Francesco Guccini, il Maestrone, uno degli ultimi, veri, immensi cantautori italiani è morto. E un pezzo di noi è morto con lui.
Non è stato solo autore di canzoni: è stato l’interprete del nostro tempo, l’osservatore delle trasformazioni sociali, delle ipocrisie del potere, delle fragilità umane.
Ha cantato di memoria, politica, emarginazione, amore, solitudine, rabbia. Lo ha fatto con parole forti, impietose, dirette a un Potere che ha gestito e gestisce ancora le nostre vite.
Se ne va un Maestro (al pari di De Andrè, Battiato, Dalla…) che aveva capito il mondo in cui viviamo. Un mondo segnato dalla perdita di senso e di Dio, dalla velocità che divora, dal rumore che cancella il pensiero, dal conformismo travestito da modernità. Dalla falsa trasparenza sino all’omologazione sociale e totalizzante.
Il Maestrone ci lascia la sua eredità: facciamone tesoro per capire come guardare il mondo, come raccontarlo, come contrastare le ipocrisie. E, soprattutto, come Resistere e lottare.
Le nostre lacrime per Francesco Guccini ci offrono la consapevolezza che certe voci non muoiono mai ma restano nelle nostre anime per l’eternità.
Ciao Maestrone.






