Oltre 3.000 file pedornografici trafficati sul web. È quanto documentato dalla Polizia Postale in una vasta inchiesta contro la pedopornografia online, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia dell’Aquila, è stato compiuto da un 59enne del pescarese. La notizia è stata diffusa dalla TGR Rai Abruzzo lo scorso 3 maggio.
Indagato cinque anni e poi condannato per detenzione e diffusione di materiale pedopornografico è stato colto in flagranza di reato dalla Polizia Postale. I file, immagini e video, raffiguravano anche bambini molto piccoli. Recidivo autore del reato un 48enne teramano residente a Giulianova. La notizia è stata diffusa da Il Messaggero Abruzzo all’inizio del mese.
Sono queste solo le ultime notizie relative a pedocrimini perpetrati in Abruzzo. Una lunga lista di abusi, violenze, sfruttamento della prostituzione minorile, traffici all’interno di reti nazionali e internazionali, che si susseguono negli anni. Dal dark web alle più popolari piattaforme di messagistica il tasso di pedocrimini in una regione piccola come una parte di Roma è sconvolgente, come documentiamo e denunciamo da sei anni.
I pedofili vivono in ogni anfratto della società, sono nelle alte sfere e nella quotidianità dei territori più disparati. E troppo spesso sono anche padri di famiglia, sono persone come tanti che abusano persino dei figli, anche in tenera età. Fu una delle denunce che don Fortunato Di Noto, fondatore e presidente di Meter, rilanciò dall’Aquila ricevendo nel 2023 il Premio Nazionale Paolo Borsellino.
In occasione della Giornata nazionale contro la pedofilia e la pedopornografia, pochi giorni il dossier “Voci Fragili” e la Giornata dedicata ai bambini vittime celebrata a Roma domenica 3 maggio, Meter ha diffuso un nuovo dossier richiamando «l’attenzione sui dati allarmanti emersi dall’attività di monitoraggio e ascolto condotta nel corso del 2025» che «delineano un fenomeno in espansione, sempre più alimentato dalle tecnologie digitali e dall’uso distorto dell’intelligenza artificiale».
Abusi reali su bambini, di ogni età, e deep nude dilagano sul web. «Nel 2025 sono state segnalate dall’Osservatorio di Meter 785.072 immagini e 1.733.043 video contenenti abusi reali su minori su scala internazionale – riporta l’associazione – A questi si aggiungono 8.213 minori vittime di deepnude italiane, immagini generate artificialmente in cui bambini e adolescenti vengono denudati o manipolati digitalmente senza consenso».
«In occasione della Giornata Nazionale contro la Pedofilia e la Pedopornografia, rinnoviamo con forza il nostro appello alle istituzioni, alle organizzazioni, agli operatori della comunicazione e dell’informazione: è necessario portare al centro dell’attenzione pubblica un fenomeno grave e diffuso come la pedofilia e gli abusi sui minori – l’appello di don Fortunato Di Noto – Questi numeri dovrebbero essere letti da tutti. Eppure c’è ancora chi si volta dall’altra parte, perché chi non vede non può capire. È fondamentale che tutti, a vario titolo, diventino promotori del benessere dei più piccoli, diffondendo consapevolezza, strumenti di prevenzione e un’informazione corretta, sostenendo concretamente chi ogni giorno opera per la tutela dei minori».
L’uso dell’intelligenza artificiale dilaga nei traffici pedopornografici: «strumenti sempre più accessibili consentono di trasformare contenuti innocui in materiale abusante. Tra questi emerge anche Grok, responsabile del 14% dei contenuti deepnude rilevati. Le vittime restano sempre reali: minori esposti, violati nella loro identità e dignità» denuncia Meter.
Questi i dati diffusi dall’associazione sulla «distribuzione globale» e sulle «reti sempre più complesse e difficili da intercettare» e sulle attività del Centro di Ascolto della stessa.
«L’attività di monitoraggio ha individuato 505 domini nazionali coinvolti nella diffusione di materiale illecito e 1.532 link su domini generici, con una prevalenza del dominio .com.
Tra i territori maggiormente interessati figurano Nuova Zelanda, Territorio Britannico dell’Oceano Indiano, Montenegro, Russia e Stati Uniti. Anche l’Italia è coinvolta, con segnalazioni sul dominio .it.
Nonostante il calo apparente dei link (da 8.034 nel 2024 a 2.037 nel 2025), il fenomeno non è in diminuzione: i pedocriminali utilizzano sempre più link effimeri e sistemi criptati, rendendo la diffusione più rapida e difficile da tracciare.
Sono stati inoltre individuati archivi compressi contenenti migliaia di file illeciti, accessibili spesso tramite registrazione o pagamento, segno di un sistema organizzato e strutturato.
Accanto all’attività di monitoraggio online, il Centro Ascolto Meter ha seguito 110 casi nel 2025, offrendo supporto diretto a minori e famiglie.
La macroarea “Abuso” rappresenta il 32% dei casi, con una prevalenza di abusi sessuali attuali ma anche un aumento significativo di violenze emerse a distanza di anni, segnale di un sommerso ancora difficile da portare alla luce.
Nel corso dell’ultimo decennio (2015–2025), sono stati 393 i casi di violenza trattati, di cui 211 abusi sessuali accertati. Numeri che confermano la necessità di interventi tempestivi, integrati e continuativi».





