All’Istituto Mattioli D’Acquisto di San Salvo l’assemblea dimostra che una parte di ragazzi non vuole più restare a guardare.
I giovani, molto spesso, vengono raccontati come un problema, una generazione distratta, fragile, inchiodata sui cellulari (lo stesso vale per tanti adulti, che continuano ad offrire esempi scandalosi) e lontana dalla realtà.
Un racconto comodo, da parte degli adulti, che non spiega proprio nulla. Sono gli stessi individui che continuano a definirli “il futuro”. Grandissima cazzata, utilizzata per posizionarli il più lontano possibile, perchè i ragazzi fanno paura. E devono fare paura perchè rappresentano il presente. Sono il presente. Qui ed ora. Devono prendere queste redini per scalzare, o meglio cacciare (a calci, metaforicamente parlando) molti adulti inutili, fallimentari e dannosi. Le stesse persone “mature” che hanno e stanno lasciando un mondo che fa schifo. I ragazzi ragionano con la propria testa. Hanno sviluppato, più di certi personaggi, un forte spirito critico. E lo hanno dimostrato partecipando alle ultime consultazioni referendarie. I giovani di questo Paese hanno salvato la Sacra Costituzione Antifascista.
La verità è semplice: quando ai ragazzi viene data la possibilità di confrontarsi sui temi veri, di entrare nelle ferite del presente, rispondono. Meglio di molti adulti.
L’impegno dei giovani esiste. Esiste quando fanno domande scomode, quando pretendono verità. Esiste quando non accettano compromessi, quando decidono di esserci.
È dentro questa cornice acquista un significato forte l’assemblea in programma il 30 marzo 2026 alle ore 11:00 presso l’Istituto Mattioli D’Acquisto di San Salvo, dove gli studenti incontreranno il nostro direttore Paolo De Chiara, giornalista professionista, scrittore, sceneggiatore e fondatore di WordNews.it.
Il titolo dell’iniziativa, “Conoscere per non restare indifferenti”, è una presa di posizione dei ragazzi.
I ragazzi hanno seelto di entrare e di confrontarsi in questioni che bruciano ancora. Mafie, omertà, testimoni di giustizia, silenzi istituzionali, memoria civile: materia viva. Una realtà che continua a interrogare il presente.
Paolo De Chiara da anni porta avanti un lavoro giornalistico e civile che ha scelto di stare nei territori più scomodi. Lo ha fatto attraverso libri, inchieste, testimonianze, sceneggiature, incontri nelle scuole, battaglie culturali e iniziative legate alla diffusione della Cultura della Legalità.
Racconta storie dure, storie che molti preferirebbero lasciare ai margini, storie di donne e uomini che hanno sfidato le mafie, denunciato, pagato prezzi altissimi.
Ogni volta che i ragazzi aprono uno spazio stanno dicendo che vogliono capire, scegliere, prendere parola. Confrontarsi anche a muso duro.

L’assemblea del Mattioli D’Acquisto, allora, assume un peso che va oltre la singola mattinata. Diventa il segno concreto di una possibilità: quella di una generazione che non vuole farsi addestrare all’indifferenza. Una generazione che può ancora scegliere di ascoltare, approfondire, mettere in discussione, non piegarsi alla banalità del disinteresse. E forse è proprio da qui che bisogna ricominciare: dai giovani che decidono di capire prima di giudicare, di conoscere prima di voltarsi, di esserci prima che sia troppo tardi.
Perché la verità è brutale ma limpida: un Paese che spegne i suoi ragazzi si condanna da solo. Un Paese che invece li chiama a pensare, a capire e a prendere posizione, forse ha ancora una speranza.
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