Italia spezzata a metà sulla dorsale adriatica, collegamenti tra Abruzzo e Molise bloccati su ferrovia e autostrada con chilometri di code di automobilisti bloccati improvvisamente, comuni che rischiano di rimanere isolati o quasi, mancanza totale di acqua in territori di quindici comuni con cittadini in fila per potersi rifornire da autobotti, fontane pubbliche dei nostri tempi. Quattro giorni dopo aver abbandonato Abruzzo e Molise le ferite del ciclone Erminio sono evidenti, continuano a portare conseguenze drammatiche. Nuovi movimenti franosi, in territori storicamente coinvolti da fronti, stanno causando un quadro che riporta indietro a scene d’altri tempi, di decenni fa.
Il big bang della circolazione stradale è scattato oggi tra le 12.20 e le 12.30: in dieci minuti sono state chiuse l’autostrada A14 e la linea ferroviaria adriatica. Poco meno di un’ora prima era scattato l’allarme per la riattivazione dello storico fronte franoso, tra i più grandi d’Europa e attivo almeno da 110 anni, a Petacciato. «Si ha notizia di movimenti almeno dal 1916 – riporta l’Ansa – Altre riattivazioni sono documentate negli anni 1932, 1938, 1953, 1954, 1955, 1956, 1960, 1966, 1979, 1991, 1996 e 2009. Il 23 gennaio 1916 il movimento franoso produsse un considerevole spostamento del binario ferroviario, come avvenuto il 28 gennaio 1991, che interessò il versante destro del torrente Cacchione, provocando danni all’abitato di Petacciato e l’interruzione temporanea di autostrada, ferrovia e statale». L’ultimo movimento franoso è avvenuto il 18 marzo 2015: l’asfalto si spezzò provocando un dislivello di almeno una quindicina di centimetri e producendo uno scalino al km 462,400 dell’autostrada. La presenza storica della frana ha portato all’attivazione di un doppio sistema di allerta rapida che è scattato stamattina.
Il movimento franoso ha causato anche un cedimento del belvedere nel comune molisano, disposta l’evacuazione di decine di abitazioni. Centinaia di automobilisti sono rimasti bloccati tra i caselli di Vasto nord-Casalbordino e Vasto sud-San Salvo, consentito l’ingresso in autostrada solo in direzione nord subito dopo la chiusura. Tre ore dopo Autostrade per l’Italia ha disposto la chiusura della circolazione in direzione sud fino a Poggio Imperiale. La doppia chiusura di autostrada e linea ferroviaria si è aggiunta al crollo del ponte sul fiume trigno della statale 16 adriatica. Crollo a cui è legato la pagina più drammatica dell’emergenza maltempo. Dopo cinque giorni è ancora disperso Domenico Recanati, il 53 pugliese che si stava recando a Ortona e di cui non si hanno ancora tracce.
I collegamenti tra Abruzzo e Molise sono, quindi, quasi bloccati, creando disagi a lavoratori e studenti pendolari. Sono nelle scuole secondarie di secondo grado di Vasto e San Salvo sono centinaia gli studenti che ogni giorno provengono dal Molise.
L’altra grande emergenza è quella idrica, causata sempre da un movimento franoso in un territorio già segnato da precedenti. La frana in località Acquaviva a Roccaspinalveti ha travolto la conduttura idrica, sarà necessario sostituire un chilometro circa di tubature. Nel giugno 2024 una frana aveva già colpito un tratto della tubatura in un punto poco distante in cui la conduttura è ancora provvisoria in attesa della riparazione definitiva. La frana non si è stabilizzata, necessario quindi individuare un tracciato alternativo, e questo allungherà i tempi dei lavori da parte della Sasi. In un incontro con i sindaci dei comuni coinvolti il presidente della Sasi Nicola Scaricaciottoli ha dichiarato che si spera di poter ripristinare l’erogazione idrica in almeno una parte del territorio entro la fine settimana. Atessa (località Quercia Nera e Carapelle), Carpineto Sinello, Carunchio, Casalanguida, Celenza sul Trigno, Dogliola, Fresagrandinaria, Guilmi, Lentella, Liscia, Palmoli, Roccaspinalveti, San Giovanni Lipioni, Tornareccio e Tufillo sono i quindici comuni colpiti da questa emergenza idrica.





