Il caso del migrante arrestato a Isernia dopo aver infastidito alcuni ospiti di un B&B, il caso del migrante che ha danneggiato un’auto della Polizia, hanno riaperto il dibattito sul tema dell’immigrazione, della sicurezza e della convivenza sociale.
Sulla vicenda interviene il Partito Comunista dei Lavoratori del Molise, con una nota dal titolo: “Isernia, la balordaggine non ha etnia”. Secondo il PCL Molise, l’episodio è stato utilizzato da una parte della destra per alimentare una campagna indiscriminata contro i migranti, trasformando una responsabilità personale in un attacco generalizzato verso un’intera comunità.
Il partito denuncia quello che definisce “sciacallaggio politico” da parte delle destre, accusate di cavalcare ogni episodio che coinvolga cittadini stranieri per rafforzare una narrazione xenofoba. Una narrazione che, secondo il PCL, non risolve i problemi sociali, ma li aggrava, alimentando tensioni. Nella nota viene richiamato anche un principio elementare: se un cittadino isernino delinque, nessuna persona sensata accuserebbe tutti gli isernini di essere delinquenti. Lo stesso criterio, sostiene il Partito Comunista dei Lavoratori, deve valere per i migranti. La responsabilità penale e morale resta personale, non collettiva.
Il PCL Molise sottolinea che molte persone arrivate in Italia lo hanno fatto dopo viaggi drammatici, spesso affrontando il rischio della morte, per fuggire da guerre, miseria, persecuzioni e condizioni di vita insostenibili. Persone che cercano lavoro, stabilità e una vita dignitosa. Al centro della critica c’è anche la normativa sull’immigrazione, in particolare la legge Bossi-Fini, indicata come uno dei meccanismi che producono clandestinità e quindi maggiore vulnerabilità sociale. Secondo il PCL, rendere i migranti irregolari significa renderli più esposti allo sfruttamento, al caporalato, alle mafie, ai trafficanti di esseri umani e a un sistema economico che trae vantaggio dalla debolezza dei lavoratori più fragili.
La nota richiama il tema delle politiche di accoglienza, accusando soprattutto le destre di averle progressivamente indebolite o distrutte. Il partito collega questa situazione anche al clima di violenza e xenofobia che può maturare nei territori. Nella nota viene citato, come esempio, il brutale pestaggio avvenuto nella notte tra il 25 e il 26 aprile scorso nel centro storico di Isernia ai danni di un migrante inerme da parte di alcuni ragazzini.
Per il Partito Comunista dei Lavoratori, i fenomeni migratori non possono essere affrontati con slogan, muri o parole d’ordine come “remigrazione”, definita nella nota come un modo nuovo per mascherare l’idea della deportazione di massa su base razzista. La nota allarga il ragionamento alle cause profonde dei flussi migratori: guerre, povertà, sfruttamento economico, imperialismo occidentale e nuove forme di dominio globale.
Nella lettura del partito, la propaganda xenofoba diventa una “arma di distrazione di massa”: serve a spostare la rabbia sociale verso i migranti. Il PCL Molise conclude rilanciando una prospettiva politica fondata sull’unità tra lavoratori italiani e migranti contro sfruttamento, padronato, mafie, caporalato e guerre generate dal capitalismo e dall’imperialismo. La sicurezza non si costruisce con l’odio, ma con giustizia sociale, diritti, lavoro regolare e convivenza civile.




