Con il caso Epstein abbiamo visto come la selezione neoliberista porti a una concentrazione di ricchezza e di potere tale che alcune persone, presidenti, alti funzionari di nazioni, plurimiliardari e altri appartenenti alle élite, si considerino al di sopra di ogni limite morale, fino ad arrivare alla pedofilia e al cannibalismo.
A Presa Diretta, si è visto un altro di questi esempi di onnipotenza legata a classi selezionate con il darwinismo sociale, presentate come quelle dei migliori. Imprenditori e professionisti molto ricchi, durante la guerra dei Balcani, promossa come al solito dagli USA per la propria espansione di influenza, amanti della caccia, si recavano in quei luoghi per poter uccidere, con i loro fucili di precisione, gli abitanti di Sarajevo.
Pagavano 100 milioni per un bambino o per una giovane ragazza carina, 50 milioni per un adulto e 20 milioni per un anziano. Penso che questi prezzi siano espressi in lire, in quanto parliamo degli anni Novanta del secolo scorso.
A quale bassezza morale si sia arrivati con il neoliberismo, e al fatto che gli unici valori di riferimento siano quelli dell’accumulo di ricchezza e del potere, lo si può desumere da questi atti.
Sicuramente non si tratta di una condizione etica diffusa e accettata da tutti, almeno per ora. Tanto è vero che i sodali di Epstein sono tenuti per i genitali da chi li sta ricattando e sono costretti a un agire apparentemente inspiegabile.
Ma questa è anche una società dove, pur di mantenere i privilegi economici e sociali, ci vogliono portare a una guerra rovinosa.
Riporto di seguito un insieme di dati da conoscere.
Debito USA: 39.000 miliardi di dollari.
Raddoppiato in meno di 10 anni.
1.000 miliardi di nuovo deficit in soli 5 mesi.
1.300 miliardi l’anno solo di interessi.
Ci pensate? L’America paga più per i debiti vecchi che per le bombe nuove.
E Trump? Vuole portare il budget militare a 1.500 miliardi.
Con quali soldi? I dazi coprono a malapena la metà. E la Corte Suprema ne ha già dichiarati illegali gran parte.
Allora come si finanzia un impero che non può più permettersi di esistere?
Con la guerra.
Il primo giorno di borsa dopo l’attacco all’Iran, Lockheed Martin ha toccato il massimo storico, con un più 40 per cento da inizio anno. Northrop Grumman ha segnato un più 46 per cento in nove mesi. RTX, ex Raytheon, ha fatto più 4,7 per cento in un giorno. Palantir ha guadagnato il 6 per cento in un giorno. L’ETF difesa USA è salito del 35 per cento in nove mesi.
Tra i 25 e i 30 miliardi di dollari sono stati creati per gli azionisti della difesa in un solo giorno.
E nel frattempo il petrolio è salito del 40 per cento, mentre gli USA sono il primo esportatore. L’oro è raddoppiato e gli Stati Uniti hanno 8.133 tonnellate a Fort Knox. I Treasury restano bene rifugio e il debito si rifinanzia meglio.
Armi, petrolio, oro, dollaro.
Quattro pilastri. Un solo sistema. Un ciclo che si autoalimenta.
La guerra non è il fallimento della politica.
La guerra è la politica.
La guerra è il prodotto.
Il caos è la materia prima.
39.000 miliardi di motivi per fare la guerra.
Trilioni di dollari. Milioni di vite.
E la chiamano democrazia.
Se non si arriva a una critica profonda del neoliberismo decadente e dei suoi valori, il risultato non può che essere una guerra distruttiva.
Immagine AI





