In un’Italia dove la legalità viene spesso evocata e troppo raramente praticata, il 12 settembre 2025 si accenderanno i riflettori su un appuntamento cruciale per chi crede nella giustizia costituzionale, nella sicurezza democratica e nella difesa della cosa pubblica.
Alle ore 9.30, presso l’Auditorium Biagi della Sala Borsa di Bologna (Piazza del Nettuno, 3), e in diretta su Collettiva.it, si terrà un evento di alto profilo inserito nella Settimana Scientifica “Lavoro e Legalità” dell’Università di Bologna (UNIBO).
Una giornata intensa, scandita da interventi di protagonisti del panorama istituzionale, politico, sindacale e culturale, per discutere e rilanciare l’impegno concreto per la legalità, la sicurezza, la giustizia sociale e la democrazia sostanziale.
Ad aprire i lavori sarà Matteo Lepore, Sindaco di Bologna, cui seguirà il saluto di Franco La Torre, figlio del parlamentare ucciso dalla mafia Pio La Torre, testimone vivente dell’eredità civile lasciata dal padre.
Interverranno, tra gli altri:
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Rosy Bindi, già Presidente della Commissione parlamentare Antimafia, figura simbolo della battaglia per la trasparenza nelle istituzioni;
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Lara Ghiglione, Segretaria Confederale CGIL;
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Rocco Maruotti, Segretario Generale dell’Associazione Nazionale Magistrati (ANM);
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Stefania Pellegrini, docente dell’Università di Bologna e studiosa delle mafie;
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Matteo Naccari, Segretario Generale Aggiunto della FNSI;
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Roberto Montà, Presidente di Avviso Pubblico, rete di enti locali antimafia.
A presiedere e concludere l’incontro sarà Maurizio Landini, Segretario Generale della CGIL, voce autorevole nelle lotte per il lavoro, i diritti e la legalità costituzionale.
Un premio per la memoria, una battaglia per il futuro
Al termine del convegno si svolgerà la IX Cerimonia di conferimento del Premio “Pio La Torre”, alla presenza di Emilio Miceli, Presidente del Centro Studi Pio La Torre, e Alessio Festi, Responsabile Legalità e Sicurezza della CGIL.
Coordinerà Maurizio Viscione, dando voce a un riconoscimento che non è solo simbolico: è un grido contro l’omertà, un gesto politico e civile per ricordare chi ha pagato con la vita il proprio impegno per lo Stato di diritto.
Una chiamata collettiva alla responsabilità
In un momento storico attraversato da nuove forme di criminalità, spinte autoritarie e insicurezze sociali, l’evento rappresenta una chiamata collettiva alla responsabilità, un’occasione per riaffermare il valore della legalità costituzionale come fondamento della convivenza democratica.
Non è solo un convegno, è un atto di resistenza civile. E Bologna, ancora una volta, risponde presente.






