La memoria non serve soltanto a commemorare i morti. Ma serve anche a interrogare i vivi.
Lunedì 4 maggio 2026, alle ore 21:00, in diretta su YouTube sul canale WordNews.it, andrà in onda la 27ª puntata della seconda stagione di “30 minuti con…”, il format fondato e diretto da Paolo De Chiara, direttore di WordNews.it. Ospite della serata sarà Armando D’Alterio, magistrato (già PM del caso Siano, Procuratore Capo della DDA di Campobasso e PG presso la Corte d’Appello di Potenza), chiamato a confrontarsi su una puntata che nasce in una data particolarmente significativa: la vigilia del 5 maggio, anniversario del tentato sequestro di Lea Garofalo, avvenuto nel 2009 a Campobasso.
In studio sarà presente anche il collaboratore di WordNews.it Antonino Schilirò.
Il tentato sequestro di Lea Garofalo a Campobasso è una delle pagine più inquietanti della sua vicenda.
Lea Garofalo era una donna che aveva visto, capito, raccontato. Aveva scelto di rompere il silenzio.
La puntata di WordNews.it vuole partire proprio da lì. Da quella data. Da quella città. Dall’impegno di un magistrato tenace che aveva capito tutto, grazie al suo intuito e alla sua professionalità.
Raccontare Lea Garofalo significa raccontare una donna che ha pagato un prezzo altissimo per la propria libertà. Una donna nata dentro un contesto criminale e capace di scegliere un’altra strada.
La presenza del magistrato Armando D’Alterio, all’epoca Procuratore Capo della DDA di Campobasso (che si è occupato direttamente della vicenda) rappresenta un’occasione importante per continuare a ragionare sul valore della testimonianza e sul ruolo delle istituzioni.
La puntata allargherà la riflessione anche sulla morte violenta di Giancarlo Siani, il giovane giornalista-precario del Mattino di Napoli, ucciso dalla camorra il 23 settembre del 1985. Un nome che continua a rappresentare uno dei simboli del giornalismo d’inchiesta italiano. Giancarlo era un collega, faceva domande, cercava collegamenti. E scriveva bene, senza paura. E proprio D’Alterio, da PM, si occupò con successo al caso giudiziario.
Lea Garofalo e Giancarlo Siani. Entrambi hanno messo in crisi un sistema fondato sul silenzio. Entrambi hanno dimostrato che la verità può diventare una condanna. Parlare di Giancarlo Siani, oggi, significa chiedersi anche cosa sia diventato il giornalismo.
Giornalismo d’inchiesta: cosa è cambiato
Uno dei temi centrali della serata sarà proprio il confronto tra ieri e oggi. Le mafie sono cambiate, i linguaggi sono cambiati. Sono cambiati i mezzi di comunicazione, le tecnologie, i rapporti tra potere criminale, economia e politica. Ma alcune dinamiche restano riconoscibili.
Il giornalismo d’inchiesta non è pubblicare una notizia prima degli altri. È capire ciò che gli altri non vogliono vedere. È restare su una storia quando il clamore è finito. Non fermarsi alla versione ufficiale. È saper collegare fatti che sembrano separati. Ecco perchè la figura di Giancarlo Siani continua a essere una lezione.
“30 minuti con…” è diventato, puntata dopo puntata, uno spazio di confronto civile.
Con Armando D’Alterio, la trasmissione proverà a tenere insieme piani diversi: la storia di Lea Garofalo, il caso Siani, il ruolo dello Stato, il giornalismo d’inchiesta, il coraggio della denuncia, il rapporto tra memoria e responsabilità civile.
Lea Garofalo e Giancarlo Siani non chiedono celebrazioni vuote. Chiedono coerenza, verità, giustizia.
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