Continuano le polemiche sulle nuove modalità della raccolta differenziata a Isernia. Il Partito Comunista dei Lavoratori del Molise, attraverso una nota, denuncia il mancato ascolto e chiede al Comune di Isernia di modificare l’organizzazione del servizio.
«Avevamo rappresentato le diffuse proteste nella città di Isernia per i disagi causati dalle nuove modalità della raccolta differenziata», afferma il partito, ricordando di aver chiesto la sospensione delle disposizioni adottate. Al centro delle contestazioni: l’utilizzo delle rastrelliere condominiali, l’esposizione dei mastelli in strada, la distribuzione delle isole ecologiche, il ruolo degli ispettori ambientali e le prime sanzioni elevate agli utenti.
«Problemi di igiene e di decoro urbano»
Secondo quanto riportato nella nota, il nuovo sistema imporrebbe le rastrelliere ai condomini composti da 11 a 32 inquilini e l’esposizione dei singoli mastelli agli edifici con un numero inferiore di residenti.
«Imporre a molti condomini le rastrelliere e la mostra in strada dei mastelli comporta problemi di igiene, per i contenitori esposti e da riportare in casa ogni giorno, nonché di decoro urbano e di maggiore spazio occupato a parità di rifiuti».
Il partito sostiene di aver proposto una soluzione alternativa, chiedendo di non riservare le isole ecologiche esclusivamente ai fabbricati con più di 32 inquilini.
«Avevamo proposto di non limitare le isole ecologiche ai soli palazzi con più di 32 inquilini e di estenderle a tutte le zone».
Secondo il PCL, questa soluzione permetterebbe di eliminare i disagi e le disparità di trattamento tra i condomini della città. L’eventuale introduzione di una card personale, inoltre, potrebbe consentire un maggiore controllo sui conferimenti e prevedere forme di premialità per gli utenti virtuosi.
«Il Comune non ha fornito alcun riscontro»
Il PCL accusa l’Amministrazione comunale e l’assessore delegato di non aver risposto alle richieste avanzate.
«Non solo il Comune, e in particolare l’assessore delegato, non ha fornito alcun riscontro, ma la situazione è persino peggiorata».
Nella nota vengono richiamate le proteste di alcuni residenti ai quali sarebbero stati rimossi improvvisamente i vecchi bidoni, senza procedere contemporaneamente all’installazione delle rastrelliere.
Gli ispettori ambientali
Un altro punto contestato riguarda il servizio di vigilanza ambientale. Secondo il PCL, gli ispettori incaricati dei controlli non sarebbero dipendenti comunali, ma componenti di un’associazione privata.
«Il Comune ha “nominato” degli “ispettori ambientali” che non sono dipendenti comunali, bensì membri di un’associazione privata convenzionata con la stessa società appaltatrice privata», si legge nella nota.
Il partito solleva un problema di indipendenza e imparzialità dei controlli. Il servizio dovrebbe verificare non soltanto il comportamento degli utenti, ma anche il rispetto delle norme e degli obblighi da parte della società incaricata della raccolta.
«Ma come potrà farlo se l’associazione è convenzionata con l’appaltatore stesso?», domanda il PCL.
«Fioccano le prime multe salate»
Intanto sarebbero arrivate le prime sanzioni nei confronti degli utenti.
«Sono già fioccate le prime multe salate», afferma il PCL, secondo il quale i cittadini interessati sarebbero intenzionati a presentare ricorso davanti al Giudice di Pace, sollevando presunti profili di illegittimità. Il partito cita un verbale nel quale due ispettori avrebbero contestato la presenza di carta all’interno di un contenitore destinato alla plastica. Non essendo stato possibile individuare il presunto responsabile diretto, la sanzione sarebbe stata attribuita a un “responsabile in solido”, utilizzando come fonte di prova una generica «documentazione cartacea».
«Che cosa significa? Forse che, se nel mastello viene gettato un documento che fa riferimento a un soggetto, questo viene automaticamente multato come responsabile in solido? A noi pare grottesco», osserva il PCL.
Mastelli incustoditi e responsabilità delle violazioni
Il partito evidenzia che l’esposizione dei contenitori in strada potrebbe rendere difficile individuare con certezza chi abbia commesso un conferimento irregolare.
«Proprio a causa di questa modalità di raccolta, con i mastelli in balia delle onde, è possibile che chiunque possa gettare un pezzo di carta nel mastello della plastica di un altro», si legge nella nota.
Se qualcuno gettasse in un mastello un documento che fa riferimento a Meloni o Salvini, questi verrebbero multati come “responsabili in solido”? Certo, sarebbe socialmente giusto per la loro opera nefasta, ma ci pare che non funzioni così».
L’appello all’assessore e al Comune
Il Partito Comunista dei Lavoratori del Molise conclude la propria nota ribadendo la richiesta di modificare il sistema della raccolta differenziata. «Chiediamo al Comune di procedere alla generalizzazione delle isole ecologiche e di ridisegnare il servizio di ispezione ambientale in funzione dell’interesse della collettività». L’invito rivolto all’assessore delegato è quello di confrontarsi con i cittadini e di valutare anche le proposte provenienti dall’utenza:
«L’assessore è pregato di ascoltare anche le proposte che provengono dagli utenti e di non limitarsi a recepire acriticamente solo quelle della società privata, che agisce come impresa per il proprio massimo profitto».
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