risolti. La durata dei processi, l’efficacia delle indagini, la tenuta degli strumenti contro la criminalità organizzata restano questioni aperte.
La videointervista a Pier Giorgio Morosini è un invito a uscire dalla retorica. A non trasformare Capaci in una data da calendario svuotata. A guardare le mafie per quello che sono ancora oggi: potere economico, controllo sociale, violenza, consenso, relazioni, infiltrazione.




