«Peppino era prima di tutto un ragazzo che si è sottratto a un destino», racconta Luisa Impastato. Nell’intervista si parla di mafia, ma anche di giustizia sociale, diritti, ambiente, disuguaglianze, informazione libera. Peppino non combatteva soltanto Cosa nostra. Combatteva ogni forma di oppressione.
Centrale il tema della controinformazione. Peppino fu un innovatore, capace di usare radio, satira, ironia e linguaggi popolari per colpire il potere mafioso dove faceva più male. Oggi, ricorda Luisa Impastato, la libertà di stampa resta una misura della democrazia. E in un Paese che arretra su questo terreno, il messaggio di Peppino diventa ancora più urgente.
Ma il passaggio più forte riguarda i giovani. Luisa Impastato racconta l’incontro continuo con le scuole, con ragazze e ragazzi che sentono ancora Peppino come uno di loro.
Musica, poesia, arte, teatro, radio: per Peppino erano strumenti di emancipazione. E lo furono anche per Felicia Impastato, la madre che dopo l’assassinio del figlio aprì le porte di casa, ruppe il silenzio imposto dal contesto mafioso e contribuì a riscattare la memoria di Peppino dopo anni di depistaggi e menzogne.
Senza Felicia, quella storia avrebbe potuto essere cancellata. Invece è diventata patrimonio collettivo.
Nell’ultima parte dell’intervista, Luisa Impastato guarda al presente e all’antimafia sociale: quella che nasce dal basso, che lega la lotta contro le mafie alla lotta per i diritti, per il lavoro, per la verità sulle stragi, per una società più giusta. Perché le mafie vincono dove mancano alternative. Dove mancano scuola, cultura, lavoro, istituzioni credibili.
E allora la domanda finale diventa inevitabile: da che parte starebbe oggi Peppino?
Peppino sarebbe dalla parte di chi pratica concretamente la solidarietà, di chi difende le vite degli altri, di chi mette il proprio corpo davanti all’ingiustizia, di chi non accetta che la dignità umana venga calpestata.
È questo il senso profondo della video intervista: Peppino Impastato non appartiene al passato. Appartiene a ogni ragazzo che non si rassegna, a ogni scuola che semina coscienza, a ogni voce libera che rompe il silenzio, a ogni cittadino che sceglie di non voltarsi dall’altra parte.
Guarda la video intervista di WordNews.it a Luisa Impastato.





