Ho fatto passare alcuni giorni dal risultato del referendum perché ero curioso di conoscere le reazioni e i commenti del mondo politico e di quanti scrivono sui social.
Sintetizzo alcune personali valutazioni.
1) Si conferma il clima da stadio che da tempo caratterizza il dibattito pubblico in Italia.
I tifosi delle curve non sono avvezzi al pacato ragionamento e al sereno confronto. Il dileggio, l’insulto, la smodata euforia, hanno prevalso in maniera imbarazzante. Per fortuna è mancato lo scontro fisico presso qualche area di servizio autostradale!
Siamo un Paese ampiamente immaturo che ha smarrito l’uso della ragione.
2) C’è speranza? Sono convinto che vi sia.
E, come ho più volte affermato, la mia speranza sono le ragazze e i ragazzi con i quali ho deciso di intensificare i miei incontri, non solo sui valori della persona umana ma anche su quelli che stanno a fondamento della nostra Costituzione. Sono loro che devono diventare protagonisti, nella società, nelle istituzioni, nella politica.
Magari anticipando la pensione per molti adulti: che vadano tutti sulle panchine dei giardinetti!
Immagine AI
Dopo Bartolozzi e Delmastro, Santanchè lascia (ma fuori tempo massimo)





