A Somma Vesuviana la fotografia del degrado urbano e civile passa anche da un episodio che, da solo, racconta molto. All’esterno del cimitero una Ferrari ha occupato uno stallo riservato alle persone con disabilità senza esporre alcun contrassegno.
Un gesto che incivile e profondamente arrogante. A rendere la vicenda ancora più grave, secondo quanto denunciato, ci sarebbe anche il fatto che dai controlli sulla targa l’auto risulterebbe priva di assicurazione.
L’episodio assume un peso ancora maggiore perché avviene in un’area nella quale sono presenti gli operatori dell’associazione A.I.S.A., da anni impegnati in servizi di vigilanza per conto dell’Ente comunale e dietro regolare pagamento. Una scena del genere, in un luogo delicato e simbolico come quello del camposanto, diventa il segnale evidente di una illegalità diffusa che troppo spesso sembra passare sotto silenzio.
A Somma Vesuviana, secondo molte denunce e segnalazioni, il senso civico sembra ormai da tempo schiacciato da comportamenti arroganti e da un clima di generale tolleranza verso chi non rispetta le regole. I cittadini onesti, quelli che pagano, rispettano gli spazi pubblici e osservano la legge, finiscono per sentirsi ostaggio di una realtà nella quale i prepotenti sembrano avere sempre più spazio.

A questo scenario si aggiunge la questione dei parcheggiatori abusivi, presenza che continua a essere percepita come una delle ferite più evidenti del territorio. Attorno alla gestione illegale della sosta, infatti, si concentrano da anni timori, denunce e un senso diffuso di impunità. In alcuni casi, tali presenze vengono descritte come vicine ad ambienti già noti alle cronache giudiziarie e a contesti collegati alla camorra, alimentando ancora di più la sensazione di una città soffocata da una pesante cappa di illegalità.
Non c’è poi soltanto il racket della sosta. Sul territorio viene segnalata anche la vendita abusiva di merce di ogni tipo, compresi generi alimentari commercializzati senza controlli adeguati in diversi punti della città. Un quadro che, se confermato nella sua interezza, descrive una situazione allarmante, nella quale lo spazio pubblico viene occupato e piegato da pratiche fuori dalle regole, con conseguenze pesanti sul vivere quotidiano e sulla percezione di sicurezza dei cittadini.
Il punto politico, però, resta forse il più grave. Sui temi della legalità, a Somma Vesuviana, la politica viene accusata da anni di assenza, silenzio o sottovalutazione.
E non manca chi denuncia anche un ulteriore cortocircuito: quello di una parte del mondo politico che, anziché segnare una distanza netta da certi ambienti, avrebbe in più occasioni cercato consenso e relazioni elettorali in contesti già fortemente discussi.
La vicenda della Ferrari parcheggiata nello stallo per disabili non è soltanto un episodio di maleducazione o di arroganza individuale.
È il simbolo di una città in cui il rispetto delle regole sembra troppo spesso valere solo per chi è già disposto a rispettarle. E quando un posto riservato ai più fragili viene occupato con tale disinvoltura, il problema non è più soltanto il parcheggio.
Il problema è la normalizzazione dell’illegalità.






