Il Corecom Molise aderisce alla nota nazionale del Coordinamento dei Presidenti dei Corecom e lancia un messaggio: la cronaca nera in tv non può trasformarsi in un prodotto seriale fondato sulla paura, sul dolore e sulla sofferenza delle vittime.
La presa di posizione, sottoscritta anche dal presidente del Corecom Molise, prof. Vincenzo Cimino, nasce dalla crescente preoccupazione per una deriva ormai evidente nel racconto televisivo della cronaca nera e giudiziaria. Il diritto di cronaca resta un pilastro della democrazia e della libertà di informazione. Ma c’è una linea sottile, e spesso calpestata, tra raccontare un fatto di interesse pubblico e trasformare una tragedia umana in un palinsesto quotidiano.
Negli ultimi mesi alcuni casi di cronaca sono stati esposti in televisione con una frequenza definita senza precedenti. Programmi nazionali e locali hanno rilanciato quotidianamente gli stessi contenuti, spesso in fasce orarie accessibili anche ai bambini e agli adolescenti, senza adeguate forme di protezione rispetto all’impatto emotivo e psicologico di quelle immagini e di quelle narrazioni.
Il tema centrale della nota è la tutela dei minori. Bambini e adolescenti rischiano di essere esposti a una comunicazione costruita sulla violenza narrativa, sulla paura, sulla spettacolarizzazione della sofferenza e sulla continua rappresentazione del trauma. Una televisione che insiste sul sangue, sulle lacrime, sulle vite spezzate e sui dettagli più intimi delle vittime non produce soltanto informazione: produce clima emotivo, produce percezione, produce educazione distorta.
Il Corecom Molise, insieme agli altri Comitati regionali per le comunicazioni, richiama la necessità di una riflessione nazionale sul rapporto tra informazione e responsabilità.
Il Coordinamento Nazionale dei Presidenti Corecom ha inviato una nota ad AGCOM, chiedendo all’Autorità di valutare ogni iniziativa utile a rafforzare la protezione dei minori. Tra le proposte avanzate vi è anche l’introduzione di un apposito contrassegno per i contenuti televisivi non adatti ai minori, sul modello di quanto già avviene per i film. Serve una maggiore attenzione nella programmazione televisiva, soprattutto nelle fasce orarie in cui bambini e adolescenti possono trovarsi davanti allo schermo.
Il presidente del Corecom Molise, Vincenzo Cimino, aderendo alla nota nazionale, rilancia una battaglia: fermare la spettacolarizzazione del dolore in tv e riportare al centro il rispetto della persona, la tutela dei più piccoli e il valore autentico dell’informazione.





