Il Partito Comunista dei Lavoratori sezione Molise, insieme alla locale sezione regionale dell’Associazione antimafia A. Caponnetto e all’Associazione Tutela dalle Ingiustizie (A.T.I.), ha chiesto ai prefetti di Isernia e Campobasso di adottare un decreto di sospensione di tutti gli autovelox in uso nelle due province.
La richiesta, contenuta in un comunicato, si fonda sulla presunta assenza di omologazione dei dispositivi, ritenuta dai firmatari elemento di illegittimità. Nel testo viene richiamato quanto avvenuto a Napoli, dove il prefetto avrebbe disposto la sospensione con un decreto del 3 marzo scorso.
Secondo i promotori dell’iniziativa, un eventuale intervento analogo anche in Molise servirebbe a evitare disagi e ulteriori costi economici per i cittadini, chiamati spesso a presentare ricorso al Giudice di Pace contro le sanzioni elevate. Nel comunicato si sottolinea inoltre il rischio di un aggravio economico anche per i Comuni e per le stesse prefetture in caso di contenzioso e relative sentenze.
Nel mirino delle organizzazioni firmatarie c’è anche la diffusione dei totem per il controllo della velocità lungo le strade molisane, definita sproporzionata soprattutto in provincia di Isernia. Il comunicato richiama anche una precedente contestazione rivolta ai prefetti del Molise sui decreti di autorizzazione, ritenuti privi di adeguata motivazione secondo i parametri normativi indicati dagli stessi promotori.
La posizione espressa nel documento lega il tema degli autovelox a una critica più ampia sulle condizioni della rete viaria regionale. Secondo i firmatari, invece di concentrarsi sulle sanzioni ai danni di lavoratori e pendolari, le istituzioni dovrebbero intervenire sulla sicurezza stradale e sulla manutenzione delle arterie considerate più esposte a rischi e incidenti.
Nel comunicato vengono citati in particolare il tratto tra Castelpetroso e Pettoranello, la piana di Macchia e il tratto Colli-Roccaravindola, indicati come punti critici della viabilità molisana.
Vengono inoltre richiamate condizioni generali ritenute problematiche, tra cui l’assenza di doppie corsie su arterie come Trignina, Bifernina e Isernia-Campobasso, oltre alla presenza di curve considerate pericolose.
Per i firmatari, la questione non riguarda un rifiuto delle esigenze di sicurezza stradale, che nel testo vengono dichiarate condivise, ma l’uso degli autovelox in un contesto descritto come segnato da carenze infrastrutturali e da una pressione economica crescente sulle fasce sociali più deboli. Da qui la richiesta ai prefetti di intervenire con un provvedimento di sospensione generalizzato in entrambe le province molisane.
Il documento si chiude con una valutazione politica molto netta, nella quale l’attuale sistema di controllo viene descritto come un’ulteriore forma di pressione sociale sulle masse popolari, destinata ad aggiungersi ad altre misure considerate penalizzanti per il territorio e per i cittadini del Molise.





