Blitz della Polizia a Castellammare di Stabia: 17 ordinanze cautelari contro il clan D’Alessandro. La DDA di Napoli conferma il potere della camorra stabiese.
Un nuovo blitz della Polizia di Stato, coordinato dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli (pm Cimmarotta), ha inferto all’alba un duro colpo al clan D’Alessandro di Castellammare di Stabia, storico gruppo camorristico radicato nel territorio stabiese e nei comuni limitrofi dei Monti Lattari.
Sono 17 le ordinanze cautelari emesse, di cui 11 in carcere, nei confronti di soggetti già noti alle forze dell’ordine e ritenuti affiliati alla potente organizzazione criminale. L’operazione ha confermato, ancora una volta, come il clan D’Alessandro sia ancora attivamente operativo, nonostante gli arresti e le carcerazioni che negli ultimi anni avevano colpito la vecchia guardia.
Il ritorno della camorra stabiese
L’indagine della DDA di Napoli ha permesso di accertare che il clan, oggi alla terza generazione, continua a controllare il traffico di stupefacenti e il racket delle estorsioni, con un sistema radicato di intimidazioni e connivenze. Un segnale forte che la camorra stabiese non è mai davvero scomparsa, ma ha saputo rigenerarsi, adattandosi ai nuovi contesti economici e sociali.
Le recenti scarcerazioni di figure di spicco legate sia ai D’Alessandro che al clan Cesarano avevano già delineato uno scenario di tensione crescente, con il rischio concreto di una nuova guerra di potere per il controllo del territorio, dalle zone collinari dei Monti Lattari fino alla Penisola Sorrentina.
Proprio in quest’ultima area, il clan D’Alessandro ha da sempre gestito il cosiddetto “business pulito”, investendo i proventi illeciti derivanti da estorsioni e droga in attività economiche legali – bar, ristoranti, strutture turistiche – che servono da canali di riciclaggio.
I nomi degli arrestati
Tra gli arrestati figurano:
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Antonio Salvato, 46 anni
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Petronilla Schettino, 63 anni
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Catello Manuel Spagnuolo, 25 anni
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Luigi Staiano, 37 anni
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Giuseppe Occidente, 22 anni
In totale, su 17 indagati, 11 sono finiti in carcere mentre per altri sei sono state applicate misure diverse. Tutti sono ritenuti a vario titolo coinvolti nelle attività criminali del clan, tra estorsioni, spaccio di sostanze stupefacenti e controllo del territorio.
Una nuova fase per il clan D’Alessandro
Secondo gli inquirenti, il provvedimento odierno consente di definire gli attuali reggenti del clan, tracciando con chiarezza le gerarchie interne. Tuttavia, il vuoto di potere che potrebbe crearsi dopo questi arresti rischia di diventare terreno fertile per nuove rivalità e regolamenti di conti.
Gli investigatori non escludono una escalation di violenza, soprattutto in vista delle recenti scarcerazioni di alcuni storici esponenti che potrebbero tentare di riaffermare il proprio controllo sui quartieri e sulle rotte del narcotraffico.
Castellammare di Stabia e i comuni limitrofi restano una zona strategica per gli equilibri camorristici campani. Da qui passano non solo i traffici di droga provenienti dal napoletano, ma anche le reti di affari che collegano la criminalità organizzata alla Penisola Sorrentina e ai Monti Lattari.
L’operazione della DDA rappresenta quindi un segnale importante dello Stato, ma anche la conferma di quanto il fenomeno camorristico sia radicato e mutevole, capace di sopravvivere e adattarsi anche ai colpi più duri della repressione giudiziaria.





