La città di Campobasso torna a farsi sentire. Nove anni di silenzio e di porte sbarrate non hanno fermato il desiderio di libri, di studio e di comunità. Per questo sabato 13 settembre 2025, alle ore 16 in via Garibaldi, studenti, insegnanti, associazioni, cittadini e semplici amanti della lettura si ritroveranno per “Open Albino”, un presidio simbolico nato per chiedere a gran voce la riapertura della Biblioteca Albino.
Il gesto è semplice e potente: portare un libro in mano. Perché un libro rappresenta ciò che la Biblioteca Albino ha sempre significato per la città: un luogo di cultura, memoria, incontro e crescita.
Non si tratta solo di nostalgia, ma di un bisogno concreto. A sostenere l’iniziativa ci sono tante realtà cittadine: dalla libreria Risguardi all’Unione Lettori Italiani di Campobasso, passando per i due premi letterari Buldrini e Zarrilli, fino a esperienze che da anni vivono di libri e promozione culturale, come il Cavaliere di San Biase.
Un fronte trasversale che unisce appassionati, studenti, insegnanti, scrittori, librai e associazioni. Tutti insieme per ribadire che una città senza biblioteca è una città mutilata.
Una petizione che cresce, una comunità che resiste
L’iniziativa segue la petizione “Riapriamo la Biblioteca Albino di Campobasso”, che ha già raccolto numerose adesioni da parte di cittadini, associazioni e intellettuali. Una campagna che richiama l’attenzione delle istituzioni sul valore di questo presidio culturale, raccontato anche dalla stampa locale e nazionale.
La Biblioteca Albino, chiusa da nove anni, non è solo un contenitore di libri: è parte integrante della memoria collettiva e del futuro della città. La sua riapertura è diventata un simbolo della battaglia per una Campobasso che non rinuncia alla cultura.
Appuntamento in via Garibaldi: Open Albino è la voce di Campobasso
Sabato 13 settembre 2025, alle ore 16, la città si ritroverà in via Garibaldi per dire con forza che la cultura non può restare dietro una porta chiusa. “Open Albino” sarà un presidio simbolico ma determinato, una chiamata collettiva che va oltre il libro: è un atto di resistenza civile e culturale.
Un gesto semplice – un libro stretto in mano – che diventa un segno di comunità, di identità e di futuro.
Campobasso ha bisogno della Biblioteca Albino. La cultura ha bisogno di spazio. E di persone che la vivano.






